<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180</id><updated>2011-12-06T11:20:13.022+01:00</updated><title type='text'>Narrare</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-8453924291267716471</id><published>2011-01-04T16:11:00.002+01:00</published><updated>2011-01-04T16:20:03.493+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Il sogno mortale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dottore, dottore sono nei guai, mi deve fare un favore!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era Vostok, il gestore di uno stabilimento balneare versiliese, che si rivolgeva ad un suo abituale cliente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo era il soprannome che gli avevano affibbiato gli amici, perché era nato nel 1961 nei giorni del lancio del primo uomo nello spazio, il russo Jurij Gagarin e Vostok era il nome della navicella spaziale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Suo padre, un fervente ammiratore del socialismo reale, nell’enfasi dell’evento, pensò di mettere al figlio il nome dell’astronauta. Il nome? Non conoscendo il russo fece confusione ed invece di chiamarlo Jurij gli mise nome Gagarin, facendo ridere tutto il quartiere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dimmi Vostok che ti succede?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli spiegò che aveva concluso un accordo con il direttore del Grand Hotel perché mandasse i clienti dell’albergo al suo bagno e quel giorno arrivava il primo, solo che:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“La mi’ moglie e accidenti alla mi’ socera che l’ha fatta se n’è dimenti’ata, ha affittato tutti gli ombrelloni ed ora un so ’ome fa.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando s’innervosiva accentuava ancor più l’accento toscano e poi soggiunse con un po’ di imbarazzo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Lei dottore è solo e dovrebbe farmi la cortesia, sempre che non la disturbi troppo, di ospitarla sotto il suo ombrellone e magari farle usare la cabina, pochi minuti s’intende, solo il tempo di spogliarsi.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dottore era uno scapolo sui trentacinque anni, un tipo pignolo e schizzinoso, dividere la cabina con un’altra persona non era una cosa che gli andasse molto a genio, d’altronde erano diversi anni che conosceva Vostok, un vero stacanovista, tanto per rimanere in tema sovietico, che teneva lo stabilimento sempre in ordine e sempre pulito. Non poteva negargli questo favore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma non sai chi sia questa persona?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No dottore, ma se vuole m’informo.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Va bene portala da me e speriamo che non sia logorroica.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Logo… logo cosa? Che è una nuova malattia? “&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lascia perdere.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ridendo soggiunse: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Questo favore ti costerà caro!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La battuta non era casuale Vostok era un brav’uomo, ma tirchio come non mai, ti faceva pagare anche l’aria che respiravi, per tenere una piccola barca a vela sulla spiaggia aveva chiesto una cifra come se fosse un transatlantico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avviandosi verso il suo ombrellone il dottore pensava: se alloggia da sola al Grand Hotel, sarà certamente una vecchia e ricca vedova, una di quelle donne capaci di spararti cento parole al secondo, oppure un vecchio industriale in pensione che ti vuole raccontare tutti i suoi trascorsi. Sai che noia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stava sfogliando il giornale quando vide arrivare Vostok con un lettino ed una signora al seguito. Non poteva sapere se fosse ricca o vedova ma, certamente, non era vecchia, anzi, tutt’altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi scusi, dottore, mi hanno spiegato l’equivoco e della sua gentilezza.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Esordì con un inequivocabile accento triestino ed anche l’aspetto era decisamente nordico, alta, occhi chiari, capelli biondi e fluenti sulle spalle, insomma una bella “mula”, come direbbero i suoi concittadini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dottore alzandosi in piedi e presentandosi:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non si deve scusare, signora, è un piacere rendermi utile e poi sono solo e lo spazio non manca.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Ma prego si accomodi, scelga il posto dove stare, non si preoccupi, si metta pure a suo agio.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vostok allontanandosi pensava:”Ma guarda tu il dottore che fortuna …. e volevo vedere se era vecchia e brutta, se faceva tutti quei salamelecchi.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Conversarono del più e del meno e le domandò:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Come mai, signora, è venuta in Versilia? Anche dalle sue parti c’è un bel mare.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli rispose che voleva concedersi alcuni giorni di riposo lontano dal solito ambiente, insomma staccare la spina per ritemprarsi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scoprirono che avevano almeno un punto in comune: la passione per la vela. Anche lei possedeva una barca a vela che usava insieme alla sorella nelle regate formando un equipaggio tutto al femminile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un uscita in barca era proprio quello che ci voleva per rompere il ghiaccio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era veramente pratica ed in pochi minuti armarono e misero in mare la deriva del dottore e, mentre si avviavano a largo, incrociarono la barca dell’ammiraglio, anch’esso un vecchio cliente del bagno, che, come saluto “alla voce”, disse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Nostromo hai a prora una bellissima polena!”e aggiunse: ”Stai attento il vento sta cambiando.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ammiraglio aveva più di ottant’anni ed usciva ancora da solo con la sua barca. Negli anni indietro, aveva insegnato al dottore come manovrare le vele e governare le derive.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle loro prime uscite lo chiamava mozzo, poi venne il giorno della consacrazione in cui gli disse: da oggi sei promosso nostromo prendi il timone e andiamo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ammiraglio!”Esclamò Lidia, la giovane signora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Grazie per il complimento, sono un’esperta velista e so bene cosa sia la polena.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Un velista donna! In che tempi viviamo! Ora ci sono anche i marinai femmine! ”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E facendo una virata da fare invidia si allontanò borbottando:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Queste cose ai miei tempi non succedevano! Le donne stavano nei porti!”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Divertiti per il siparietto i due si allontanarono dalla costa e giunti quasi ad un miglio dalla riva, Lidia, si tolse la parte superiore del due pezzi dicendo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Voglio un’abbronzatura perfetta e non voglio che dai vestiti mi si vedano i segni del costume.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era una cosa abbastanza normale e non era certo la prima volta che a Valerio, il dottore, gli capitava, ma nell’occasione si distrasse un po’ troppo ed un improvviso e violento colpo di vento provocò una strambata che rovesciò la barca e tutti in mare! Ma che figura fare scuffia!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fortunatamente la ragazza era abile ed in poco raddrizzarono la barca, ricuperarono i salvagente, il reggiseno e, avviandosi verso terra, Valerio già pensava a cosa gli avrebbe detto l’ammiraglio …..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ammiraglio era come un nonno per lui, lo conosceva da anni, fin da quando era piccolo, gli aveva insegnato ad andare in barca, a come fare i nodi alle cime, a scrutare il cielo per capire il tempo, perfino a pescare a traino e francamente un suo rimprovero, per quanto bonario, gli dispiaceva non poco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevano appena alato la barca che udì la voce dell’ammiraglio:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Valerio vieni un po’ qui, bella manovra hai fatto! Non hai ancora imparato a navigare! E sei anche andato a fare i campionati nazionali! Ti degrado a sottomozzo.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma, ammiraglio, non è tutta colpa mia la polena si è spogliata ed allora io mi sono distratto .…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“L’ho sempre detto che le donne a bordo portano sfiga!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi continuò:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”E’ bella e ti piace vero?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Beh, si mi piace.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sai che ti voglio bene come a un nipote e questo è solo un rimprovero per la tua leggerezza, per il futuro stai più attento il mare difficilmente perdona gli errori, nella strambata il boma poteva colpirti alla testa!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E, ridendo, aggiunse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Ora vai da lei e sempre in alto la bandiera della Marina!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ai suoi ordini ammiraglio!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio, in tutte le maniere, voleva organizzare una serata brillante e divertente con Lidia, ma era già tardi per prenotare da qualche parte, quando si ricordò che il cognato di Vostok lavorava al Twiga il noto locale di Briatore e soci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vostok mi devi prenotare un tavolo per due al Twiga per stasera”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma dottore! Ma ha visto che ore sono?“ protestò. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Tuo cognato Popoff, o come diavolo si chiama, lavora in quel locale digli che devi fare un favore ad un cliente”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vista l’incertezza del gestore Valerio gli fece una proposta che, data la sua tirchiaggine, difficilmente avrebbe rifiutato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Senti io dopodomani parto per gli Stati Uniti, sto via un paio di settimane e poi vado in ferie, tu affitti all’albergo il mio ombrellone, che ti ho già pagato per tutta la stagione, e l’ombrellone che dovevi assegnare al Grand Hotel lo dai ai clienti di passaggio, così guadagni tre volte.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dottore, a parte che mio cognato si chiama Giulio e non Popoff, lei pensa che io farei una cosa del genere?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No, Vostok, non lo penso: ne sono certo!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scoppiarono tutti e due a ridere e dopo poco il tavolo era prenotato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tornando all’ombrellone disse a Lidia:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi devo far perdonare per quello che è successo oggi, stasera sei invitata al Twiga, mi hanno già riservato un tavolo.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Non so se posso accettare”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Hai altri impegni?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Allora accetta in nome della nostra stessa passione velista.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo, pensò lei, anche se lo conosco da poche ore, sembra un bravo ragazzo, educato ed anche carino, cosa che non guasta, anzi, a pensarci bene, mi piace. Una serata diversa e in buona compagnia mi aiuterà a dimenticare i problemi che ho lasciato a Trieste.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio era il fortunato possessore di una Ferrari d’epoca di cui era gelosissimo, non che avesse un grande valore commerciale, ma era pur sempre una cabrio rossa con interni in pelle color crema, l’usava solo raramente e questa gli parve l’occasione giusta per tirarla fuori dal garage e farle sgranchire un po’ i pistoni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entrò nel giardino del Grand Hotel col rombo del motore che è musica sinfonica per i ferraristi e scendendo dalla macchina disse al portiere, allungandogli una buona mancia:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi raccomando se, quando torno, ci trovo un graffio compro questa stamberga che chiamate Grand Hotel a cinque stelle e vi licenzio tutti.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era chiaramente una bufala, ma ad uno che ti arriva con un Ferrari un certo credito bisogna pur darglielo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attese che Lidia scendesse nella hall e quando la vide rimase senza parole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’aveva vista la mattina in barca pressoché nuda, una bella donna senza alcun dubbio, ma in fondo ce ne sono molte di belle donne. La bellezza non è tutto, la bellezza senza classe vale ben poco e Lidia di classe ne aveva da vendere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vestito con un scollo a V e uno spacco malizioso, tipo vedi e non vedi, una collana e degli orecchini di ottima fattura, ma non appariscenti, un trucco perfetto che, pur nella sua leggerezza, metteva in risalto i tratti del viso, degli occhi e delle labbra, ma quello che affascinava di più era il suo portamento, il suo modo di incedere, la sua gestualità e soprattutto il suo sguardo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attraversò la hall sotto gli occhi interessati degli uomini e quelli invidiosi delle donne, ma lei non se ne curava.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Scusa se ti ho fatto attendere.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio era uno a cui non piaceva aspettare e non era neanche abituato ad aspettare, ma Lidia l’avrebbe attesa per ore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trascorsero la serata in allegria tra cena e musica. Il locale era frequentato, ovviamente, da personaggi più o meno noti, ma non era certo il posto adatto ad una conversazione più raccolta ed intima per due persone che si volevano conoscere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Presero l’auto e si avviarono sul lungomare, la serata era calda e viaggiare con la capote abbassata era un piacere, dopo qualche minuto di silenzio lei disse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio mi spieghi come è fatta la tua casa, nel locale c’era confusione e non ho ben capito”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La casa di Valerio era molto strana e rispecchiava un po’ il carattere dell’uomo sempre in bilico tra passato e futuro, tra novità e tradizione, tra sogno e realtà, era difficile da spiegare senza vederla e così Lidia, incuriosita, espresse il desiderio di andarci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era un appartamento che occupava tutto l’ultimo piano di un palazzo, che era anche l’edificio più alto della zona.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A prima vista l’impressione era quella di una normale casa, ma, una volta entrati, sembrava di fare un salto indietro nei secoli, l’arredamento era composto da mobili e quadri antichi del ‘500 e del ‘600, illuminazione soffusa e tremolante, candelieri medievali, lucerne ed altro vasellame in terracotta romana ed in bucchero etrusco, caminetti in ogni stanza e i letti a baldacchino nelle camere completavano il tuffo nel passato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beh, in Italia ci sono molte case con arredamento antico, infatti, la vera sorpresa era un’altra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella sala, in una parete interna, era stata inserita una porta ad anello tipo Stargate, per intendersi, che dava direttamente su un ascensore velocissimo che portava alla sovrastante terrazza, al cui centro c’era una semisfera costruita con quel vetro antiriflesso, leggermente scuro, che permette la visione pur impedendo di far entrare il calore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un sofisticato software, a controllo vocale, permetteva di aprire e chiudere finestre, sentire la musica preferita, accendere, spengere, cambiare canale alla tv e tante altre funzioni, il tutto pronunciando semplici parole. Non era una novità assoluta, all’estero la domotica, che poi era il lavoro di Valerio, con le sue soluzioni tecnologiche per la casa, proiettate nel futuro, era più sviluppata che in Italia e, da noi, probabilmente, quella era l’unica abitazione che seguisse i canoni futuribili. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dall’interno della semisfera, arredata in stile plancia dell’Enterprise, si godeva un panorama a trecentosessanta gradi di mare e di monti e, nelle notti serene, lo spettacolo del cielo era grandioso: sembrava di stare al centro dell’universo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul volto di Lidia erano ben visibili la sorpresa, l’emozione e la curiosità:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Perché questo contrasto di stili?”domandò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le rispose che aveva voluto rappresentare il tempo e la vita, dal passato statico immodificabile nel bene e nel male, del piano sottostante, al presente sfuggente nella rapidità dell’ascensore, quasi fosse un tunnel spaziotemporale, e qui, in questa finestra sul cosmo, il futuro con tutto il suo carico di incertezze e di sogni. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia, sarà forse un po’ banale, ma ho chiamato il computer Hal 9000 che è il nome del computer di bordo della nave spaziale del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Hal 9000 questa è Lidia, puoi eseguire i suoi comandi.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ok Valerio. Benvenuta a bordo Lidia.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre si divertivano a provare tutti i comandi, puntualmente eseguiti dal computer, Valerio lasciò al software la scelta dei brani musicali, certamente il caso li portò ad ascoltare una coinvolgente musica polinesiana: la danza del tamurè e poi la struggente melodia delle chitarre hawaiane di Santo &amp;amp; Johnny.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al suono della musica esotica si sommavano i giochi surreali di ombre evanescenti creati dalla luce della Luna e da quella delle stelle, un’atmosfera da sogno che coinvolse i due al punto che si trovarono abbracciati e si baciavano senza neanche averlo voluto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il bacio fu di brevissima durata, Lidia si allontanò di scatto e cominciò a piangere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio, sorpreso dalla reazione della ragazza, non capiva come un bacio così innocente potesse sconvolgerla fino a quel punto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando con voce piangente Lidia gli disse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Valerio non ti ho raccontato tutto di me e me ne dispiace, sono sposata e amo mio marito o forse no, ora non lo so più. Ho litigato per l’ennesima volta con lui e sono scappata qui in Versilia avvisando solo mia sorella.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ragazza era così affranta che Valerio pensò di farla parlare, in modo che potesse sfogarsi, e le chiese quale fosse il motivo dei litigi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Mio marito è di una gelosia ossessiva, mi segue dappertutto, controlla le mie telefonate, non posso salutare neanche i miei vecchi compagni di scuola né i miei colleghi di lavoro, senza subire interrogatori degni della Cia. Una vita d’inferno, non mi posso neanche vestire come meglio credo, non ce la faccio più. Non l‘ho mai tradito ma, questa volta, ero ben decisa a farlo. Quando ci siamo baciati mi sono resa conto che la mia era solo una sterile vendetta, un insulto gratuito a lui, a te e a me stessa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che bella figura stai facendo, mi sono detta, vuoi fare l’amore con un uomo che conosci da poche ore, coinvolgendolo, ignaro, nella tua rabbia, tradisci tuo marito e, per di più, fai la figura della donna di facili costumi. Sei sicura che sia questo quello che vuoi?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio non credeva alle proprie orecchie, una donna sicura di sé e disinibita, che si creava tutti questi scrupoli! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma allora era tutta apparenza! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da quel momento la guardò sotto un’altra luce, in effetti era rimasto abbagliato dalla sua bellezza esteriore, dalla sua classe e, solo ora, si accorgeva che c’era ben altro: un’anima sensibile ed onesta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre la riaccompagnava in albergo scoprì che aveva un ruolo dirigenziale in un importante tour operator.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Senti Lidia domani parto per gli Usa sto via due settimane e dopo vado in ferie una quindicina di giorni, perché non mi organizzi una bella vacanza al mare dove meglio credi?” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ti telefono, quando torno.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No è meglio che telefoni a mia sorella …. a scanso di sorprese con mio marito.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia entrò nella hall e Valerio si chiese se l’avrebbe rivista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il viaggio in America fu estenuante, saltare da un aereo all’altro, seguire conferenze e riunioni, ma ciò non impedì a Valerio, nei rari momenti di relax, di pensare con rammarico a Lidia. Povera ragazza, una vita davvero grama con quel marito paranoico. Chissà se gli avesse organizzato il viaggio per le ferie ma non osava telefonarle, per non metterla nei guai, e non voleva disturbare oltremodo la sorella che non conosceva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al rientro la prima cosa che fece fu proprio quella di telefonare, compose il numero della sorella e, sorpresa, fu proprio Lidia a rispondergli:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ciao Valerio! Bentornato! Come stai? Rifai le valigie che dopodomani partiamo!” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ciao Lidia che piacere sentire la tua voce!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Un momento hai detto partiamo?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si, se mi ci vuoi, dopo l’ultimo litigio mi sono liberata di mio marito, ha oltrepassato ogni limite e sono venuta ad abitare, provvisoriamente, da mia sorella. Ho bisogno anch’io di una vacanza e voglio andare il più lontano possibile dall’Italia”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“ Certo che voglio fare la vacanza con te! E dove andiamo di bello?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“A Bora Bora”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“A Bora Bora! La terra è tonda e se vuoi recarti ancora più lontano dall’Italia bisogna andare sulla Luna!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella mente di Valerio, come nei quadri di Gauguin dove il colore si chiude in zone, in modo che la scena sia in superficie e dove si annulla ogni rapporto tra spazio e volumi, cominciarono a prendere forma, sovrapponendosi, immagini colorate di isole ed atolli polinesiani, ballerine di tamurè danzanti attorno ad un fuoco acceso sulla finissima spiaggia bianca, musica esotica, capanne di foglie, palme da cocco ed una laguna, una laguna blu come quella del film, in un’isola da sogno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’isola dove uno per tutta una vita agogna di andare per sfuggire alla routine del lavoro esasperato, alle relazione sociali spesso inutili ed ipocrite, a certa politica squallida, alla noia e allo stress di una vita spesa solo per aumentare il proprio tenore di vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era immerso in questi pensieri quando fu bruscamente riportato alla realtà dalla voce squillante di Lidia:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“ Ehi! Ci sei ? O sei svenuto?” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ci sono, ci sono! Da dove partiamo?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dopodomani da Fiumicino”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si incontrarono al check-in dell’aeroporto e si abbracciarono come se si conoscessero da anni, appena il tempo per i saluti che l’altoparlante annunciò il loro volo e, passando davanti ad un cartellone pubblicitario di un noto amaro, ridendo felici all’unisono esclamarono:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Cosa vuoi di più dalla vita?” E si avviarono al gate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il viaggio aereo era lunghissimo tanto che, dopo aver conversato per alcune ore si addormentarono pensando alla vacanza e alla loro vita futura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giorno dopo un flash d’agenzia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Bora Bora, quando in Italia erano le ore ventitré è precipitato in mare un aereo in fase di atterraggio non ci sono superstiti. Tra i passeggeri c’erano due italiani. Le autorità hanno aperto un inchiesta per accertare le cause dell’incidente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Versilia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Buongiorno Vostok, sono tornato, anzi, siamo tornati, il mio ombrellone è libero o te lo sei venduto?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Dottore! Signora Lidia! Felicissimo di rivedervi e l’Ammiraglio lo sarà ancora di più! Non faceva altro che pensare a voi.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ammiraglio malgrado la sua età arrivò di corsa e abbracciandoli:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio! Lidia! Che piacere rivedervi! ”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vostok :&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Oggi è festa grande! Siete tutti invitati a pranzo!” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ammiraglio:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Adesso dovete raccontarmi tutto per filo e per segno, vedo che sprizzate felicità da tutti i pori!” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Tutto, tutto?” E aggiunse ridendo:”Un po’ di privacy …. che diamine!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio cominciò a raccontare che una volta arrivati a Papeete Lidia, avendo conoscenze nei tour operator, per il suo lavoro, aveva pensato bene di sfruttarle, trascinandolo in una bella avventura: avevano noleggiato una barca a vela di dodici metri e avevano fatto rotta su Bora Bora. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La distanza tre le due isole è di circa centoquaranta miglia nautiche, ma avevano preferito fare il viaggio a tappe scalando la piccola isola di Maiao, successivamente Raiatea ed infine Bora Bora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima di noleggiare la barca, Valerio dubbioso:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia, sei sicura di voler andare per via mare, con una barca che non conosciamo, in un mare che non conosciamo?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Io in fondo, anche se ho fatto molte regate, ho solo esperienza sulle derive, solo saltuariamente sono stato su barche più grandi.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Senti Valerio con mio padre, prima e poi da sola, ho girato tutto il mediterraneo in lungo e in largo, per anni, su una barca simile a queste due che ci hanno proposto, abbiamo chiesto le previsioni ed il tempo si manterrà buono per tutta la settimana e poi vuoi mettere la soddisfazione di navigare nell’oceano Pacifico!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le barche erano pressoché identiche ma Lidia, dopo averle guardate, a colpo sicuro, indicò quella che voleva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio che, come sappiamo, era un tipo alquanto schizzinoso e meticoloso, cercò un paio di persone che l’aiutassero a pulire la barca e così trascorse il pomeriggio tra secchi e detersivi, non trascurando di controllare scrupolosamente le apparecchiature radio, il motore, il salpa ancore, le sartie, le cime, le vele, l’albero, il boma ed i livelli dei serbatoi, insomma tutte le dotazioni di bordo e soprattutto le dotazioni di sicurezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia era scomparsa da alcune ore, indaffarata a fare i rifornimenti per la cambusa o almeno così credeva lui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sera era tutto pronto ed in ordine, stanchissimi per il lungo viaggio aereo, per il cambiamento di fuso orario e per il lavoro svolto, si addormentarono senza avere neanche il tempo di augurarsi la buona notte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’indomani mattina:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sveglia, poltrone, è l’ora di partire!” E ridendo:”Ti ho già preparato la colazione”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre era in coperta ed ammirava il panorama fantastico di Tahiti, alla luce del sole mattutino, pensò che sarebbe stato meglio che fosse Lidia a prendere il timone, dato che aveva maggior esperienza di navigazione con quel tipo di barca, ma non glielo avrebbe mai detto direttamente e allora:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Senti Lidia, hai intenzione di prendere il sole alla tua maniera? Se sì, visti i precedenti, è meglio che al timone ci sia tu.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poteva anche essere presa per una battuta, ma lei la prese sul serio o, forse, volle prenderla sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non rinuncio affatto ad avere un’abbronzatura perfetta”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E così dicendo s’installò nel pozzetto di poppa tenendo ben salda la barra del timone e lasciando Valerio a chiedersi che tipo di donna fosse e quale ciclone si stesse addensando sulla sua testa, l’aver lasciato “quel” marito le aveva dato nuova energia e sicurezza di sé.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Issa la randa, salpa l’ancora, molla la cima e adesso cazza il fiocco”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ordinò con un tono che non ammetteva repliche e la barca lasciò lentamente l’ormeggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando una barca esce dal porto è normale che gli altri, magari dissimulando, guardino le manovre effettuate, ma questa volta l’interesse era palpabile e francamente sembrava eccessivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia ma che hanno da guardare?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Oh niente, di solito nessuno esce a vela da questo porto tutti usano il motore, è molto più facile e meno pericoloso.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E proprio noi dobbiamo uscire a vele spiegate?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dove credi che sia stata ieri tutto il pomeriggio? Ho fatto una ricognizione insieme a Gianni, il nostro corrispondente a Tahiti, ho guardato dove fossero gli scogli, i bassifondi, quale canale seguire e poi ho tracciato sulla carta la rotta che dovremo fare.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ehi! signora, cosa credi di comandare il Bounty!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Quasi”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Quasi? Come sarebbe a dire quasi ?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma non hai visto come si chiama questa barca?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio, con tutto il lavoro che aveva avuto da fare il giorno precedente, principalmente sotto coperta, non ci aveva fatto caso e così si sporse fuori bordo per leggere il nome e manca poco cade in acqua per le risate. La barca si chiamava “Bounty II”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ecco perché l’ho preferita all’altra. Navigare nei mari polinesiani ed arrivare a Bora Bora su una barca che si chiama Bounty, è anche il sogno della mia vita, non credo che ci ricapiterà più e sicuramente non lo scorderemo.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Adesso stai attento che dobbiamo fare almeno quattro virate al centimetro, così facciamo schiattare di rabbia quegli stronzi di francesi e di inglesi che erano ormeggiati accanto a noi e che ci guardavano con aria di sufficienza. Fai attenzione che non ci siano scogli sommersi.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che caratterino la signora, pensò Valerio, e gli sfiorò il dubbio che, forse, le colpe della separazione non fossero tutte del suo ex marito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’uscita andò bene salvo un momento di tensione quando, all’ultima virata, sfiorano, senza urtarlo, per fortuna, uno scoglio sommerso che avevano visto con un po’ di ritardo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli Alisei che, in questa emisfero spirano da sud-est verso nord-ovest, erano proprio a favore della loro rotta e, con il mare tranquillo, in barca non c’era molto da fare, bastava controllare che tutto procedesse per il meglio e il tempo a loro disposizione era abbondante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo Lidia e Valerio era poco che si conoscevano ed anche se gli avvenimenti si erano succeduti con un ritmo così incalzante tanto da dare l’impressione che fossero anni, in effetti, fra tutto, erano meno di cinque giorni che si frequentavano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano seduti in silenzio l’uno accanto all’altro nel pozzetto della barca ed ora che potevano rilassarsi Valerio notò negli occhi di Lidia un velo di tristezza, certamente pensava a quello che aveva lasciato in Italia, una separazione è pur sempre un fallimento e, forse, era anche preoccupata che, per le lungaggini del divorzio, avrebbe dovuto rivedere spesso il suo ex marito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si mise alla disperata ricerca di un argomento che la riguardasse, ma che nello stesso tempo non urtasse la suscettibilità della ragazza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le avrebbe voluto chiedere come fosse giunta alla conclusione di lasciare il marito e se fosse sicura della decisione presa ma, si disse, che era meglio che in questo discorso c’entrasse lei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poteva parlare di sé e del suo lavoro, ma gli sembrava di fare la figura del presuntuoso, alla fine la prese molto alla larga e la mise sull’affetto familiare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia perché non mi parli un po’ di tuo padre e della tua famiglia, devi sapere che io sono rimasto orfano abbastanza giovane ed anche i miei nonni non ci sono più, non ho fratelli né cugini, in pratica sono solo e questo ti spiega perché sia così affezionato all’ammiraglio e come senta il bisogno di ascoltare storie familiari come la tua.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi farebbe piacere conoscere qualche racconto di quando tuo padre ti portava a giro in barca e, da quello che ho visto, devo dire che ti ha insegnato molto bene.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva toccato l’argomento giusto, i suoi occhi ripresero a brillare e gli disse che il maggior disappunto di suo padre era di non avere figli maschi a cui lasciare la sua modesta attività di piccolo armatore, ma questo non gli aveva impedito di trasmettere alle figlie la sua passione per il mare, le portava, fin da piccole, quanto più spesso possibile in barca, anche con mare agitato, suscitando le preoccupazioni della madre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Papà insisteva nel dire che ci stava insegnando un mestiere e, se tutto fosse andato male nella vita, avremmo sempre potuto fare le skippers.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nei nostri viaggi ci siamo spinti ad est fin nel mar Nero, ad ovest, attraversata Gibilterra e bordeggiando la costa africana verso sud, siamo arrivati alle Canarie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ah! Ora capisco l’uscita dal porto a vele spiegate! Hai voluto dare una lezione a tutti, me compreso, di come si vada per mare.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei sorrise maliziosamente:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Beh, con tutti i guai che ho avuto ultimamente, qualche innocente soddisfazione lasciamela togliere.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giornata tranquilla a Maiao, avevano sfruttato la brevità del viaggio per prendere confidenza con la barca. Cenarono in un piccolo ristorante poi, non avendo ancora smaltito la differenza di fuso orario e avendo l’indomani da percorre il tratto più impegnativo, si coricarono presto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Partiti all’alba da Maiao avendo per un po’ controllata la rotta, si alzò e, abbandonando il pozzetto, disse: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio prendi il timone che io vado a stendermi al sole a prua.” E aggiunse con una buona dose d’ironia:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Vado a prua così non mi vedi, questa barca non riusciremmo a raddrizzarla facilmente.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appena gli voltò le spalle, avviandosi verso prua, con nonchalance, si sfilò il reggiseno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c’era alcun dubbio, non lo stava provocando, ma lo stava prendendo in giro e alla grande.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio ci rimase un po’ male e pensò che la signora stesse esagerando e che avesse bisogno d’una piccola lezione:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia! Lidia! Guarda qui!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Esclamò con tono volutamente preoccupato, tanto che lei si girò di scatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Che succede Valerio?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il panorama che lei stava mostrando era notevole, ma assumendo un’ espressione annoiata e sfoderando un sorriso beffardo disse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Oh niente, niente d’importante, una cosuccia da poco, volevo solo vederti”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia non profferì parola ma gli lanciò un’occhiata che avrebbe incenerito l’intera foresta amazzonica. Si sdraiò al sole e per diverso tempo non la vide e non la sentì.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;D’altronde se l’era voluta anche se lo scherzo, ad onor del vero, non era molto raffinato, ma da un toscano aspettati sempre qualche battuta salace, specie se lo provochi, non dimentichiamo che la Toscana è la patria di Boccaccio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Malgrado queste piccole ripicche, Valerio, in cuor suo, si sentiva più tranquillo, con tutta quell’esperienza di Lidia il tratto che dovevano percorrere, in mare aperto, era ben poca cosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo alcune ore di navigazione avevano raggiunto quel punto in cui, per quanto uno si guardi intorno, vede solo mare e cielo, cielo e mare ed ogni riferimento terrestre è scomparso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I velisti che navigano in solitario alla domanda perché lo facciano, rispondono quasi tutti che lo fanno per mettersi alla prova e per cercare loro stessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ vero, ma solo in parte, la motivazione è più profonda: cercano “Qualcosa”, che non sanno cosa sia, dove possa essere e che, forse, neppure esiste.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nostro pianeta è un punto insignificante nell’immensità dell’Universo e l’uomo è un piccolo punto sperduto nell’oceano, ma esiste, ma perché esiste? Che senso ha la vita dell’uomo, che, per quanto lunga sia, è un niente in confronto ai tempi cosmici, che si misurano in miliardi di anni?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio pur riconoscendo di essere in un periodo invidiabile e forse irrepetibile della sua esistenza, perché stava realizzando il sogno della vita veleggiando nell’oceano più grande del mondo, nell’arcipelago più famoso della Polinesia e in compagnia di una bella donna, provava un senso d’ insoddisfazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era solo al mondo, non aveva affetti sentimentali stabili, faceva un lavoro interessante ed ultramoderno, ma con quale fine? Giunse alla conclusione che la sua vita era vuota ed insignificante. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando si è in mare, la terraferma, anche se vista in lontananza, porta sollievo, si vede in essa un approdo sicuro, un riferimento certo, un posto dove riprendere una vita normale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’uomo ha bisogno di certezze e quando tutti i riferimenti, come nel mare aperto, vengano a mancare, vuol trovare queste certezze o nell’alto dei cieli o nella profondità del suo io, ma, il più delle volte, il risultato della ricerca è deludente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Immerso in questi pensieri esistenziali, si accorse con un attimo di ritardo che la vela sbatteva, rimediò immediatamente, ma, un secondo prima, la voce inesorabile di Lidia:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Poggia la barca e cazza la randa, non senti che sbatte e, poi, controlla la rotta.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’avrebbe strozzata non tanto perché glielo avesse detto, ma per il fatto che avesse ragione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio blocca il timone e vieni sottocoperta che ho preparato qualcosa da mangiare”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Bene finalmente si mangia! Che hai preparato di buono?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Puoi scegliere tra tonno e carne in scatola.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lui, credendo di fare lo spiritoso:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E per contorno?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei serafica: “Fagioli, in scatola naturalmente. Mangia pure abbondantemente, ho comprato scatolame per trenta giorni.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio che, oltre ad essere un buongustaio, era anche una buona forchetta, replicò sconsolato:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Quand’è che attracchiamo a Bora Bora?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bora Bora si trova a circa 16° gradi di latitudine sud e quindi in piena zona tropicale dove il giorno dura più o meno sempre dodici ore e i tramonti e le albe sono brevissimi tanto che in pochi minuti si passa dal giorno alla notte o viceversa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ l’inclinazione dei raggi solari, rispetto alla superficie terrestre, che provoca il crepuscolo dando ancora un po’ di luce dopo il tramonto. Più ci si avvicina ai poli e più lungo è il crepuscolo, mentre nella zona tropicale, essendo i raggi solari perpendicolari o quasi alla superficie della terra, il fenomeno è molto ridotto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fu questo un motivo di discussione tra i due. Essendo decisamente in anticipo sull’orario, Lidia insisteva per puntare direttamente su Bora Bora ma, secondo Valerio, rischiavano di arrivare al tramonto, se non dopo, e di non aver luce sufficiente per entrare nella laguna in sicurezza. Visto che nessuno dei due c’era stato, non era il caso di correre rischi ed era consigliabile fare tappa nell’isola di Raiatea, decisamente più vicina, dove avrebbero potuto ormeggiare in tutta tranquillità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non abbiamo alcuna fretta di arrivare a Bora Bora, andiamo a Raiatea e domani ripartiamo, in un paio d’ore arriveremo nella nostra isola dei sogni.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vista la risolutezza del suo compagno di viaggio, alla fine Lidia, per questa volta, dovette cedere e fu un bene perché il vento era un po’ calato e la velocità della barca si era ridotta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entrati nell’atollo di Raiatea, in una piccola baia in località Fetuna, gettarono l’ancora “e fu subito sera”, come recita una famosa poesia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Adesso, per favore, evita di dirmi che avevi ragione tu a voler venire qui!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No, non te lo dico …. tanto lo sai da sola”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Va bene,va bene! Adesso preparo qualcosa per cenare”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Benissimo e dimmi: il tonno in scatola come lo cucini stasera? Lesso, arrosto o alla griglia?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia ridendo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Ti devo confessare una cosa: a pranzo ero ancora un po’ indispettita, non solo per aver abboccato ingenuamente al tuo, chiamiamolo, scherzetto, ma soprattutto perché pensavo alle risate che ti sarai fatto alle mie spalle e ti ho mentito. Non ho comprato solo scatolame, ma anche formaggi, frutta, uno sformato e, dulcis in fundo, una torta e una bottiglia di champagne.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vendicativa la signora! Non era esattamente quello che si suol dire un pranzo luculliano ma, di fronte alla prospettiva di mangiare ancora tonno o carne in scatola, era una cenetta da leccarsi i baffi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Finito di cenare e dopo aver brindato a loro stessi e alla riuscita della crociera, i loro sguardi si erano incrociati più volte, forse cercando di scrutare nel loro intimo le intenzioni e i sentimenti più remoti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sorseggiando lo champagne, Valerio le chiese perché avesse deciso di andare in vacanza proprio con lui; capiva la sua necessità di dare un taglio al passato, ma loro si conoscevano appena e avrebbe potuto scegliere un altro luogo ed altre amicizie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Senti Valerio sono due giorni che ci stiamo punzecchiando, vogliamo fare una tregua?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Voglio essere sincera, ti racconto tutto quello che è successo al mio ritorno a Trieste, ma non mi prendere in giro, mi sto ancora leccando le ferite. Promesso?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vai tranquilla” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una violenta scenata con suo marito l’aveva messa in conto, ma non pensava che sarebbe arrivato a darle degli schiaffi e a insultarla in modo volgare. In quel momento capì che il loro rapporto era ormai logoro e che doveva lasciarlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Senza porre indugi uscì sbattendo la porta di casa e con le lacrime agli occhi si rifugiò dalla sorella Delia che, se anche aveva solo due anni più di lei, era pur sempre la maggiore e con lei poteva sfogarsi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le raccontò che il litigio di quella sera era dovuto alla sua fuga in Versilia e come l’avesse picchiata ed insultata, le parlò anche di Valerio e di come si fosse comportata in casa sua.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sei stata un’ incosciente!” Le disse Delia: ”Passi per l’aver accettato l’invito a cena, ma, non contenta, insisti per farti portare a casa sua, ti lasci abbracciare e baciare, che praticamente era come dirgli portami a letto, poi ti ritrai, ti metti a piangere e tutto questo con una persona praticamente sconosciuta. Ti rendi conto che pericolo hai corso? A trent’anni dovresti avere abbastanza cervello per non metterti in queste situazioni. Sei stata molto fortunata a trovare una persona educata e comprensiva, pensa un po’ se avesse avuto il carattere di quel pazzo di tuo marito!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E aggiunse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Tieni stretto questo Valerio, anche solo come amico, di persone così non ce ne sono molte in giro.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giorno dopo era andata dall’avvocato per la pratica della separazione e gli aveva detto che si occupasse di tutto, perché quell’individuo non voleva più vederlo né sentirlo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In ufficio, si era gettata a capofitto nel lavoro e si ricordò della promessa fatta a Valerio di organizzargli il viaggio per le vacanze, di solito non si occupava personalmente di queste cose, ma Valerio era un “cliente” speciale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La voce della sua separazione si era sparsa rapidamente nell’ufficio e alle occhiate ammiccanti, ai risolini ironici delle colleghe che le chiedevano, malignamente, chi mai fosse questo cliente tanto importante da scomodare addirittura la direttrice, mentendo alla grande rispondeva:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Solo una persona che ho conosciuto in Versilia.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E per mascherare meglio:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Ha un incarico molto importante e potrebbe portarci nuovi clienti, pertanto voglio fare bella figura.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ovviamente non fu creduta, ma il capo è sempre il capo e non si discute. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti questi chiacchiericci e la paura di incontrare, anche casualmente, il suo ex marito, la convinsero che una vacanza le avrebbe sicuramente fatto bene. E se andassi nello stesso posto dove mando Valerio?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’certamente da solo, perché mi disse che qualsiasi località al mare gli andava bene, purché avesse una camera singola.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse gli farà piacere o forse no, d’altronde anche se alloggiamo nello stesso albergo non è detto che ci si debba frequentare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sulla scrivania aveva una lettera di protesta di un cliente che diceva che nel loro albergo a Bora Bora gli avevano rubato la macchina fotografica e che voleva essere indennizzato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prese il telefono e chiamò il corrispondente in loco per sapere come fossero realmente andate le cose, ci sono undici ore di differenza di fuso orario e Gianni le rispose con voce assonnata:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;” Ah! sei tu, ma sai che ore sono qui?” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dimmi della storia della macchina fotografica, il cliente ci ha mandato una lettera di protesta.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Rispondi a quel ciccione che se va in palestra e lascia la macchina fotografica sopra un armadietto, non può rompere le scatole a noi, comunque l’abbiamo ricuperata e gliela spediamo a casa”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“ Ah, bene”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In quel momento le si accese una lampadina e se andassi in vacanza a Bora Bora?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Senti Gianni mi devi trovare due camere singole lì da te.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma sei impazzita! Di questa stagione!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E lei risoluta:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Arrangiati tieni presente che una è per me, domani fammi sapere. Ciao, anzi buonanotte!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giorno dopo Gianni:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ascolta, Lidia, camere singole neanche a parlarne, c’è una matrimoniale solo perché un cliente ha rinunciato, decidi in fretta altrimenti sparisce anche quella.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci rimuginò un po’ e si convinse, oltretutto doveva pensare a Valerio e, anche se un po’ dubbiosa, rispose:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Va bene intanto dammi questa, poi vedremo, ma facci mettere due letti.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sarà fatto signor direttore!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio adesso lo sai: a Bora Bora abbiamo la solita camera.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E con fare disinvolto:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”In alternativa “tu” potresti sempre andare a dormire in barca.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia, ma non avevamo firmato una tregua, che è già finita?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Risero di cuore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come si sa lo champagne mette euforia ed il vecchio motto latino “in vino veritas” è sempre attuale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio, giochiamo a carte scoperte, ammetto che non mi sei indifferente e di provare una certa attrazione per te, ma considera che sto uscendo da una situazione che non mi consente di essere serena nei giudizi e, soprattutto, non so ancora bene cosa voglia. Non me la sento di cominciare così presto una nuova relazione”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E chi ti ha detto che io voglia avere una relazione con te?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia, sul momento ci rimase male, poi, vedendo sulla sua faccia quel sorriso ironico che ormai ben conosceva, gli disse ridendo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ehi, non mi freghi, questa volta sei tu che hai rotto la tregua”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sono arrivato a trentacinque anni scapolo e non penserai che voglia iniziare una relazione sentimentale seria solo perché comandi egregiamente il “quasi” Bounty? Anche se, devo riconoscere, che hai tutte quelle qualità che la donna dei miei sogni dovrebbe avere.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certamente, pensò, un’avventura con Lidia non sarebbe stata da buttar via, in altri tempi non ci avrebbe pensato due volte, ma ormai era stanco di fare come Bach, toccata e fuga, dopo la fuga non rimaneva niente, solo uno sbiadito ricordo, che il tempo avrebbe rapidamente cancellato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Bene.”proseguì Valerio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Facciamo un patto: trascorriamo questi giorni di vacanza come buoni amici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bora Bora ci offrirà certamente fondali bellissimi da esplorare e l’albergo divertimenti, spettacoli e balli esotici. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dimentichiamo tutti i nostri problemi esistenziali, tutte le nostre ambasce e divertiamoci, in seguito avremo certamente l’idee più chiare.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’avvicinamento a Bora Bora mostrò loro uno spettacolo indimenticabile, c’era un po’ di foschia e, in lontananza, l’isola appariva sospesa tra cielo e mare, come in un sogno dove i contorni sono sfumati, indefinibili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bora Bora, che in polinesiano significa "Primo nato", è un grande atollo con una laguna molto ampia, i colori del mare, la spiaggia di finissima sabbia, la vegetazione, la barriera corallina e il panorama sono tali che la realtà supera di gran lunga la nostra immaginazione di occidentali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Incredibilmente la realtà era più bella del sogno!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Affascinati dallo spettacolo avrebbero voluto fare subito il periplo dell’isola, ma Lidia doveva sbrigare alcune pratiche di lavoro con la direzione dell’albergo ed era già in ritardo di due giorni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così sbarcarono, presero possesso della camera, una bella doccia e Lidia a lavorare mentre Valerio cercava il modo di fare uno spuntino fuori orario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Masticando un ignobile panino, parente stretto di un pezzo di gommapiuma, si mise ad osservare l’istruttrice di vela che, con malcelata aria di superiorità, spiegava ai clienti dell’albergo come ora non capissero niente e come invece sarebbero diventati, con il suo insegnamento, dei novelli Cristoforo Colombo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che stava dicendo e soprattutto il modo con cui lo diceva, che dimostrava molta lingua ma poca esperienza, non piacque a Valerio e neanche a Lidia che nel frattempo l’aveva raggiunto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Lidia, dove l’avete trovata quella? Mentre regatava sul Kilimangiaro?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No, sul Monte Rosa non senti come parla?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stava imparando rapidamente l’humour toscano, la signora e il divertimento, a questo punto, era assicurato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Decisero di lasciar perdere e si sdraiarono sulla spiaggia. La famosa abbronzatura, come ben sappiamo, era una priorità assoluta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Negli alberghi, di questo tipo, c’è l’animazione che organizza spettacoli e giochi e, spesso, impone un tema. Quella serata era dedicata al Charleston.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vado a mettermi qualcosa che assomigli ad un vestito anni venti, gli disse Lidia, e poi balliamo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ritornò con uno scialle messo per gonna con tutti i peneri svolazzanti e, certamente, qualche volatile cercava ancora le piume che lei si era messe in testa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sono pronta: andiamo a ballare.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“C’è un piccolo problema: io non so ballare il Charleston”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ah!“Fece lei delusa. “E cosa sai ballare?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il ballo del mattone!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Temevo che l’avresti detto…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Accanto al loro tavolo c’erano due ragazzi sulla ventina, che avevano sentito i loro discorsi ed uno, più intraprendente, disse all’altro:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Io vado ad invitare la signora a ballare, al massimo mi dice di no.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E l’amico:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Oppure lui ti molla due schiaffoni…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Signora, se permette, potremmo fare la gara di ballo insieme.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Disse il ragazzo con un accento tipicamente partenopeo. Lidia rimase un attimo interdetta ed allora intervenne Valerio:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Andate, andate a ballare.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi con tono molto serio e cercando di assumere un aria da guappo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”La signora è mia sorella. Statte accuorto guagliò.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il ragazzo sbiancò e Lidia faceva sforzi sovrumani per non ridere, mentre trascinava il ragazzo al centro della pista da ballo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più tardi traversando la hall notarono una locandina con su scritto: domani regata di fine settimana, tutti i clienti possono partecipare, per le iscrizione rivolgersi all’istruttrice di vela entro le ore nove.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“No Valerio, non possiamo farlo!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si che possiamo, siamo o non siamo clienti? E poi quella ragazza è antipatica e presuntuosa, anche se carina”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mattina dopo, appena iscritti, l’istruttrice disse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Adesso fatemi vedere come armate la barca.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La barca era un 4,70, la classe in cui Valerio aveva fatto i campionati nazionali di vela, la conosceva talmente bene che avrebbe potuto armarla con gli occhi bendati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia passami la corda”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lì per lì lo guardò con aria interrogativa, poi mangiò la foglia:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dici questa? Ma mi sembra che si dica cima.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Forse hai ragione, aiutami a mettere la vela. Ma questo è il fiocco o la randa, non lo ricordo mai. Ehi attenta! Quella tavola deve essere la deriva non il timone.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E facendo sforzi incredibili, per non ridere, continuarono su questo tono. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’istruttrice, un po’ preoccupata, pensava: tu guarda questi pirla, ci toccherà andarli a ricuperare chissà dove.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Siete sicuri di voler fare la regata?” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si, si, anche se arriviamo ultimi va bene lo stesso, l’importante è partecipare come diceva quel tizio.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla prima boa avevano già distanziato tutti, solo il ragazzo napoletano della sera prima e il suo amico, seppur lontani, stavano regatando bene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al lato di bolina, Lidia che era il prodiere, per aumentare la velocità si esibì in spericolate acrobazie al trapezio, con il corpo completamente fuori dalla barca per controbilanciare la spinta del vento sulle vele.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio, guardandola ammirato, pensava che, con un prodiere così, li avrebbe vinti i campionati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima che giungesse al traguardo la seconda barca doveva trascorrere diverso tempo e loro lasciarono, svelti svelti, la deriva sulla spiaggia e non si fecero trovare fino alla premiazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Leggo l’ordine d’arrivo della regata odierna e il direttore dell’albergo consegnerà le coppe ai primi tre equipaggi classificati”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era il capo dell’animazione che parlava al microfono davanti al tavolo della premiazione:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Primo classificato l’equipaggio Valerio e Lidia.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Secondo classificato l’equipaggio Ciro e Gennaro”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A questo punto Lidia, prendendo il microfono, disse, tra lo stupore generale:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vi abbiamo fatto un piccolo scherzo, tanto per movimentare un po’ la vita dell’albergo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non possiamo accettare questo premio, perché io sono una skippers professionale e Valerio, l’anno scorso, è arrivato &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;quarto assoluto ai campionati italiani nella classe 4,70.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ciro e Gennaro: queste coppe spettano a voi e devo dire che andavate molto bene.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E, con tono divertito, rivolgendosi a Ciro:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Sicuramente meglio di come ballavi ieri sera.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti a ridere, solo una persona stava in silenzio ed aveva assunto un aspetto giallognolo violaceo del tipo “color travaso di bile”: l’istruttrice di vela.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia, forse con quella ragazza abbiamo un po’ esagerato, non ti pare? Adesso la invito al nostro tavolo, le offriamo da bere, le diamo qualche consiglio e smorziamo un po’ l’atmosfera.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E aggiunse sornione:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”E’ vero che è un po’ arrogante ma, forse, è solo un atteggiamento ed ora, guardandola meglio, devo dire che è una gran bella ragazza, mi piace.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia annuì, ma in cuor suo dovette ammettere che quelle ultime parole di Valerio, aggiunte al fatto che volutamente guardava le altre donne, le avevano dato oltremodo fastidio. Valerio è un bravo ragazzo si sta comportando, con me, correttamente, come avevamo stabilito, neanche un accenno di corteggiamento, ed io gli sto rovinando le vacanze. In questo stesso albergo avrebbe trovato, con facilità, donne disponibili, come quella signora del tavolo accanto, che se lo stava mangiando con gli occhi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una vocina dal suo intimo le suggerì: non sarà che Valerio ti interessi e che tu sia un po’ gelosa? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più voleva che la ragazza lasciasse il loro tavolo, più Valerio allungava il discorso e sembrava che la corteggiasse. Quando finalmente andò via, con tono seccato:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Fai il cascamorto con quella ragazza? Potrebbe essere tua figlia!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ti ho dato questa impressione? A parte che non è mia figlia, è maggiorenne, molto disinibita e quasi quasi…..”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Volutamente non finì la frase lasciandola nel dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia si rese conto di essere su di giri, ma non voleva che Valerio se ne accorgesse e, con finta tranquillità, disse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non ci sono solo belle ragazze, ma anche dei ragazzi niente male.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E’ vero, come quei due ragazzi del tavolo di fronte, che si stanno consumando la vista per guardarti, davvero carini. Solo che potrebbero essere tuoi figli.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stava per mandarlo a quel paese quando capì che era tutta una montatura, Valerio, si doveva essere reso conto che lei si rodeva: o la stava allegramente prendendo in giro, oppure, forse, voleva vedere una sua reazione per capire quanto fosse interessata a lui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una vacanza spensierata, rilassante, forse inusuale per persone adulte, ma che permise loro di smaltire tutte le tossine della cosiddetta civiltà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevano toccato con mano un sogno che invece di svanire al contatto, si era materializzato diventando realtà, l’isola, vagheggiata nell’immaginario per anni, aveva assolto il suo compito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le vacanze per quanto lunghe sono sempre troppo brevi ed arrivò il giorno della partenza. Memore della volta precedente Valerio ridacchiando:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Lidia questa volta a controllare le attrezzature di bordo ci pensi tu, io rifornisco la cambusa.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ritornò con al seguito due camerieri stracarichi di scatoloni contenenti ogni bendidio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma Valerio! Guarda che facciamo rotta per Tahiti e non per Forte dei Marmi!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Esclamò Lidia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Io sono un tipo prudente e previdente, signora.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ed anche famelico“ aggiunse lei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al ritorno, volendo fare esattamente il percorso inverso, fecero scalo a Raiatea e l’indomani all’alba presero il largo per raggiungere Maiao.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo era il tratto più lungo da percorrere in mare aperto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il bollettino meteorologico dava tempo generalmente buono salvo qualche temporale isolato di debole intensità e, non essendo la stagione dei cicloni, il rischio sarebbe stato minimo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per maggior sicurezza ricontrollarono l’attrezzatura della barca, tutto era in ordine e decisero di uscire in mare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio al timone della barca, pensava che tra due giorni sarebbero tornati a casa e che l’avrebbe persa di vista, qualche telefonata sporadica e poi più niente. Tante volte, in altre vacanze, la cosa l’aveva lasciato del tutto indifferente ma, questa volta, si accorse che gli sarebbe dispiaciuto non poco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questi giorni aveva avuto modo di apprezzarla e si era chiesto più volte come sarebbe stata la sua vita con accanto lei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma lei che ne pensava? Da come aveva reagito al suo finto interesse per l’istruttrice di vela, lo faceva sperare bene e che, anche lei, si ponesse le sue stesse domande. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano circa a metà del percorso, quando si ebbero le prime avvisaglie di un temporale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia! Chiudi i boccaporti e vieni al timone, tra poco qui si balla!” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ebbero appena il tempo di ridurre la velatura che il cielo diventò di un blu scuro, quasi nero, in parte rischiarato dai bagliori argentei dei lampi e si cominciò a sentire il brontolio dei tuoni in rapido avvicinamento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Improvvisamente il vento si rinforzò facendo increspare il mare intorno a loro, poi aumentò ancora e le increspature divennero onde di tutto rispetto e sempre più alte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La barca cominciò a beccheggiare e il rollio divenne sempre più forte, il vento di direzione incostante rendeva difficoltose le manovre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il cielo era completamente invaso da nuvoloni neri che cominciarono a scaricare acqua, una pioggia torrenziale scendeva di traverso spinta da un forte vento, tuoni e lampi circondarono la barca ed all’improvviso un buio, quasi fosse notte, rendeva indistinguibile il confine tra il cielo ed il mare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vento aumentò così tanto di intensità che gli spruzzi del mare mescolati con la pioggia battente li inzupparono completamente malgrado la cerata ed i giubbotti di salvataggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Numerosi fulmini, formando delle scie zigzaganti, caddero vicino alla barca, fortunatamente, senza colpirla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il rumore era impressionante, pioggia, vento, tuoni, fulmini e ondate scuotevano tutta la barca facendola vibrare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un’onda anomala di prua spazzò tutta la coperta allagando il pozzetto, un’altra di fianco le rovescio sopra quintali di acqua.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano in una situazione molto preoccupante, un'altra onda così avrebbe potuto far capovolgere la barca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con quel sangue freddo che viene nei momenti di pericolo, in cui è in gioco la vita, riuscirono, navigando in condizioni al limite, se non oltre, delle possibilità della barca, ad evitare di essere travolti dalle onde e Lidia, con la sua esperienza, governava la barca al meglio,Valerio aiutandola a reggere il timone, pensava: “Debole temporale eh! Se trovo quel cretino che ha fatto le previsioni meteorologiche …” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo un’oretta, improvvisamente, cessò di piovere, calò il vento e tornò a splendere il sole ed il mare, seppur ancora agitato, ma in netto calo, divenne più abbordabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fecero una ricognizione alla barca per vedere che non ci fossero danni gravi e poi esausti si sedettero nel pozzetto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scampato il pericolo si ha un momento di rilassatezza, tutte le riserve di energie psichiche e fisiche sono esaurite ed affiora un senso di paura per quel che potava essere e che, fortunatamente, non era stato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio passandole un braccio intorno alle spalle le mormorò:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Grazie a te c’è andata di lusso.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando le accarezzò i lunghi capelli, ancora intrisi di acqua salmastra, Lidia provò un brivido di piacere. Era da tanto tempo che non provava quella sensazione e si chiese se fosse un segnale che la sua parte irrazionale le lanciava, a dispetto di quella razionale che la consigliava di attendere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si voltò verso di lui, lo guardò negli occhi e questa volta si lasciò baciare, un lungo bacio appassionato e poi….&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lidia:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Dai, Valerio, smettila di raccontare, qui ci sono l’ammiraglio e tanta altra gente mi fai vergognare”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma cara volevo solo aggiungere che abbiamo prolungato le vacanze di una settimana.” E sorridendo: “Naturalmente solo per finire le scorte dei viveri! Un’ ultima cosa: la bella notizia sul tuo avanzamento di carriera.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio continuò dicendo che Lidia era triste pensando al rientro a Trieste, non perché non amasse la sua città natale, ma per l’angoscia di rivedere il suo ex marito e pensava che sarebbe stato opportuno per lei cambiare città. Sapeva che nella filiale toscana della sua società l’attuale direttore andava in pensione e sarebbe stato bello essere trasferita a Firenze, ma era troppo giovane per questo incarico e il dott. Giorgetti difficilmente glielo avrebbe affidato, oltre tutto comportava un avanzamento di carriera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Giorgetti? Ma chi Fabio?” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Si Fabio è il direttore commerciale per l’Italia”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma lo sai che Fabio, il suo fratello ed io abbiamo condiviso l’appartamento quando facevamo l’università! E’ un amico e poi suo fratello lavora con me, dammi il numero che gli telefoniamo.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo numerosi tentativi:” Ciao Fabio, sono Valerio “&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio quale buon vento, vecchio scapolone mangia donne! “&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Guarda che sei in vivavoce modera le parole, che figura mi fai fare!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E’ un po’ che non sento mio fratello come si comporta?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E’ il miglior ingegnere di servomeccanismi che esista, riesce a realizzare tutte le mie idee, anche quelle che sembrano impossibili. Senti sono in barca in un atollo vicino a Tahiti insieme ad una tua collaboratrice: Lidia. Ti dobbiamo chiedere un favore.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“A Tahiti! Con Lidia! Brutto mascalzone! Ecco perché non riuscivo a trovarla, passamela che le devo chiedere una cosa importante.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Lidia, ma non eri sposata?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Hai detto bene “ero”, sono in attesa di divorzio.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Bene, bene… ehm scusa ho fatto una gaffe, ma questo divorzio agevola quello che volevo chiederti. Dobbiamo sostituire il direttore di Firenze e tu sai quanto sia importante, per noi, quella filiale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho mandato all’amministratore delegato i curriculum dei nostri migliori dirigenti ed indovina chi a messo in testa alle preferenze? Si proprio tu! Oltre ad un congruo aumento di stipendio c’è un notevole avanzamento di carriera. Ti do tempo tre secondi per rispondermi. Allora che fai? Accetti?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Proprio perché sei tu che me lo chiedi farò questo sforzo: ok accetto.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Benissimo, allora tra quindici giorni vieni a Roma che mettiamo tutto per iscritto, ciao a presto. Aspetta un momento che favore mi volevate chiedere?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intervenne Valerio:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Fabio non ti preoccupare una cosa da niente, ne parliamo a Roma.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Un momento non me la raccontate giusta. Ma che stupido a non capirlo prima! Lidia vuol andar via da Trieste, sa che si libera un posto a Firenze, tu risiedi in Toscana: tutto chiaro come due più due fa quattro! Vi conosco bene entrambi ed una cosa mi sfugge: se è Lidia che è caduta nella tua rete oppure è Lidia che ti sta rosolando come un pollo allo spiedo …. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va bene, va bene non mi mandate a quel paese ci vado da solo.” E ridendo riattaccò il telefono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ammiraglio: questo è tutto o quasi…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ha ragione Lidia non devi aggiungere altro, tanto si vede dalla vostra gioia e dalla luce dei vostri occhi che siete felici.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi soggiunse:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Sono felice anch’io perché ho acquisito una nipote e dovrò rivedere le mie teorie sulle donne marinaio: Lidia è stata bravissima. Ricordo che in una situazione analoga quando comandavo il Vespucci ….”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non poté finire perché li salvò dall’ennesima replica di quella storia Vostok che, con voce stentorea, annunciò:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;”Venite il pranzo è pronto”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa volta, messa da parte ogni tirchieria, aveva fatto le cose in grande: un ottimo pranzo a base di pesce e certamente più appetitoso di quello dei cuochi polinesiani. L’ammiraglio volle offrire lo champagne e poi, in allegria, fecero baldoria tutto il pomeriggio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sera a casa, nell’interno della cupola, seduti su un divano guardavano il cielo stellato e Valerio ordinò ad Hal 9000: “Musica leggera in sottofondo” e Lidia iniziò a parlare:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio, fino ad oggi ho vissuto in modo sbagliato, mi ero dedicata al lavoro e, dovendo competere con gli uomini, per dimostrare di essere migliore e più efficiente, avevo smarrito il senso della mia vita di donna. Aggiungi che il mio ex marito, nella sua allucinante gelosia, non aveva capito che il suo nemico non era un’eventuale amante, che non c’è mai stato, ma il mio lavoro e non ha saputo darmi quell’affetto di cui, inconsapevolmente, avevo bisogno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tu mi hai fatto riscoprire la mia vera natura che è quella di essere per prima cosa donna, mi hai fatto scoprire cosa voglia dire veramente amare un uomo e nello stesso tempo esserne riamata, mi hai fatto capire che l’emozione fisica deve essere accompagnata dal sentimento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti devo fare una confessione ricordi cosa accadde quella sera dopo la tempesta?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Certamente che lo ricordo! Dopo aver cenato andasti nella tua cabina e, cosa che non avevi mai fatto, ti chiudesti a chiave.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dopo il bacio che ci eravamo dati ero molto confusa e così provai a telefonare a Delia, riuscii miracolosamente a prendere la linea”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Delia sono nei guai per Valerio oggi ci siamo baciati, ma dopo cena sono entrata nella mia cabina e mi ci sono chiusa dentro a chiave, mai l’avevo fatto in questi giorni.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“E Valerio come l’ha presa?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi ha sentito ed anche lui, facendo rumore in modo che me ne accorgessi, si è chiuso a chiave nella sua cabina.“&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Delia ridendo:”Grande Valerio ti ha dato una bella lezione! E adesso tu non sai cosa fare vero?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Già proprio così.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Senti Lidia, ti devi decidere o Valerio non ti piace e non ti interessa allora mettiti a dormire e non ci pensare più, altrimenti vai a bussare alla sua porta e chiedigli scusa, se ti apre, cosa che dubito che faccia, se ho ben capito il suo carattere.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Allora se non mi apre che faccio?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Rientra nella cabina e lascia la porta ben spalancata, questa volta! Vedrai che dopo un po’ ti viene a chiedere se hai bisogno di qualcosa. Se hai deciso che ti piace e che può essere l’uomo giusto abbraccialo e dagli un bacio. Se decidi di andarci a letto, non ti tirare indietro all’ultimo momento! Perché se poi ti fa a fettine e le getta in pasto agli squali avrebbe tutta la mia comprensione! Sei tu che devi decidere, cara sorellina.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio quando non mi apristi ci rimasi male ma seguii il consiglio di Delia e quando entrasti nella mia cabina provai una forte emozione. L’abbraccio ed il bacio sono stati spontanei e quando mi è scivolato via anche l’ultimo indumento ed ho sentito le tue mani accarezzarmi dolcemente ho perso ogni cognizione ed ho provato… Ehi non farti illusioni e non darti delle arie: l’ho fatto solo perché avevo paura che tu mi gettassi in pasto agli squali!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ma tesoro mai e poi mai avrei potuto gettarti in pasto agli squali, non lo sai che i pescecani sono una specie protetta e che è vietato dar loro bocconi velenosi!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Brutto cattivo! Antipatico!” E facendo l’atto di divincolarsi dall’abbraccio si lasciò invece cingere ancora più strettamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Valerio dammi un bacio e facciamo pace, sono immensamente felice di averti incontrato.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appoggiando il capo sul suo petto, chiuse gli occhi, quasi intimorita che questa felicità svanisse e ritornasse ad essere solo un sogno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Hal 9000: “Musica classica, Beethoven sonata al chiaro di Luna” “Ok Valerio”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La visione dell’ immensità del cielo stellato e le note della musica creavano un’atmosfera immateriale, dove i pensieri, finalmente svincolati dalla realtà contingente, s’impadronirono, in tutta libertà, della mente di Valerio che, abbracciato affettuosamente a Lidia, rifletteva: “Ho realizzato il sogno dell’isola dei sogni, ho realizzato il sogno dell’amore, ma non so se riuscirò a realizzare l’ultimo sogno: quello della conoscenza.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La conoscenza era l’anello mancante al suo essere uomo, aveva risolto il problema del contingente con il lavoro, aveva risolto quello dell’irrazionalità con l’amore, rimaneva la ragione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I primi due sogni, anche se fossero rimasti nell’ immaginario, rappresentavano l’aspirazione al bello, alla gioia e alla felicità, il terzo era un tormento quasi un incubo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordi letterari riaffiorarono alla sua mente con i versi:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vaghe stelle dell’Orsa”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Che fai tu Luna in ciel?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“….. così tra questa&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;immensità s'annega il pensier mio:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e il naufragar m'è dolce in questo mare.” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Leopardi e la sua fede nel Nulla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi Dante e la sua fede nel Tutto:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“…e quindi uscimmo a riveder le stelle”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed ancora: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;” fatti non foste a viver come bruti,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ma per seguir virtute e conoscenza.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Senza conoscenza si vive come bruti, questo era il pensiero di Dante e questo era anche il pensiero di Valerio. Ma come arrivare a questa conoscenza?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Leopardi o Dante? Il credere, come Dante, semplifica tutto: un Dio che è l’alfa e l’omega, il principio e la fine di ogni cosa, risolve ogni problema umano di esistenza, di coscienza e di conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ragione, invece, insinua continuamente dubbi ed il sogno e, nello stesso tempo, il tormento di Valerio, era di poter capire i perché della vita: perché esistiamo? Perché siamo qui? Perché nasciamo e perché moriamo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Capire quale fosse il fine ultimo, il fine più recondito del nostro breve passaggio sulla terra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo fatti di spirito e di materia o solo di materia? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La nostra presenza sulla terra è casuale o la dobbiamo ad una mano invisibile?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Leopardi o Dante?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oppure l’incertezza di non saper decidere se credere o non credere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono migliaia di anni che l’uomo si pone queste domande e sono state date svariate risposte, quasi tutte dogmatiche, ma nessuna definitiva ed aldilà di ogni dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuna certezza se non quella che, il giorno che si realizzerà il sogno della conoscenza, sarà, inevitabilmente, anche l’ultimo giorno della vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con la morte si avrà la vera conoscenza: o il Nulla o il Tutto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa considerazione così cupa interruppe i suoi pensieri e, scuotendo la testa, quasi a volerli scacciare, alla delicata luce della Luna, guardò il volto felice di Lidia che, addormentandosi, si era stretta ancor più a lui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Hal 9000 che ore sono?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sono le ore ventitre, Valerio” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nello stesso istante un boato tremendo e tutto scomparve.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Telegiornale della sera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dal nostro inviato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si sono svolti oggi i funerali delle due vittime italiane perite nell’incidente aereo a Bora Bora di quattro giorni fa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come ricorderete in Italia erano le ore ventitre quando l’aereo precipitò in fase di atterraggio causando la morte di tutti i passeggeri. I corpi dei due italiani, un uomo e una donna, furono ritrovati ancora abbracciati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ascoltiamo le dichiarazioni della sorella della vittima:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mia sorella Lidia ed il suo amico Valerio, avevano riposto in questo viaggio tutti i loro sogni, le loro aspirazioni, le loro ambizioni, i loro desideri, la loro gioia di vivere e soprattutto il loro amore che stava per sbocciare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto questo è durato solo venti ore di aereo, sono commossa e sconvolta per questa tragedia e ho deciso di farli tumulare nella stessa tomba qui a Bora Bora.”&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-8453924291267716471?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/8453924291267716471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2011/01/il-sogno-mortale-dottore-dottore-sono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/8453924291267716471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/8453924291267716471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2011/01/il-sogno-mortale-dottore-dottore-sono.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-3359936151101506001</id><published>2010-11-29T15:40:00.010+01:00</published><updated>2011-01-03T13:42:16.992+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 49.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;1960&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;strong&gt;Una parigina a Livorno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;Racconto inattuale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;pubblicato nell'antologia Le Storie di Ioraccconto Assopiù editore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;img alt="" height="400" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/eiffel1.jpg" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px;" width="291" /&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gli episodi della vita che oggi sono diventati inattualità persistono nel proprio vissuto come attualità. Un racconto inattuale, un po' antico e sicuramente demodè, che vuol mettere in evidenza la diversità tra fare all'amore e fare sesso, fra accontentarsi e drogarsi, fra il gioire del poco e la noia mortale del tutto scontato. &lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ambientato a Livorno con una breve descrizione della città che viene considerata, a torto, dai turisti solo un porto dove imbarcarsi per le isole.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il toponimo è attestato per la prima volta nel 904 come "Livorna", ma la città attuale fu fondata tra la fine del ‘500 e l’inizio del ’600 dai Granduchi di Toscana, Cosimo 1° e Ferdinando 1° dei Medici. Uno sguardo alla città e soprattutto al chilometrico lungomare, vale la pena di darlo.&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Malgrado che fossero gli anni del boom economico e della rinascita del dopo guerra l’Italia rimaneva ancora un po’ bigotta e provinciale. Un ragazzo ed una ragazza uscivano da soli la sera soltanto se erano fidanzatissimi, con tanto di anello, e in procinto di sposarsi. Un fidanzamento semiufficiale comportava delle lunghe e noiose serate a “seggiola” in casa dell’amata seduti, nel migliore dei casi su un divano, accanto ai suoi genitori che, guardinghi come dobermann, imponevano di vedere Mike Buongiorno in tv. Tutti gli altri ragazzi si dovevano accontentare di attimi rubati durante le numerose “vasche” pomeridiane in su e giù per le vie del centro e, se andava bene, nella penombra di quelle laterali, scambiare qualche fuggevole bacetto. Per i più fortunati possessori di uno scooter, una corsa in "camporella" con la ragazza. Un po’ di libertà in più al mare in estate che è una stagione sempre troppo corta…. &lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/S4gSvb0wDaI/AAAAAAAAAGw/7ridwxwE5oo/s1600-h/bridget-bardot-bikini-thumb.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" kt="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/S4gSvb0wDaI/AAAAAAAAAGw/7ridwxwE5oo/s400/bridget-bardot-bikini-thumb.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A 18 anni avere una zia, anche se acquisita, francese e di Parigi, non era&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;cosa molto comune, ma la fortuna era che aveva una nipote di 21 anni: Françoise.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Erano i tempi d’oro della mitica Saint Tropez, della Brigitte Bardot ed associare una ragazza francese all’attrice era quasi scontato.&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Un pomeriggio Françoise arrivo con la sua Citroën 2CV, beh, non era proprio la Bardot ma aveva i capelli biondi e lunghi ed era straniera: tanto bastava per suscitare l’invidia degli amici e per pavoneggiarsi in giro. &lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non gli riuscì di convincere suo padre a prestargli la macchina, una fiammante e potente Lancia Flaminia coupè. Il genitore non aveva tutti i torti perché l’aveva visto “gasato a mille” e si era giustamente preoccupato. Con finta non curanza il figlio gli fece notare che la “sua” zia era anche la “di lui” cognata e che si stava sacrificando per portarne in giro la nipote. “Ah! Così ti staresti sacrificando? Raccontala meglio” disse e ridendo gli allungò delle banconote come viatico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 49.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;img alt="" height="247" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/2auto.jpg" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px;" width="640" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dalla Flaminia alla 2CV c’era una bella differenza ma, potenza del denaro appena intascato, pensò che dalla vita non si può avere tutto. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Così il giorno dopo cominciarono il giro della la città e dei dintorni. Era primavera inoltrata e a bordo della 2CV, con la capotte aperta, era un piacere viaggiare.&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando si ha un ospite lo si porta a visitare i luoghi più suggestivi della città e così passarono davanti alla Fortezza Vecchia, che delimita la darsena dell’antico porto mediceo dove oggi sono ormeggiate barche da pesca e da diporto, oltre a quelle della guardia costiera e della finanza.&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;a href="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/fortezza11.jpg" title="fortezza11.jpg"&gt;&lt;img alt="fortezza11.jpg" height="257" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/fortezza11.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Prospiciente alla banchina si erge il monumento simbolo di Livorno: il monumento ai Quattromori, raffigurante quattro saraceni catturati dal Granduca Ferdinando la cui statua marmorea sovrasta il gruppo bronzeo.&lt;/span&gt; &lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 49.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;a href="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/fossoreale4mori1.jpg" title="fossoreale4mori1.jpg"&gt;&lt;img alt="fossoreale4mori1.jpg" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/fossoreale4mori1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo il cantiere navale inizia il lunghissimo lungomare sul cui percorso si incontrano la terrazza Mascagni, da dove si possono vedere in mezzo al mare le secche della Meloria, le stesse da cui prese il nome la famosa battaglia del 6 agosto 1284 tra le repubbliche marinare di Pisa e Genova, di seguito l’ Accademia Navale, la rotonda di Ardenza e poi, attraversato Antignano, ci si ricongiunge con l’antica strada aurelia.&lt;/span&gt; &lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 49.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;img alt="terrazza1meloria" height="181" src="http://files.splinder.com/6559ec9066d11e4030d174730aa406de.jpeg" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px;" width="640" /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Percorrendo questa strada verso sud e risalendo lungo il Romito, si può vedere una scogliera di pietra color rosa arancio di rara bellezza, dalla quale si accede ad un mare dalla trasparenza cristallina, di colore cangiante, secondo la profondità e secondo l’ora del giorno, dal blu dei punti più profondi al verde di quelli più bassi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Vi si incontrano, quello che un tempo furono fortificazioni costiere come, il Castel Boccale, la Torre di Calafuria e il Castel Sonnino. E’ il famoso tratto d’ aurelia dove hanno girato il film “Il sorpasso” con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant.&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 49.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="clear: right; cssfloat: right; float: right; font-size: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img alt="" height="275" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/3castelli.jpg" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px;" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-family: Tahoma;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 49.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;a href="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/3calaleone.jpg" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" title="3calaleone.jpg"&gt;&lt;img alt="3calaleone.jpg" height="400" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/3calaleone.jpg" width="309" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sotto il Castel Sonnino, in una fenditura nella costa quasi fosse stata scolpita da un gigantesco unghiolo, si dispiega la cala del Leone.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ottimo posto per fare il bagno, quando il mare è calmo e si sa nuotare bene…..&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Tres tres jolie” esclamò Françoise e con quel francese tipico dei parigini, veloce ed infarcito di parole in argot, che spesso metteva a dura prova il suo accompagnatore, disse:”allons-nous nous plonger dans les vagues.” Per fortuna le vagues, cioè le onde non c’erano, solo un po’ di risacca, ma non c’erano neanche i costumi da bagno. “Le maillot de bain ? il n'est pas nécessaire.”&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La giornata era calda ed invitante ma dover spiegare che l’Italia di quei tempi non era Saint Tropez e che il costume era più che necessario, non fu facile e soprattutto imbarazzante. Fare il bagno nudi su una spiaggia aperta a tutti, come era quella, si rischiava, come minimo, una denuncia per atti osceni in luogo pubblico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si guardarono intorno, in quel momento non c’era nessuno, e decisero di farlo in slip, per quanto fossero succinti, erano sempre meglio di niente, al massimo una reprimenda o una multa. Lui si tuffo tranquillamente e così anche Françoise che non si era resa conto di quanto fosse profonda l’acqua. Non sapeva nuotare e , in quel punto, non si toccava.&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La ragazza, annaspando per la paura, cominciò a bere, lui tornando rapidamente indietro si avvicinò per aiutarla. In preda al panico, gli strinse le mani intorno al collo sospingendolo sott’acqua senza lasciarlo respirare. &lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fortunatamente si ricordò del trucco insegnatogli da sua madre, provetta nuotatrice, ed invece di cercare di riemergere si lasciò andare ancora più giù, Françoise, sentendosi trascinare verso il basso, lasciò la presa. Questa volta, prendendola alle spalle e passandogli il braccio intorno al collo, la trascinò a riva.&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Vedendola così spaurita e dispiaciuta le accarezzò i capelli e sollevandole il mento, la guardò negli occhi dicendo un rassicurante e dolce:”comment ça va?”&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si sdraiarono sulla sabbia con la radiolina sintonizzata su una stazione per giovani che diffondeva la musica più in voga e, mano nella mano, si asciugarono al sole. &lt;/span&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 49.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 49.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;a href="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/3terrazzamasca.jpg" title="3terrazzamasca.jpg"&gt;&lt;img alt="3terrazzamasca.jpg" height="422" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/3terrazzamasca.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Era un giorno feriale ed il ristorante a picco sul mare era tutto per loro. Una posizione incantevole con visuale sulle scogliere dove l’alternanza di luci ed ombre creava effetti emotivamente coinvolgenti. I due ragazzi, pur ammirando lo spettacolo, si guardarono più volte intensamente negli occhi: erano quel tipo di sguardi che sono l’anteprima dell’amore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Al ritorno presero la strada che passa alta sul mare attraverso le colline e si fermarono all’ombra dei pini in uno di quei piccoli spazi isolati e tranquilli dove, le coppiette d’ innamorati, potevano scambiarsi le loro effusioni. &lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;span style="font-size: large;"&gt;All’imbrunire, tornando in città, si fermarono ad ammirare uno spettacolare tramonto, fatto non inconsueto alla terrazza Mascagni. Sono quei tramonti in cui i raggi del sole rifrangendosi nel mare e nell’atmosfera dipingono il cielo e le nubi con effetti cromatici irripetibili e, immancabilmente, riportano alla mente i versi : ” …..l'ora che volge al desìo e ai naviganti intenerisce il core". Ma non solo ai naviganti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Appoggiati alla spalletta prospiciente al mare ed ammirando lo spettacolo che la natura donava, lei, abbracciandolo teneramente, gli dette un bacio, sussurrandogli: “merci, mon amour. Merci beaucoup.” &lt;/span&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/div&gt;&lt;p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;/p$1&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-3359936151101506001?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/3359936151101506001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/quello-che-oggi-per-tutti-e-inattualita.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/3359936151101506001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/3359936151101506001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/quello-che-oggi-per-tutti-e-inattualita.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/S4gSvb0wDaI/AAAAAAAAAGw/7ridwxwE5oo/s72-c/bridget-bardot-bikini-thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-6284086244932644954</id><published>2010-11-04T16:58:00.012+01:00</published><updated>2010-11-14T00:07:59.802+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Un frate, un Re ed una Croce Santa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLXYqnpsgI/AAAAAAAAAIs/phyL38PSdzM/s1600/stemmaaraldico.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" px="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLXYqnpsgI/AAAAAAAAAIs/phyL38PSdzM/s200/stemmaaraldico.bmp" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;S. Francesco nel suo peregrinare tra La Verna e Assisi, i luoghi dove il Santo ha vissuto e pregato, percorreva la strada che attraversava il feudo dei conti Lambardi di Mammi, certamente fu ospite nel loro castello, dato che uno dei suoi primi seguaci, fra Mansueto, poi elevato alla gloria degli altari come Beato, apparteneva a questa antichissima famiglia, le cui origini risalgono al 960 d.c.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TN8aOullyVI/AAAAAAAAAJY/QZsNVpMgAao/s1600/rovine+castello+di+mammi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" px="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TN8aOullyVI/AAAAAAAAAJY/QZsNVpMgAao/s400/rovine+castello+di+mammi.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLWW14vtaI/AAAAAAAAAIY/mN39qptQXOk/s1600/castello+mammi.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La storia di S. Francesco è ben conosciuta, meno nota quella del Beato Mansueto, anche se svolse un ruolo storico importantissimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questo fraticello fu confessore e consigliere di ben quattro papi, Innocenzo IV, Alessandro IV, Urbano IV e Clemente IV.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Moltissime le sue missioni politiche, tra le quali, da ricordare, quella presso la ghibellina repubblica di Pisa per riappacificarla con il papato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 3 maggio 1241 presso l'isola del Giglio (oggi in provincia di Grosseto) c’era stata una battaglia navale contro gli eterni rivali di Genova che si concluse con una pesante sconfitta per i Liguri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Oltre alla cattura di numerose galee con tutti gli equipaggi, furono fatti prigionieri anche due cardinali e numerosi vescovi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I prelati furono in seguito liberati, ma si ebbe come conseguenza della loro cattura il fallimento del Concilio, che non poté aver luogo, e la città di Pisa venne scomunicata e le furono tolti tutti i privilegi ecclesiastici concessi in passato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLWh9phPtI/AAAAAAAAAIc/bc0VvUsCnwg/s1600/framansueto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;img border="0" height="640" px="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLWh9phPtI/AAAAAAAAAIc/bc0VvUsCnwg/s640/framansueto.jpg" width="524" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tale scomunica fu revocata solo nel 1257 grazie alla mediazione del Beato Mansueto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sua presenza, in missione diplomatica pontificia, è certa anche presso la corte d’ Inghilterra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In Francia S.Luigi IX lo volle come confessore e consigliere ed è proprio in questa nazione che inizia il nostro racconto del suo viaggio di ritorno da Parigi al paese natio, Castiglione Fiorentino nella provincia di Arezzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Racconto veritiero nella sostanza, ma non potendo avere notizie certe sul reale svolgimento del viaggio, abbiamo provato a darne una versione, per quanto possibile, in linea con le abitudini e la vita di quei tempi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Anno 1270. Fra Mansueto alla corte del Re di Francia:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Maestà il mio tempo è giunto al termine, vi supplico, lasciatemi tornare, per l’ultima volta, là dove venni alla luce.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Il Re pensieroso rispose: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “ Fra Mansueto anche il mio tempo sta per finire.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;“Se Dio vorrà, dopo aver scontato i nostri peccati, ci ritroveremo nella gloria dei Cieli”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Frate, il vostro aiuto per la pace con l’Inghilterra è stato fondamentale e vi sono grato degli innumerevoli servigi che mi avete reso. Vogliate accettare in dono quanto di più caro io abbia, sapete quante difficoltà ho incontrato, in oriente, per avere la reliquia della Croce e la Corona di Spine di nostro Signore: vi faccio dono di un frammento e di una spina, ma il vostro pegno sia di ricordarmi nelle vostre preghiere.” Il re, che aveva fatto costruire la Saint Chapelle per glorificare e dare un’importante dimora alle due reliquie, pensò che avrebbe potuto consegnare al frate il suo dono senza che questo fosse costudito in un degno reliquiario, pertanto dette ordine all’orefice di corte di fondere e cesellare una croce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLatLKKiGI/AAAAAAAAAI4/d5FD1I9xYJI/s1600/croceinte.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" px="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLatLKKiGI/AAAAAAAAAI4/d5FD1I9xYJI/s640/croceinte.jpg" width="372" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;a Croce Santa è un reliquiario di argento dorato, abbellito da una filigrana anch’essa d’argento dorato e tempestato di pietre preziose di taglio cabochon, completano le decorazioni gli emaux de plique, gli smalti colorati che contornano la stauroteca e la teca dove sono racchiuse le reliquie della Croce e la Spina della Corona di Cristo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Una lavorazione finissima, un vero capolavoro dell’arte medievale francese e praticamente un oggetto unico nel suo genere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il dono del Re era splendido e di valore, tanto che Mansueto temeva che gli venisse rubato: andare da Parigi a Castiglione, all’epoca era un viaggio impegnativo, pericoloso ed in più il frate era molto stanco e sentiva che le forze lo stavano abbandonando.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I preparativi per il viaggio durarono una settimana circa, il re mise a disposizione una scorta armata, che accompagnasse Mansueto e gli altri due frati che viaggiavano con lui, fino al confine con il Sacro Romano Impero, oltre al quale le sue milizie non potevano andare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLXAwOnyhI/AAAAAAAAAIo/BOJJGpAY8VI/s1600/paricolari.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;img border="0" height="400" px="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLXAwOnyhI/AAAAAAAAAIo/BOJJGpAY8VI/s400/paricolari.jpg" width="250" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La via francigena collegava Canterbury, in Inghilterra, con Roma; non si tratta di una sola strada perché in essa confluiscono più percorsi, come il ramo che proviene da Santiago de Compostela, che dalla Spagna, traversando la Francia si ricollega al tratto originario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il viaggio procedette abbastanza tranquillamente lungo questa via che era molto frequentata dai pellegrini di tutta Europa. Il pellegrino non viaggiava isolato ma in gruppo e portava le insegne del pellegrinaggio: la conchiglia per Santiago de Compostela, la croce per Gerusalemme, la chiave per San Pietro a Roma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltre era percorsa da mercanti, per i loro traffici ed usata dagli stati per gli spostamenti dei loro eserciti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Accodandosi a questi gruppi i tre frati, nella prima parte del viaggio non ebbero problemi di sorta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;I guai cominciarono a poca distanza dalla loro meta: all’arrivo nelle terre di Toscana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Qui infuriavano guerre di ogni genere: città contro città, e, nello stesso territorio guelfi contro ghibellini in pratica tutti contro tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel 1270 Guido di Montfort diventò vicario generale di Carlo d'Angiò a Firenze e assunse il comando delle truppe della Lega Guelfa composta da soldati a cavallo che erano al soldo di Carlo d'Angiò, di Firenze, di altre città della Toscana e dell'Italia centrale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Alla testa di queste truppe, Montfort mosse, insieme a Berardo di Raiano, podestà di Firenze, contro i borghi e le terre toscane di fede ghibellina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L'11 maggio 1270 mossero verso l’Alto Valdarno nei territori controllati dai fedeli dell’imperatore, distruggendo antichi castelli e seminando morte tra la popolazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La situazione era caotica ed i signori locali, per di più, avevano al loro comando soldati armati per la difesa dei loro territori, con questa carenza di ordine pubblico, gli assalti ai viaggiatori e ai pellegrini, da parte di briganti, erano accadimenti molto frequenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Trovandosi Castiglione Fiorentino tra Arezzo ed il lago Trasimeno, i nostri frati dovettero attraversare queste zone pericolose ed una sera, non essendo riusciti a raggiungere un convento per trascorrere la notte, cercarono rifugio presso una piccola osteria di campagna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Nel sistemare i bagagli il più giovane dei frati si lasciò sfuggire la stoffa nella quale era avvolta la Croce Santa. Fu svelto a rimetterla a posto ma non abbastanza da sfuggire alla vista interessata dell’oste. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La lucentezza del reliquario e le pietre preziose erano sicuro segno di valore e l’oste pensò di impossessarsene, ma non aveva il coraggio di fare questa ruberia da solo: i frati giovani sembravano robusti e non sarebbe stato facile sopraffarli. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “ Moglie” Disse l’oste. ”Hai visto che i frati hanno oro e pietre preziose? Che se ne fanno? Servono più a noi”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; La massaia che era timorata di Dio, pensando che quel furto fosse un sacrilegio lo scongiurò di non farlo, ma il marito uscì gridandole:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ”Se tu se’ grulla io non lo sono!” E andò da alcuni loschi figuri, di sua conoscenza, che certamente l’avrebbero aiutato nell’impresa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “ O Ciompi ho da proporti un affare, vien via con me e porta du’ omini.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Strada facendo spiegò loro che nella sua locanda c’erano tre frati e che avevano una croce d’oro e pietre preziose. Il piano era semplice:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Entrate nella loro stanza mentre dormono e la rubate, poi minacciate anche me così nessuno pensa che sia d’accordo con voi”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Aspettarono che i frati andassero a dormire e misero in atto il loro piano criminoso. Era buio e la luce tremolante diffusa da una piccola lanterna non permise loro di vedere uno sgabello ed un ladro lo urtò facendo un rumore che rimbombò forte nel silenzio della notte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I religiosi si svegliarono di soprassalto, allora il Ciompi, vistosi scoperto, mise un coltello alla gola del fraticello più giovane e disse, rivolto a Mansueto:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ”Frate dammi la croce d’oro o taglio la gola a questo qui.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inutilmente tentò di dissuaderlo dicendogli che per il furto sacrilego sarebbero stati scomunicati e che la loro anima sarebbe andata all’inferno. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Frate! Meno ciance fuori la croce!”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il giovane frate pregava Mansueto di non dargliela e urlava: ”E’ colpa mia! E’ colpa mia e la morte è la punizione che mi merito!”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fra Mansueto prese la croce e la dette ai banditi, che scapparono via velocemente, urlando all’indirizzo dell’ oste: ”Non cercare di fermarci, non hai visto niente!” E mostrandogli il coltellaccio: ”Altrimenti…..”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I due giovani frati erano disperati ed invocavano punizioni e flagellazioni, mentre Mansueto era serio e disse loro:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Vedrete che domani la ritroveremo.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ed i frati:” Come la ritroveremo?”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Abbiate fede le vie della divina provvidenza sono infinite. Pregate figliuoli, per la salvezza della vostra anima.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il giorno successivo partirono ed arrivarono al loro convento, i due più giovani entrarono con la testa bassa e gli occhi bagnati dal pianto per la disperazione, fra Mansueto, al contrario, era tranquillo ed aveva con sé un sacco che, fin dalla partenza, teneva ben stretto e rivoltosi al padre Guardiano:“Fai radunare tutti i frati del convento che devo dar loro una notizia importante.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando tutti furono riuniti nel refettorio fra Mansueto:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Cari fratelli oggi è un giorno di grande gioia per noi tutti e vi invito a pregare e a ringraziare Dio. Porto a voi il prezioso dono del Re di Francia, contenente le reliquie della Santa Croce e di una Spina della Corona di nostro Signore”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E aprendo il sacco mostrò loro la Croce Santa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tutti si genuflessero e i due fraticelli si chiesero come avesse fatto fra Mansueto a riprendere la Croce Santa, visto che erano rimasti sempre con lui e non avevano notato niente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gridarono al miracolo, ma Mansueto li tacitò subito: ”Figliuoli questo non è un miracolo.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Spiegò loro che per tutta la vita aveva girato, tra mille pericoli, l’Italia e l’Europa, per portare a termine, per conto del papato, difficili missioni di mediazioni e di pace, e per questo era diventato molto previdente e prudente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Ricordate che a Parigi era tutto pronto per iniziare il viaggio, ma che io volli ritardare di qualche giorno la partenza? E sapete perché? Aspettavo che mi consegnassero la copia della Croce Santa, che avevo ordinato, identica nella forma ma priva di valore e soprattutto senza le reliquie. Ed è proprio quella che ho dato ai ladri.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;Era l’anno 1270.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In quell’anno morì S. Luigi IX Re di Francia e da questo anno scompare ogni traccia di fra Mansueto e tutto lascia supporre che sia morto proprio nel 1270. Non sappiamo dove sia sepolto, anche se è lecito supporre che la sua tomba sia da qualche parte in Castiglione Fiorentino, probabilmente in una chiesa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questa morte così anonima per lui, che era stato uno dei primi seguaci di S. Francesco, rientrava nel modo in cui concepiva la vita francescana: osservanza scrupolosa della regola originaria. Un vero frate minore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel battistero della cattedrale di Arezzo c’è un quadro che raffigura S. Luigi Re di Francia nell’atto di donare la Croce Santa al beato Mansueto nel quadro si può leggere una scritta in latino che riassume brevemente la sua vita di servitore della chiesa, datando al 1270 la sua morte. Il quadro è firmato e datato: L.E.P. 1767. L’acronimo può esplicarsi in “Liborio Ermini Pinxit.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un altro quadro, di epoca leggermente successiva e di autore anonimo, raffigurante il frate mentre ammira la Croce Santa, si trova presso una collezione privata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il Beato Mansueto era molto generoso e volle dividere la reliquia della Croce lignea con i francescani di Prato e della Verna, durante questa operazione una piccola scheggia si separò e fu deciso di donarla alla sua famiglia, questa reliquia si trova oggi in una collezione privata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Croce Santa è costudita gelosamente nella Pinacoteca Comunale di Castiglion Fiorentino, suo paese natale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le fotografie sono tratte dal libro"Al tempo del beato Mansueto"autore Paolo Torriti ed&amp;nbsp;edito a cura dell'Istituzione Educativa Castiglionese&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-6284086244932644954?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/6284086244932644954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/11/un-frate-un-re-ed-una-croce-santa.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/6284086244932644954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/6284086244932644954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/11/un-frate-un-re-ed-una-croce-santa.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TNLXYqnpsgI/AAAAAAAAAIs/phyL38PSdzM/s72-c/stemmaaraldico.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-5727839225792100203</id><published>2010-10-05T14:30:00.003+02:00</published><updated>2010-10-05T14:45:17.927+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;L’amore oltre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La strada si snodava in un bel bosco di castagni e di acacie, il profumo di primavera si spandeva all’interno d’una piccola utilitaria che, a sua volta, irradiava una musica giovane e a tutto volume. Due fidanzatini, Claudia e Giulio ritornavano felici alle loro case, dopo aver trascorso la giornata, con gli amici, a fare il classico picnic del 1°maggio, tra canti, balli e bisticci amorosi. La strada era tortuosa, viscida ed in una curva Giulio non riuscì a controllare l’auto che, sbandando, uscì di strada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Uno schianto tremendo contro un albero e i due corpi furono sbalzati sull’asfalto. Questo era lo scenario che apparve agli occhi dei soccorritori. Giulio, pur ferito gravemente, ma parzialmente lucido, sentì la voce disperata di un loro amico che gridava: “Per Claudia non c’è più niente da fare, Giulio è ancora vivo! Presto un’ambulanza!” Si risvegliò in un letto d’ospedale con un dolore fisico che gli attanagliava tutto il corpo, ma più forte del dolore era il tormento ed il rimorso per la morte di Claudia, ne invocava, con voce rotta dal pianto, il suo nome.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inutilmente l’infermiere cercava di calmarlo dicendogli che i medici erano riusciti, con difficoltà, a tamponare le emorragie e che, agitandosi, rischiava che le ferite si riaprissero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando all’improvviso si udì la voce di un dottore: ”Signorina le ho spiegato la situazione. E’ molto grave, sono le macchine che lo tengono in vita, la prognosi è riservatissima, entri pure, ma non lo faccia affaticare.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Infermiere”Si lamentò Giulio con un filo di voce:”Ho le allucinazioni vedo la mia ragazza, ma la mia ragazza è morta”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Guardi che la signorina che è entrata è viva, ora vi lascio soli.” E rivolto alla ragazza:” Mi raccomando non si trattenga troppo.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Non si preoccupi, solo pochi attimi, il mio tempo sta per scadere.” “No, non può essere, Claudia è morta! Chi sei?”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Sono Claudia, la tua Claudia.” Con voce tremolante e con le lacrime agli occhi gli pose una busta sul letto, gli sfiorò le labbra, come per un ultimo bacio, e mormorò:”Giulio, amore mio, addio.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Si accasciò al suolo ed invano i medici tentarono di rianimarla. Il giovane l’aver visto due volte la morte della sua ragazza l’aveva completamente sconvolto, un forte sedativo lo fece dormire a lungo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Al risveglio si ricordò della busta, ma non poteva aprirla, era pressoché paralizzato dalle fasciature e dalle flebo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nella stanza era entrato un frate e gli fece un cenno per farlo avvicinare. “Padre, mi potrebbe, per favore, leggere questa lettera. Non mi posso muovere.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il religioso aprì la busta e cominciò a leggere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Caro Giulio, quando leggerai questa lettera noi non ci saremo più. Ho detto “noi” sì proprio noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Devi sapere che i miei genitori, non potendo avere figli, si erano rivolti ad un ginecologo specializzato in fecondazioni artificiali, ma senza risultato. Vedendo, la disperazione dei miei, il dottore propose loro una tecnica sperimentale, molto simile alla clonazione. L’intervento riuscì solo che, o per la tecnica non ancora ben collaudata o per un caso imprevedibile, nacquero due gemelle siamesi, con lo stesso DNA, e perfettamente identiche. Si rese necessaria una difficile operazione per separarle e poi, con altre operazioni di chirurgia plastica, furono nascoste le cicatrici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Le battezzarono Carla e Gianna e adesso ti chiederai chi sia la Claudia che hai conosciuto e che amavi: ho una grave colpa nei tuoi confronti, avrei dovuto spiegartelo prima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Giulio perdonami, ma all’inizio della nostra conoscenza non ritenni opportuno rivelarti questo segreto, poi non ne ho avuto il coraggio. Ti amavo troppo ed avevo paura di perderti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Carla e Gianna non uscivano e non si facevano vedere insieme ed essendo perfettamente uguali, nessuno sospettava che fossero due persone distinte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Ricordi quando ci incontrammo la prima volta in quel negozio, dove tu, per attaccare discorso, mi chiedesti un consiglio su quale camicia scegliere? Era Carla quella che stavi vedendo e con cui parlavi, ma al primo appuntamento in discoteca, dove ballammo tutta la notte, era venuta Gianna e non te ne accorgesti: non potevi immaginare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando andammo a fare quella gita in barca sul lago c’era Carla e con lei scambiasti il primo bacio e le prime effusioni amorose. Certamente non ti sei dimenticato la sera in cui andammo in quel ristorantino, con quella bella terrazza panoramica sul fiume, dove si cenò benissimo e, forse, bevemmo un po’ troppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Quando si usci eravamo così felici che facemmo l’amore. C’era Gianna con te.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ancora con Carla andasti al mare a Rimini e ce la spassammo in quelle grandi piscine, con tutti quei giochi acquatici. A dire il vero, i primi tempi, ci siamo anche divertite a farti credere che fossimo sempre la stessa persona poi, quando mi sono innamorata, è cominciata la paura, mi chiedevo se fosse giusto che non ti dicessi la verità, ma non sapevo come l’avresti presa e per timore ho sempre taciuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tante volte, Carla e Gianna, si sono scambiate per uscire con te e ti chiederai come sopportassero una situazione del genere, se non fossero gelose e, soprattutto, come abbiano potuto ingannarti per tanto tempo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sapevano sempre tutte e due quello che le riguardava, avevano le stesse emozioni, vedevano le stesse cose, perché vivevano lo stesso momento pur essendo fisicamente una con te e l’altra a casa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando tu accarezzavi ed abbracciavi Gianna anche Carla si sentiva accarezzare ed abbracciare, quando tu parlavi all’una anche l’altra ti ascoltava.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A questo punto avrai capito che non potevano essere gelose e che sapevano sempre tutto per un solo motivo: io sono, o meglio ero, sia Carla che Gianna: loro insieme erano il mio corpo ed io, Claudia, il loro spirito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Siamo nate unite in un sol corpo e con una sola anima, i medici avevano potuto separare fisicamente i nostri organismi, ma non avevano potuto dividere il nostro spirito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un intreccio invisibile ci legava l’una all’altra ed ora, che i miei corpi sono stati sepolti, finalmente, la mia anima è libera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Addio Giulio. La tua Claudia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il religioso rimase molto perplesso e pensava: in effetti era stato concepito un corpo unico e dunque una sola anima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non ebbe il tempo di rifletterci ulteriormente perché sentì la voce incerta ed affranta del giovane:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Padre! Padre! Mi sento andar via, sento che sto lasciando il mio corpo. Padre non vedo più, tutto sta diventando scuro, ora è buio, buio, buio come in un tunnel. Che silenzio! Là in fondo è apparsa una luce, si avvicina! Si avvicina: è Claudia! Come è bella e radiosa! Padre mi prende per mano! Padre devo andare con lei! Claudia amore mio.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La voce di Giulio si spense ed il religioso, mormorando una preghiera, con mano pietosa, gli chiuse gli occhi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-5727839225792100203?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/5727839225792100203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/10/lamore-oltre-la-strada-si-snodava-in-un.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/5727839225792100203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/5727839225792100203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/10/lamore-oltre-la-strada-si-snodava-in-un.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-4851800618619994599</id><published>2010-09-09T14:47:00.000+02:00</published><updated>2010-09-09T14:47:11.639+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-size: large;"&gt;Dissolvenza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Sento l’io fuggire il mio corpo,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;le forze s’annientano,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;la luce s’attenua,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;la musica svanisce,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;i battiti si quietano,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;la mente s’annebbia,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;le immagini s’eclissano&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;e sul triste crepuscolo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;incombe la notte&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;con l’oblio più assoluto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;poesia scelta e pubblicata dalla casa editrice Demito&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-4851800618619994599?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/4851800618619994599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/09/dissolvenza-sento-lio-fuggire-il-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4851800618619994599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4851800618619994599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/09/dissolvenza-sento-lio-fuggire-il-mio.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-6060581953698284586</id><published>2010-05-30T20:55:00.041+02:00</published><updated>2010-05-30T22:16:16.834+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: blue; font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Le Pitture dei Filostrati&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="WordSection1"&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;Mi è capitato tra le mani un libro edito nel 1828 con questo titolo “Le pitture dei &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrati&lt;span class="GramE"&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;Una rapida ricerca nel mio database neuronico da un risultato insoddisfacente, i &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrati&lt;/span&gt; erano sofisti e l’unica cosa che riuscivo ad associare, sul momento, era la biografia di Apollonio e una datazione indicativa II° III° secolo &lt;span class="SpellE"&gt;&lt;span class="GramE"&gt;d.c.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, ma che avessero dipinto quadri non mi risultava.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;Decido di leggere il libro e qui la prima sorpresa: il libro, pur mostrando i segni del tempo, è intonso, non essendo stato rifilato in tipografia, per poterlo leggere le pagine vanno tagliate. Un libro che ha quasi 200 anni e che non è mai stato letto!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;Con un po’ di timore di fare danni prendo un tagliacarte e comincio ad aprire le pagine, dopo aver letto una lunga prefazione del curatore della traduzione dal greco, Filippo Mercuri, mi sono reso conto che il titolo del libro, non corrispondeva all’originale&amp;nbsp; greco che è &lt;span class="SpellE"&gt;Eikones&lt;/span&gt; ossia Immagini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;Tralascio la discussione su quanti fossero i &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrati&lt;/span&gt;, se &lt;span class="GramE"&gt;3&lt;/span&gt; o 4, e se le &lt;span class="SpellE"&gt;Eikones&lt;/span&gt; siano state scritte da uno solo di loro o da due, poche righe anche sull’argomento su dove&lt;br /&gt;queste tavole fossero situate e se fossero esistite realmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="SpellE"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;Eikones&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt; è un’opera famosa nella quale si descrivono alcune pitture, su tavola, descrizioni talmente accurate da poterle chiamare “pitture scritte”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;Nel proemio dell’opera, si può leggere che &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato&lt;/span&gt; si trovava a Napoli, ospite in una villa nel cui porticato erano state incastonate delle pitture su tavola.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; mso-outline-level: 3; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Il padrone di casa”&lt;i&gt;&lt;span style="color: #3366ff;"&gt; … abitava fuori le mura in un sobborgo, che guarda il mare, nel quale era un tal portico rivolto al vento zeffiro costruito, se ben mi &lt;span class="SpellE"&gt;ricordo&lt;span class="GramE"&gt;,&lt;/span&gt;sopra&lt;/span&gt; quattro o cinque solai che accennava al mare &lt;span class="SpellE"&gt;tirreno:il&lt;/span&gt; quale era vagamente adorno di quelle &lt;span class="SpellE"&gt;pietre,che&lt;/span&gt; più il lusso commenda, e più di pitture, &lt;span class="SpellE"&gt;sendo&lt;/span&gt; in quelle incastrate alcune tavole, le quali ha mio credere non senza sollecitudine erano state raccolte; &lt;span class="SpellE"&gt;perocchè&lt;/span&gt; in esse si ravvisava l’arte cospicua di moltissimi dipintori : ed avendo io di per me stesso già fermo nell’animo di commendare queste pitture con la favella, a ciò &lt;span class="SpellE"&gt;viemmaggiormente&lt;/span&gt; ancora fui stimolato dal piccolo figlio del mio ospite; che toccava allora il decimo anno bramoso di ascoltare …”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;La querelle tra gli studiosi, parte da queste righe: dobbiamo credere alle parole di&lt;span class="SpellE"&gt;&amp;nbsp; Filostrato&lt;/span&gt; oppure è tutta una finzione letteraria? Questa casa a Napoli con le sue pitture incastonate nel portico è esistita realmente oppure è opera della fantasia dello scrittore? La descrizione delle pitture è fatta su quadri autentici o sono il prodotto dell’immaginazione di &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato&lt;/span&gt;? I pareri sono molto discordi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-language: IT;"&gt;Il Prof. Stefano De Caro, soprintendente archeologico delle Province di Napoli e caserta in una conferenza del 1999 sulle nature morte parla di &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato &lt;/span&gt;è &lt;span class="GramE"&gt;da per&lt;/span&gt; scontato che il sofista abbia visto veramente la galleria di quadri che descrive nelle &lt;span class="SpellE"&gt;Eikones&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #3366ff;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: #3366ff; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;”…La conferma che gli antichi usassero effettivamente questo nome [xenia] per la pittura di natura morta ci viene da un passo del retore greco di &lt;span class="SpellE"&gt;Lemno&lt;/span&gt;, Flavio &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato&lt;/span&gt; il Vecchio, della fine del II secolo d.C., il quale, descrivendo una galleria di quadri che lui ha ammirato a Napoli e che commenta per un gruppo di suoi giovani condiscepoli, definisce chiaramente come "xenia" due composizioni perdute, la cui descrizione corrisponde esattamente al genere che le pitture pompeiane raffigurano. Una di esse raffigurava, infatti, fichi, noci, pere, ciliegie, uva con miele,&lt;br /&gt;formaggi, e del latte con i vasi. L'altro genere rappresentava una lepre viva e&lt;br /&gt;una &lt;span class="GramE"&gt;lepre&lt;/span&gt; morta, un'anatra spiumata, diversi tipi di pane, frutta fresca, castagne e fichi. La testimonianza di &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato &lt;/span&gt;è preziosa anche perché ci presenta il punto di vista critico di un intellettuale evidentemente informato di cose d'arte, e pure se cade circa un secolo dopo le pitture di Pompei, il suo giudizio potrebbe tranquillamente&lt;br /&gt;applicarsi &lt;span class="GramE"&gt;ad&lt;/span&gt; esse, perché, come vedremo, questo genere aveva avuto poche trasformazioni dall'età ellenistica in poi. Quando &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato&lt;/span&gt; insiste, infatti, sulle qualità realistiche dei dipinti e sulla capacità della pittura di fermare sulla tela la bellezza fuggente del reale confondendo l'arte, la realtà e la sua rappresentazione, la&lt;br /&gt;sua valutazione non è, difatti, distinguibile da quelle delle fonti ellenistiche. &lt;span class="GramE"&gt;Il suo passo è: "Perché non prendi questi frutti che sembrano fuoriuscire dai due cesti&lt;/span&gt;? &lt;span class="GramE"&gt;Non sai che se aspetti anche soltanto un poco non li troverai più come sono ora, con la loro trina di rugiada?"&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-bidi-font-weight: bold; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;La &lt;span class="SpellE"&gt;&lt;span class="GramE"&gt;dott.ressa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; Letizia Abbondanza della sovrintendenza di Roma nel s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-bidi-font-weight: bold; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;uo&lt;span class="SpellE"&gt;&amp;nbsp;libro”Immagini&lt;/span&gt;” (2009) è di parere contrario, infatti scrive “galleria immaginaria”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;“Dei tre o forse quattro &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrati &lt;/span&gt;che &lt;span class="GramE"&gt;vengono&lt;/span&gt; ricordati dalla tradizione antica, si&lt;br /&gt;attribuisce al Secondo e Maggiore – vissuto nel finale del II e durante la prima metà del III secolo d.C. –, un testo giustamente famoso, capitale nella storia della letteratura artistica: le &lt;span class="SpellE"&gt;Eikones&lt;/span&gt;, Icone cioè Immagini, che descrivono una visita guidata, in forma di dialogo tra un sofista e i suoi giovani allievi, a una galleria immaginaria di oltre sessanta quadri, collocata a Napoli. È l’occasione di una &lt;span class="GramE"&gt;strepitosa &lt;/span&gt;performance retorica, in cui la parola si propone a confronto vittorioso con&lt;br /&gt;l’immagine. L’opera ha sollecitato interesse di filologi ed emulazione di artisti e alimentato, in Goethe come in numerosi storici e amatori delle arti figurative, l’illusione di poterne in qualche misura risarcire la grande e purtroppo perduta pittura degli antichi. &lt;span class="GramE"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Facendo una considerazione generale si può dire che ogni opera, per quanto fantastica sia, ha sempre &lt;span class="GramE"&gt;un&lt;/span&gt; incipit reale. A mio giudizio, &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato&lt;/span&gt; ha realmente osservato questi quadri e forse anche a Napoli, ma quasi certamente non erano tutti nei soliti locali e se&lt;br /&gt;diamo per vero che una parte delle &lt;span class="SpellE"&gt;Eikones&lt;/span&gt; sia stata scritta da un altro &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato&lt;/span&gt; questa tesi prende consistenza. D’altronde siamo nel &lt;span class="SpellE"&gt;neosofismo&lt;/span&gt; e quindi l’artificio è sempre latente, l’illusione dalla realtà e la &lt;span class="GramE"&gt;realtà &lt;/span&gt;dalle illusioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Questi sono, certamente, interessanti &lt;span class="GramE"&gt;risvolti&lt;/span&gt;, ma, a mio giudizio, è più importante vedere come le &lt;span class="SpellE"&gt;Eikones&lt;/span&gt; mettano in scena l'eterno confronto tra parola ed immagine, tanto che anche Goethe ne fu affascinato ed anche numerosi pittori tra cui Moritz von &lt;span class="SpellE"&gt;Schwind&lt;/span&gt;, le hanno reinterpretate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Il filosofo Pierre &lt;span class="SpellE"&gt;Hadot&lt;/span&gt; nota l’importanza delle parole &lt;span class="SpellE"&gt;sophisma&lt;/span&gt; e &lt;span class="SpellE"&gt;apatê&lt;span class="GramE"&gt;, &lt;/span&gt;usando &lt;/span&gt;la sua terminologia, che possono essere sintetizzate nel termine “artificio”.&lt;br /&gt;Prendendo come paradigma il Narciso (&lt;span class="SpellE"&gt;Eikon&lt;/span&gt; XXIII) si ha il “&lt;span class="SpellE"&gt;sophisma&lt;/span&gt;” della fonte e del quadro, ossia l’incapacità di distinguere tra realtà &lt;span class="GramE"&gt;ed&lt;/span&gt; illusione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Una descrizione della pittura di una pittura è &lt;span class="GramE"&gt;l’&lt;/span&gt;incipit dell’”Immagine”: &lt;i&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;” La fonte dipinge Narciso la pittura dipinge ad un tempo la fonte e Narciso”. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;Queste le parole&lt;br /&gt;del sofista e dalle quali possiamo dedurre che &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato &lt;/span&gt;“dipinge” l’immagine che la pittura &lt;span class="GramE"&gt;dipinge &lt;/span&gt;dell’immagine di Narciso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;”L’&lt;span class="SpellE"&gt;apatê&lt;/span&gt;”, ossia l’inganno, perché &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato &lt;/span&gt;stesso davanti alle figure dei cacciatori crede di vedere non dei personaggi nella loro staticità del &lt;span class="GramE"&gt;dipinto, ma&lt;/span&gt; esseri reali in&lt;br /&gt;movimento e, a questo proposito scrive &lt;span class="SpellE"&gt;Hadot&lt;/span&gt;:”&lt;i&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt; Il discorso di &lt;span class="SpellE"&gt;Filostrato &lt;/span&gt;aggiunge all’illusione di vedere un quadro, l’illusione dell’eliminazione dell’illusione, l’impressione di partecipare ad un evento che si svolge effettivamente.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="SpellE"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Sophisma&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt; più &lt;span class="SpellE"&gt;apatê&lt;/span&gt; uguale artificio, un artificio eccezionale &lt;span class="GramE"&gt;direi&lt;/span&gt;: l’impressione di&lt;br /&gt;partecipare ad un evento attraverso l’immagine scritta di un’immagine illusoria&lt;br /&gt;dipinta in quadro che forse non è mai esistito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://sarcastycon3.files.wordpress.com/2010/02/lepitture.jpg"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-914" height="809" src="http://sarcastycon3.files.wordpress.com/2010/02/lepitture.jpg" title="lepitture" width="607" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALFz84V2HI/AAAAAAAAAHQ/IQnjg1H2WbI/s1600/narciso1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" height="809" src="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALFz84V2HI/AAAAAAAAAHQ/IQnjg1H2WbI/s640/narciso1.jpg" width="607" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALGYQhlt8I/AAAAAAAAAHY/NhWOv1d-VX0/s1600/narciso1x.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" height="820" src="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALGYQhlt8I/AAAAAAAAAHY/NhWOv1d-VX0/s640/narciso1x.jpg" width="540" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALGe6cCxKI/AAAAAAAAAHg/BmP9WOvGQTE/s1600/narciso2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" height="820" src="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALGe6cCxKI/AAAAAAAAAHg/BmP9WOvGQTE/s640/narciso2.jpg" width="540" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALGkavSZ5I/AAAAAAAAAHo/pDqU2ZJ9gL4/s1600/narciso2x.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" height="820" src="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALGkavSZ5I/AAAAAAAAAHo/pDqU2ZJ9gL4/s640/narciso2x.jpg" width="540" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sarcastycon3.files.wordpress.com/2010/02/narciso31.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-918" height="820" src="http://sarcastycon3.files.wordpress.com/2010/02/narciso31.jpg" title="narciso3" width="540" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-6060581953698284586?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/6060581953698284586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/05/le-pitture-dei-filostrati-mi-e-capitato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/6060581953698284586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/6060581953698284586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/05/le-pitture-dei-filostrati-mi-e-capitato.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/TALFz84V2HI/AAAAAAAAAHQ/IQnjg1H2WbI/s72-c/narciso1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-2214176515240473802</id><published>2010-05-06T20:25:00.006+02:00</published><updated>2010-05-24T22:11:33.475+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Questo racconto è stato pubblicato dalla collana editoriale Bookland&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-large;"&gt;L’ultimo mutuo soccorso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Anni ’60. Anna, Lina, Enrico e Marcello, quattro liceali all’esame di maturità.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo cinque anni di duro Liceo arrivò il giorno degli esami finali: la tanto temuta maturità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non era un esame da poco, sei scritti e nove orali ed in più dovevano essere preparati sul programma degli ultimi tre anni, in pratica su tutto quello che avevano studiato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In quinta erano rimasti in dodici e tutti molto affiatati, ma i quattro, che sedevano due al primo banco e due al secondo, avevano cementato una solida amicizia, tanto solida, che il professore di lettere affibbiò loro il nomignolo di società del “mutuo soccorso”. Infatti se uno di loro si trovava in difficoltà, su qualche argomento, prontamente scattava,da parte degli altri, un aiuto sotto forma di suggerimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Finite le lezioni, prepararono gli esami insieme, ospitandosi a turno nelle rispettive case e così, per un mese, mentre gli altri erano al mare, si sacrificarono in maniera disumana. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lina era, sicuramente, la più dotata del gruppo, una formidabile latinista: la migliore di tutta la scuola. Per fortuna che c’era lei, la versione di latino era un brano ostico, ma con pochi suggerimenti, ben dati, mise tutti in grado di fare una buona traduzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Arrivò il giorno atteso e temuto: quello dell’esposizione dei quadri con i risultati; &amp;nbsp;con comprensibile timore e con il cuore che pulsava al massimo, si accinsero a leggere la sentenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Un urlo, più di liberazione che di gioia: tutti e quattro promossi! Un ottimo risultato, erano i tempi in cui se zoppicavi in una materia ti rimandavano a settembre e se eri deficitario in tre, ti facevano ripetere l’anno senza tanti complimenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; La sera stessa Enrico chiamò Marcello e tutto eccitato gli disse: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ”Sai, per premio, papà&amp;nbsp;ci offre a tutti una serata alla Bussola, quando c’è Mina, macchina ed autista; telefona a Lina che io chiamo Anna.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; All’epoca, la Bussola delle Focette in Versilia, era il locale più “in” d’Italia, arrivarci con tanto di macchina con autista ed in abito da sera, era certamente un evento memorabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lina non aveva il telefono, così Marcello chiamò la zia, che abitava accanto e che faceva la sarta, pregandola di farla venire all’apparecchio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Ciao Lina.” E tutto d’un fiato, disse:”Il papà di Enrico ci offre una serata alla Bussola, quando c’è Mina!” Dopo un attimo di silenzio:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ”Sai non so se il mio babbo mi ci manda,”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E soggiunse, un po’ mestamente:”Poi non saprei cosa mettermi.” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sarebbe voluto sprofondare e mentalmente si dette dello stupido. Nell’euforia del momento non aveva pensato che la sua famiglia l’aveva fatta studiare con grandi sacrifici e che, comprare un abito da sera con tutti gli accessori, era una spesa che non si sentiva di chiedere in casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In un attimo gli passarono per la mente i cinque anni di liceo, gli esami fatti insieme, gli aiuti che generosamente gli aveva dato e si disse che questa volta il “mutuo soccorso” doveva funzionare anche fuori della scuola: costi quello che costi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Senti:”Pensa a convincere il babbo per il resto non ti preoccupare, in qualche maniera faremo.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Chiamò Anna, Enrico aveva già messo molto, per cui era una questione che dovevano sbrigare loro due, le spiegò la situazione ed anche lei convenne che Lina doveva venire in tutte le maniere con loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Potrei darle un mio vestito, ma andrebbe rifatto tutto, lei è molto minuta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Visto che non ci arrivava da sola, Marcello, scandendo bene il suo cognome, disse:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ”Nei tuoi negozi avete migliaia di metri di stoffa, non fare la tirchia!”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il messaggio era chiarissimo, tanto che rispose tra il risentito e lo scherzoso:”Non vorrai alludere al fatto che sono ebrea vero?”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “No, solo che sei molto oculata nelle spese… Datti da fare e non lesinare sui centimetri, ricordati che deve essere un abito lungo!”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In cinque anni non l’aveva mai sentita dire una parolaccia, evidentemente in tutte le cose c’è sempre una prima volta……&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Rimanevano da trovare una collana, la borsetta e le scarpe.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per la collana, non c’erano problemi la sorellina di Marcello aveva ereditato dalla nonna alcuni gioielli ed essendo troppo giovane, aveva ampiamente sottovalutato il loro valore e li avrebbe prestati facilmente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Aveva anche una borsetta in lamè d’argento, ma a quella teneva moltissimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Cara sorellina!” “Che cosa vuoi.” Fu la sua sospettosa risposta. “Ecco…mi dovresti fare un favore….dovresti prestare a Lina una collana e …e la tua borsetta da sera.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;“Ah! per andare alla Bussola?” Bene bene bene, pensò: il caro fratello ha bisogno di me.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Sai anch’io dovrei andare ad una festa, ma babbo, da sola, non mi ci manda….se….però mi accompagnassi tu…cambierebbe idea.” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non era proprio un ricatto, ma gli assomigliava molto….&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Alla fine giunsero ad un’equa transazione: una parure di perle, un braccialetto d’argento e la borsetta di lamé; in cambio l’avrebbe accompagnata alla festa, sarebbe tornato a riprenderla, pur rassicurando il loro padre che sarebbe rimasto tutto il tempo con lei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ora rimanevano le scarpe. Aveva racimolato qualche migliaia di lire da uno zio per la promozione e decise di sacrificarle in questa operazione. Presa la borsetta andò nel negozio in cui erano soliti servirsi in famiglia, pensando che uno sconto glielo avrebbero fatto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;“Ciao Marcello.”Lo salutò il proprietario del negozio:”Li vuoi un bel paio di mocassini estivi?….sono appena arrivati.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;“No voglio un paio di sandali con il tacco alto.” E, tirando fuori la borsetta: ”Di questo colore.” ”Sandali? Borsetta?” E ridendo: “Ma guarda che strano effetto ti hanno fatto gli esami di maturità…. “ Beh gli dovette spiegare per filo e per segno tutta la storia e fu un bene. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Prese un paio di sandali: “Ecco questi dovrebbero andare bene, sono i più belli che abbia in negozio.” Per essere belli erano belli, anzi bellissimi, ma, avevano un grosso difetto, costavano tre volte quello che Marcello poteva spendere, anche chiedendo uno sconto, erano sempre fuori portata. Un po’ imbarazzato gli disse: “Te li pago una parte subito e una parte un po’ alla volta.” Sul momento rimase in silenzio, fece un bel pacchetto e, mentre glielo consegnava, bofonchiò:”Io a queste condizioni non vendo. Prendi i sandali e vai. Ciao.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Era stato molto generoso, il fatto che Marcello, Enrico ed Anna, con le rispettive famiglie, fossero suoi clienti avrà anche influito, ma sicuramente non era stato obbligato a farlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Squillò il telefono e con voce gelida Anna annunciò: “Marcello, ho la stoffa, passami a prendere che la portiamo alla zia di Lina.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il tono non ammetteva repliche, se l’era presa a male per quello che le aveva detto prima.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lina e sua zia abitavano nel quartiere livornese chiamato Venezia, la parte più antica della città, un susseguirsi di ponti e canali con i caratteristici scali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Negli anni ’60 erano ancora ben visibili i pesanti segni lasciati dall’ultima guerra, molti i palazzi distrutti e quelli danneggiati rattoppati alla meglio. Proprio in uno di questi abitava la famiglia di Lina e, mentre attendevano che sua zia aprisse la porta, Marcello chiese ad Anna di che colore fosse la stoffa. “Turchese.” “Turchese?” Sarà uno scampolo che avevano in negozio, pensò. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lei intuì cosa gli passasse per la testa e soggiunse: ”Non dire ad alta voce quello che stai pensando perché, altrimenti, la nostra amicizia finisce qui”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Alla vista della stoffa la zia, che facendo la sarta di tessuti se ne intendeva, esclamo:”E’ di seta! Il turchese è il colore di moda!” Mostrandoci una rivista, disse:” Lo faccio uguale a questo, verrà un bellissimo vestito!”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Marcello non ebbe bisogno di leggere nel pensiero di Anna, quello che gli voleva dire l’aveva ben stampato a chiare lettere sul volto: ”Hai visto, cretino” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;In effetti aveva fatto le cose in grande, un tessuto molto costoso ed aveva, persino, aggiunto una bottiglietta di smalto madreperlato per unghie. Le scuse furono doverose.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Marcello si attendeva qualcosa dai suoi ma, come al solito gli avrebbero fatto un “inutile” regalo “utile”, questa volta si sbagliò: ricevette una congrua cifra di denaro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sera dell’uscita, in casa di Lina c’era un certo fermento, gli ultimi ritocchi al trucco ed ai capelli, la zia che le sistemava il vestito, un andirivieni di amiche e parenti; tutti avevano qualcosa da dire e da suggerire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Finalmente scese, a tutte le finestre del palazzo c’era gente a guardare e a commentare ma, i più bei commenti, in vernacolo livornese, furono quelli della sua nonna: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Oh mamma ! com’ è bella la mi’ Lina! E quella macchina è più lunga del filobusse! E poi quei du’ ragazzi vestiti come pinguini der parterre (ndr.lo zoo)…ma un è mi’a ‘arnevale….”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Zitta nonna, quello è l’abito da sera per gli uomini….” “Ah, se lo dici tu … “ Rispose non convinta.” Deh!sarà…ma a me mi sembrano pinguini.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Anche Enrico aveva fatto le cose in grande: tavolo per quattro in prima fila, proprio vicino al palco, dove si sarebbe esibita Mina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Venne il cameriere a prendere le ordinazioni e Marcello, anticipando tutti, con una certa nonchalance ordinò: “Ci porti una bottiglia di champagne e che sia Dom Perignon.” Erano i tempi in cui James Bond furoreggiava in tutti i cinema ed era il mito dei ragazzi di allora. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Si era appena allontanato il cameriere che i tre in coro gli dissero: “Ma che sei impazzito! Piatti e bicchieri per tutto il resto dell’estate te li lavi da solo!”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Ragazzi ricapitoliamo il tutto. Abbiamo fatto un’ entrèe hollywoodiana, siamo arrivati con una macchina uguale a quella del presidente della repubblica, con tanto di autista in livrea, voi ragazze siete in abito da sera e noi in smoking, cioè come pinguini per dirla come sua nonna, i paparazzi fuori, non sapendo chi fossimo, nel dubbio ci hanno fatto anche le foto, siamo seduti in prima fila nel locale più famoso d’Italia per ascoltare Mina… e che volevate ordinare? una Coca Cola con quattro cannucce? Il ragionamento non faceva una grinza ma, dovette mostrare loro il portafoglio ben rifornito per tranquillizzarli, poi la voce squillante di Mina riempi di allegria e spensieratezza il locale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fu l’ultimo intervento del ”mutuo soccorso”, dopo pochi mesi la “società” si sciolse tristemente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un male incurabile aveva reciso la giovane vita di Lina e la loro sincera amicizia, offuscando, per sempre, con il dolore, i più bei ricordi di quegli anni giovanili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-2214176515240473802?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/2214176515240473802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/05/lultimo-mutuo-soccorso-anni-60.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/2214176515240473802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/2214176515240473802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/05/lultimo-mutuo-soccorso-anni-60.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-6797706010011612268</id><published>2010-02-27T07:24:00.001+01:00</published><updated>2010-02-27T07:28:24.590+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 19.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Pola 1944&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 19.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il cavaliere e l’orsetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; All’università ho studiato il calcolo delle probabilità ma, chissà come mai, se lo applico a me stesso, non funziona. Tutte le volte, che cerco qualche cosa in un mucchio, è sempre l’ultima, nell’ultimo baule e nel baule proprio sul fondo. Misteri della matematica o nuvoletta alla Fantozzi? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Così, cercando un libro in un vecchio baule, ho ritrovato, ben riposto, da mia madre, quello che era stato il mio unico giocattolo da piccolo: un orsetto. Un pò malconcio, senza un occhio, con la stoffa sdrucita da cui fuoriesce la paglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Raccogliendolo, quasi fosse un videoclip, cominciano a scorrere nella mia mente immagini di un lontano passato. Immagini confuse, che si accavallano, che si sfumano, che si ripresentano ma, lentamente, i contorni si vanno definendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Soldati, armi, spari, sirene d’allarme, il fragore delle bombe, il rifugio. Già, il rifugio letto di quasi ogni notte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Accovacciato su un giaciglio di paglia, avvolto in una vecchia coperta, abbracciavo il mio bobi, l’orsetto, unica certezza in tanto marasma. Ero troppo piccolo per capire e troppo grande per non ricordare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nell’ombra, sfumata da una fioca luce, c’era uno strano soldato che accarezzava la testa del suo cavallo, per non farlo nitrire. Che ci faceva, un cavaliere dall’aspetto orientale, a Pola nel 1944 ? Mandato a combattere una guerra che, forse, non gli apparteneva e a morire per quale causa ? Mi ero affezionato a quella presenza, chissà cosa avrei fatto per montare in groppa a quel cavallo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Una sera non venne e non è più venuto, ma non credo che fosse, perché era tornato a casa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Forse, certi vecchi bauli è meglio lasciarli chiusi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://sarcastycon3.wordpress.com/files/2007/10/arenapola.jpg" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" title="arenapola.jpg"&gt;&lt;img alt="arenapola.jpg" height="321" src="http://sarcastycon3.wordpress.com/files/2007/10/arenapola.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px -13.1pt 0px 9pt; text-align: justify; text-indent: 18pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/sarcastycon/pic/000079s1/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 37.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nota per il lettore politicamente corretto che non sa, o ipocritamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; non vuole sapere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Pola, città rifondata dai romani su antiche vestigia, era italiana e fu abbandonata al suo tragico destino, come tutta la popolazione istriana, dai governi “democratici” postbellici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Quei fortunati che riuscirono a salvarsi furono trattati in modo vergognoso, dai suddetti governi, &amp;nbsp;in quanto memoria vivente del loro tradimento. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sarebbe stato meglio, per loro, che fossimo tutti democraticamente morti per mano dei democraticissimi partigiani comunisti italiani e titini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 37.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 37.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-6797706010011612268?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/6797706010011612268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/02/pola-1944-il-cavaliere-e-lorsetto.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/6797706010011612268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/6797706010011612268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/02/pola-1944-il-cavaliere-e-lorsetto.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-5858572150394675275</id><published>2010-02-20T12:17:00.001+01:00</published><updated>2010-02-20T12:17:21.755+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="color: #3366ff; font-size: 180%;"&gt;&lt;strong&gt;Un mulino ad acqua.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un sogno irrealizzato e ormai non più realizzabile &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/S353GW_fC2I/AAAAAAAAAGY/CO_Znsch3Ik/s1600-h/mulino.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #6633ff;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/S353sGtY2HI/AAAAAAAAAGo/yp2SllT_PNU/s1600-h/mulino.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439916999509071986" src="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/S353sGtY2HI/AAAAAAAAAGo/yp2SllT_PNU/s400/mulino.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 391px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 352px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;Apri la cassetta della posta, vedi delle lettere e pensi: bene mi hanno scritto, c’è qualcuno che si ricorda di me. Delusione profonda, i mittenti sono i fornitori di energia elettrica, acqua, gas, spazzatura, passo carrabile e via discorrendo, che ti scrivono “Gentile cliente le inviamo la fattura per i consumi relativi al periodo dal al e Le alleghiamo il bollettino postale precompilato da pagarsi entro il … può altresì pagare con addebito bancario permanente inviandoci a mezzo modulo le coordinate bancarie …. ” Lo so che è giusto pagare perché ho consumato corrente, acqua, gas etc. e ,prescindendo dal fatto che è praticamente impossibile controllare gli addebiti, che sono calcolati in fasce di consumo ed orarie, la cosa mi ha sempre dato fastidio. Il sottile dubbio atavico, tutto italiano, di essere stato fregato è latente nel mio cervello, ma non credo di essere il solo a pensarla così. Si può uscire da questa logica booleana perversa: consumi e paghi, riconsumi e ripaghi ? Non si può, senza energia la nostra vita diventa impossibile: no corrente? Allora nessuna illuminazione e come faccio a leggere? Il gelato nel congelatore si squaglia e se il televisore è una natura morta, il computer è addirittura sepolto, il cellulare scarico è inutilizzabile, né riscaldamento né aria condizionata funzionano e allora bofonchia pure, mi dico, ma intanto paga, altrimenti son guai. Il “gentile cliente” si trasforma in un bel lei è “insolvente” pertanto se non paga entro il… con la sovrattassa di mora e le spese di notifica, ci vediamo costretti ad agire per vie legali e bla bla bla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure ci deve essere un modo per vivere, senza essere costretti a passare sotto le forche caudine della civiltà industriale, ma per quanto pensassi, nessuna soluzione era praticabile, a meno di andare sotto un ponte o nel deserto del Sahara. Un bel giorno fui folgorato, non sulla via di Damasco, ma molto più prosaicamente sul divano di sala, mentre guardavo la televisione: lo spot della Barilla ambientato in un mulino. Ma che stupido sono! ecco la soluzione! Come non averci pensato! è l’uovo di Colombo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mulino fa proprio al mio caso, la ruota, mossa dall’acqua anziché far girare le macine, la potrei collegare ad un alternatore per la corrente alternata, come quella che si usa in casa, ed anche ad una dinamo per produrre corrente continua da poter immagazzinare nelle batterie come scorta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Illuminazione, riscaldamento e tutti i servizi gratis!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trent’ anni fa non era difficile trovare un mulino in disuso, cominciai la ricerca e ne trovai uno in lucchesia. Era tutto da ristrutturare, ma, cosa essenziale, c’era l’acqua per poter far muovere la ruota ed il prezzo era abbordabile. Feci due conti è calcolai che la potenza, trasmessa dalla ruota, era più che sufficiente per le mie necessità, anzi avrei potuto produrre anche un surplus di corrente da poter vendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che bello! Sarei stato io a mandare le famigerate bollette! La rivincita di una vita. Ritorno soddisfatto e spiego la mia idea in casa. Il mio umore passa rapidamente dalla marcia trionfale dell’Aida alla marcia funebre della 3° sinfonia di Beethoven. Un “niet “, più categorico di quelli che pronunciava l’ambasciatore sovietico all’ Onu, mi arrivò da parte di moglie e figlia e, da come mi guardava, devo supporre anche il niet della cagnetta che, forse, pensava di dover abbandonare il comodo divano dove, abitualmente, faceva la pennichella. Sono quei momenti della vita in cui uno pronuncia famose frasi, che rimarranno nella storia. Va bene dissi, alquanto irritato, ma quando andrò in pensione me lo compro, chi ci vuol venire bene, altrimenti, solo sto meglio. Beh, sono andato in pensione, a parte il fatto che oggi non è più tanto facile trovare dei mulini, mi manca l’entusiasmo e l’energia per cominciare un lavoro così complesso, come la ristrutturazione. Difficilmente la vita ti da due occasioni uguali, occorre prendere la prima al volo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-5858572150394675275?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/5858572150394675275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/02/un-mulino-ad-acqua_20.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/5858572150394675275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/5858572150394675275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/02/un-mulino-ad-acqua_20.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/S353sGtY2HI/AAAAAAAAAGo/yp2SllT_PNU/s72-c/mulino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-1120050688309501156</id><published>2010-02-20T09:50:00.001+01:00</published><updated>2010-02-20T09:50:51.395+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: #3333ff; font-size: medium;"&gt;&lt;strong&gt;Una vera messa cattolica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho già scritto altrove della conferenza sul “Motu proprio” di Benedetto XVI, tenuta dal rev. Prof. Nicola Bux .&lt;br /&gt;In seguito sono stato contattato dal comitato pisano S. Pio V, che mi chiedevano se avessi gradito presenziare ad una Messa in latino secondo il rito tridentino.&lt;br /&gt;La cosa mi ha un po’ sorpreso e, molto probabilmente, non sarei andato, se non fosse che ne ho parlato con dei vicini.&lt;br /&gt;Una coppia piuttosto anziana, molto religiosa, che larvatamente ha espresso il desiderio di potervi assistere, ma non guidando più, non avrebbero saputo come recarsi in quella chiesa, alquanto distante.&lt;br /&gt;In fondo, pensai, posso far loro un favore e così dissi che li avrei accompagnati volentieri.&lt;br /&gt;Era una chiesa parrocchiale di un piccolo comune in mezzo alla campagna, come ve ne sono tanti in toscana, non di eccelso valore artistico, ma ben tenuta e linda.&lt;br /&gt;Il parroco vedendo tre volti nuovi, è venuto a salutarci e si è intrattenuto con noi per alcuni minuti, era evidente la sua contentezza e cordialità. Muniti di libretto in latino, con a fronte traduzione in italiano, ci siamo accinti ad ascoltare.&lt;br /&gt;Una Messa semplice senza orpelli, senza chitarre e canzoncine, è stato come un tuffo in un passato, ormai remoto, quando piccoletto ci andavo con la mamma. La mia sorpresa più grande è stata sentire, il mio vicino, un ragioniere di 87 anni, che sapeva tutta la Messa in latino a memoria. Eppure doveva essere almeno 40 anni che non ne ascoltava una!&lt;br /&gt;Un omelia semplice e perfettamente aderente al passo del vangelo, nessun “stravagante” riferimento politico e allora mi sono detto: finalmente una vera messa cattolica.&lt;br /&gt;Si può credere o meno, ma, certamente, la messa in latino, al tempo stesso semplice e solenne, ispira di più che un’ omelia politicizzata e con musichette da cabaret.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-1120050688309501156?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/1120050688309501156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/02/una-vera-messa-cattolica-ho-gia-scritto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/1120050688309501156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/1120050688309501156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/02/una-vera-messa-cattolica-ho-gia-scritto.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-3047806239318442541</id><published>2010-02-20T09:50:00.000+01:00</published><updated>2010-02-20T09:50:07.170+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #3333ff; font-size: medium;"&gt;La vecchietta e la tuta mimetica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #3333ff; font-size: medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo una giornata passata a provare e riprovare assalti di squadra e di plotone, in vista di un’ esercitazione a fuoco, ero stanchissimo, sporco e sudato. Al rientro in caserma non ebbi voglia di cambiarmi e, presa la macchina, andai a casa in tuta mimetica e con l’elmetto, anch’esso mimetizzato.&lt;br /&gt;Davanti alla porta del palazzo mi frugavo nelle tasche in cerca della chiave, non trovandola, mi misi l’elmetto in testa e la cercai con entrambe le mani. Finalmente la trovo ed entro nell’androne,&lt;br /&gt;Era già abbastanza buio e appena fatto un passo dopo la soglia sentii un urlo: “chi c’è lì” e poi “aiuto aiuto”.&lt;br /&gt;Era la signora che abitava al piano sopra il mio, non mi aveva riconosciuto e per tranquillizzarla dissi: Signora sono io Marcello…. nel frattempo accesi la luce e mi tolsi l’elmetto. Ah! sei tu!! Ti pare questa la maniera di andare in giro a spaventare le povere vecchiette come me!! Feci uno sforzo per non ridere e con la faccia più seria possibile, alzando la mano destra: “ Giuro che non lo faccio più!” e soggiunsi ma lei che ci faceva al buio? Caro ragazzo a questa età mi muovo lentamente e la luce delle scale, dopo un po’ si spenge.&lt;br /&gt;A quel tempo non feci caso a queste sue parole, ma oggi dopo quarant’anni, anch’io mi muovo più lentamente. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-3047806239318442541?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/3047806239318442541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/02/la-vecchietta-e-la-tuta-mimetica-dopo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/3047806239318442541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/3047806239318442541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2010/02/la-vecchietta-e-la-tuta-mimetica-dopo.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-2012146846990915229</id><published>2009-10-28T15:58:00.005+01:00</published><updated>2009-10-28T16:14:54.427+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La procedura per l’investitura di cavaliere di S.Stefano.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dal libro “ I cavalieri di Arezzo Cortona e Sansepolcro membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire “ (edito da ETS) del prof. Bruno Casini che ha esaminato la documentazione dell’archivio di stato di Pisa e dall’archivio dell’ordine di S.Stefano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SuhfVTzzMvI/AAAAAAAAAGQ/DrZpgCakAzQ/s1600-h/stemmalam1.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 225px; FLOAT: left; HEIGHT: 284px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397668973102969586" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SuhfVTzzMvI/AAAAAAAAAGQ/DrZpgCakAzQ/s400/stemmalam1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; “Giovanni Battista Lambardi di Arezzo, discese da parte del padre, da Fabiano figlio di Bernardino Lambardi e di M. Camilla di Girolamo Bacci e, da parte di madre, da M. Beatrice, figlia di Guasparri di Alessandro Tondinelli e di M. Marietta di Marco Fierabracci.&lt;br /&gt;Il detto Giovanni Battista comparve davanti al vicario generale del vescovo di Arezzo e, per fare chiarezza sulla nobiltà dei suoi antenati produsse i capitoli, gli attestati e gli stemmi a colori, e designò come testimoni da esaminarsi le seguenti persone: Giovanni Battista Riccomanni, Donato di Gregorio Chiaromanni (ndr. seguono altri 7 testimoni)&lt;br /&gt;Il 9 febbraio 1597,si svolse il processo per le provanze di nobiltà davanti al detto vicario generale e al cavaliere Angelo Mannini di Arezzo; redasse l’istrumento Valentino di Andrea Subbiano,notaio della Religione di S. Stefano.&lt;br /&gt;I Dodici cavalieri del consiglio, nell’informazione inviata al granduca il 25 febbraio 1597,esposero che il Consiglio aveva veduto e considerato quanto il supplicante aveva prodotto e aveva trovato che egli,con il deposto dei testimoni e con fede pubblica aveva provato che discendeva, per padre madre e ava paterna dai Lambardi,dai Tondinelli e dai Bacci di Arezzo,tutte casate nobili e abili ai sommi onori fino al gonfalierato, per ava materna, dai Fierabracci, casata già ammessa al priorato e allora estinta;che egli supplicante aveva l’età di 20 anni.&lt;br /&gt;Con un rescritto granducale del 16 dicembre del 1598 fu disposto: “Diaseli l’habito con questo che navighi”&lt;br /&gt;Il 21 dicembre 1598, il detto Giovanni Battista prese l’abito di cavaliere milite dell’ Ordine di S.Stefano , in Pisa, all’età di 20 anni, per mano del cavaliere Silvio Piccolimini, gran contestabile. Le sue esequie furono celebrate il 19 agosto 1650.” &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-2012146846990915229?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/2012146846990915229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/10/la-procedura-per-linvestitura-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/2012146846990915229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/2012146846990915229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/10/la-procedura-per-linvestitura-di.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SuhfVTzzMvI/AAAAAAAAAGQ/DrZpgCakAzQ/s72-c/stemmalam1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-1133819188120327201</id><published>2009-10-18T15:29:00.010+02:00</published><updated>2010-10-01T06:32:58.411+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;Primo ottobre 1561&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;IL Sacro Militare Ordine di S.Stefano&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;viene istituito da Cosimo I dei Medici Granduca di Toscana.&lt;/h3&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttVQSXM_JI/AAAAAAAAAFA/T0UKhuLTbHI/s1600-h/stemmamed.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393998717001727122" src="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttVQSXM_JI/AAAAAAAAAFA/T0UKhuLTbHI/s400/stemmamed.JPG" style="cursor: hand; float: right; height: 217px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 184px;" /&gt;&lt;/a&gt; Lo scopo principale era costituire una flotta navale e da sbarco, per la difesa delle coste e dei territori toscani ed in generale italici, dai pirati barbareschi, turchi, mori e quindi dall’Islam.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;“..ad Dei laudem et gloriam ac fidei Catholicae defensionem marisque Mediterranei ab infedelibus custodiam et tuitionem…” .&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;Il papa Pio IV con la solenne Bolla &lt;em&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;"His, quae Pro Religionis Propagatione"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; del 1 febbraio 1562 ne decretò la costituzione &lt;span style="color: blue;"&gt;"&lt;em&gt;perpetuo erigimus ac instituimus&lt;/em&gt;"&lt;/span&gt; e ne approvò lo statuto &lt;span style="color: blue;"&gt;"&lt;em&gt;statuimus ac ordinamus&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’Ordine fu successivamente consacrato, il 15 marzo 1562 nella Primaziale di Pisa, dal nunzio apostolico monsignor Cornaro.Inizialmente la sede doveva essere a Cosmopoli, l'attuale Portoferraio all'Isola d'Elba. Per questioni logistiche gli venne preferita Pisa ed il porto di Livorno per la flotta. &lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttVp4RD02I/AAAAAAAAAFI/4pTU-lSr7os/s1600-h/sigillo.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393999156673237858" src="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttVp4RD02I/AAAAAAAAAFI/4pTU-lSr7os/s400/sigillo.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 180px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 283px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ordine fu intitolato a &lt;span style="color: blue;"&gt;S. Stefano papa e martire (254-257 d.c.)&lt;/span&gt; e fu posto sotto la regola benedettina, la scelta di questo santo è riconducibile al fatto che, il due agosto, ricorrenza della sua festa, Cosimo I ottenne due importanti vittorie a Montemurlo nel 1537 (contro gli Strozzi) e a Scannagallo nel 1554 contro i senesi.&lt;br /&gt;Le principali cariche dell’ordine erano e il Gran Maestro, che era il granduca, i dodici cavalieri del consiglio supremo, il commendatore maggiore, alter ego del duca, il gran contestabile che comandava le truppe da sbarco e gli assalti, l’ammiraglio generale delle galere che era il comandante della flotta e la conduceva in battaglia, il grande ospitaliere e il priore conventuale.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttWiLeK9oI/AAAAAAAAAFQ/KNVymYmA_pU/s1600-h/bandiera1.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394000123901179522" src="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttWiLeK9oI/AAAAAAAAAFQ/KNVymYmA_pU/s400/bandiera1.jpg" style="cursor: hand; float: right; height: 279px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 172px;" /&gt;&lt;/a&gt;L’ordine comprendeva tre specie di cavalieri: i militi, gli ecclesiastici e serventi.L’accesso all’ordine era altamente selettivo ed elitario, occorreva inviare una “supplica” al Gran Maestro e superare un processo di nobiltà, con tanto di notaio e cavalieri in qualità di testimoni. Il supplicante, ossia l’aspirante cavaliere, doveva documentare la nascita da genitori uniti da giuste nozze ed in luoghi riconosciuti come città nobili, avere più di 17 anni, l’appartenenza di tutti e quattro gli avi al ceto nobile, avere un patrimonio consistente, non essere stato condannato a pene detentive ed avere sempre avuto, avi compresi, una condotta esemplare. Costituivano titoli di merito le cariche onorifiche e pubbliche, sue proprie e della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttW--ZFbHI/AAAAAAAAAFY/I_kwjZiGWlo/s1600-h/insegne.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394000618606390386" src="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttW--ZFbHI/AAAAAAAAAFY/I_kwjZiGWlo/s400/insegne.JPG" style="cursor: hand; float: left; height: 224px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 145px;" /&gt;&lt;/a&gt;Una volta superato il processo si procedeva alla vestizione del neocavaliere, il dignitario incaricato dall’ordine si recava nella chiesa scelta per la cerimonia, gli “percuoteva l’un e l’altra spalla” e gli consegnava l’insegna, un altro cavaliere gli offriva la spada ed altri due gli sproni dorati a simboleggiare che l’abito militare doveva essere suo per sempre, fino alle esequie, dopodiché veniva tagliato da due cavalieri. I cavalieri dovevano professare tre voti: la carità, la fedeltà coniugale e l’ubbidienza ai superiori. Dovevano sottoporsi ad una rigida disciplina ed ad un duro addestramento, in quanto si dovevano comportare da valorosi a costo di sacrificare la loro stessa vita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le campagne militari videro l'Ordine schierato a fianco della Spagna contro gli ottomani, con la difesa di Malta (1565).&lt;br /&gt;Partecipò con la Lega Santa alla battaglia di &lt;a href="http://sarcastycon3.wordpress.com/2008/10/04/227/"&gt;Lepanto&lt;/a&gt; (1571) con dodici galee sotto le insegne papali.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttXh5eIPCI/AAAAAAAAAFg/FsKEDk2xEPM/s1600-h/galera1.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394001218580790306" src="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttXh5eIPCI/AAAAAAAAAFg/FsKEDk2xEPM/s400/galera1.JPG" style="cursor: hand; float: right; height: 193px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 256px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Contribuì alla presa di Bona in Algeria e, dopo il riconoscimento delle capacità militaresche, l'Ordine fu impiegato contro turchi e barbareschi lungo le coste del Mediterraneo.&lt;br /&gt;Risalgono a questo periodo una serie di incursioni sulle isole del mar Egeo, tenute dai turchi, le campagne in Dalmazia e Negroponte e la guerra di Corfù.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In seguito Ferdinando III di Lorena riorganizzò l’Ordine dando la prevalenza alla diplomazia ed agli accordi commerciali piuttosto che alle azioni militari, queste vennero limitate alla difesa della costa. Risale, comunque, a questo periodo un aiuto ai veneziani contro gli ottomani.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/StthczFc3VI/AAAAAAAAAFw/zFPBIoMaboU/s1600-h/cavalieris1.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394012126083603794" src="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/StthczFc3VI/AAAAAAAAAFw/zFPBIoMaboU/s400/cavalieris1.JPG" style="cursor: hand; float: left; height: 125px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 205px;" /&gt;&lt;/a&gt;Nel 1809 l’Ordine fu soppresso dal governo napoleonico e ripristinato nel 1817.&lt;br /&gt;Fu nuovamente soppresso nel 1859 da Bettino Ricasoli, presidente del consiglio dei ministri del regno d’Italia.&lt;br /&gt;Tuttavia questa soppressione non fu accettata dalla dinastia dei Lorena in quanto, trattandosi di un ordine religioso consacrato dal papato, solo il papa poteva scioglierlo.&lt;/div&gt;&lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Oggi esiste ancora e l’attuale Gran Maestro è S.A.I. Sigismondo d’Asburgo Lorena, arciduca d’Austria, granduca titolare di Toscana dal 1993.&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttiOwWhbFI/AAAAAAAAAF4/8VBjzLGh0aA/s1600-h/stefgds1.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394012984343358546" src="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttiOwWhbFI/AAAAAAAAAF4/8VBjzLGh0aA/s400/stefgds1.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 286px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 186px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piazza dei Cavalieri a Pisa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttjP2kZqpI/AAAAAAAAAGA/KvR8SJ9mUR8/s1600-h/normale.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394014102703680146" src="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttjP2kZqpI/AAAAAAAAAGA/KvR8SJ9mUR8/s400/normale.JPG" style="cursor: hand; display: block; height: 277px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-1133819188120327201?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/1133819188120327201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/10/primo-ottobre-1561-il-sacro-militare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/1133819188120327201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/1133819188120327201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/10/primo-ottobre-1561-il-sacro-militare.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SttVQSXM_JI/AAAAAAAAAFA/T0UKhuLTbHI/s72-c/stemmamed.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-3414550876881561340</id><published>2009-05-08T09:30:00.004+02:00</published><updated>2010-09-16T22:17:37.741+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="color: #000099;"&gt;Da un racconto anni 50,di circa 20 pagine, ho estrapolato l’inizio e la fine. L’autore? un mio parente.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;Madonnina senza fiori e senza lumi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMPG305LWI/AAAAAAAAAP0/nqGiqKj0YiA/s1600-h/Immagine+001.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333122994476232034" src="http://2.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMPG305LWI/AAAAAAAAAP0/nqGiqKj0YiA/s400/Immagine+001.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 400px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 274px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sull'estremo lembo di quella vecchia muraglia, che, tutta archi e scalette, dal distrutto « Ponte della Sassaia » conduce dritta alla punta del « Molo Mediceo », a una piccola Madonna di pietra.&lt;br /&gt;Chi la volle costì ? La fede di chi vive sul mare.&lt;br /&gt;Chi la scolpì? Un fiorentino, autore di soavi Madonne, di cui si ignora il nome.&lt;br /&gt;E quando la si volle su quel rudere,regina del porto?&lt;br /&gt;Annerita dal tempo, risponde il tempo. Essa è là da secoli: è da secoli che Essa volge le amorose pupille al navigante, che va e viene.&lt;br /&gt;La conosce il vecchio pescatore, dal volto incrostato di salsedine, dagli occhi macchiati di sangue, dalle mani nodose, che, al sorgere del sole, ormeggiato il trabaccolo*, si siede sotto di Lei a rammagliar le reti, masticando tabacco.&lt;br /&gt;La conosce lo scugnizzo, seminudo e color di rame,che, sotto lo sguardo di Lei, rattoppa le vele, sciacqua le corbe*, asciuga la sentina* con la sassola* e il bugliolo* e prepara, in ginocchio, la zuppa dinanzi al fornello, che crepita e fuma.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMP-Tg7HfI/AAAAAAAAAP8/qN5hUTMTKkU/s1600-h/Immagine+002.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333123946801470962" src="http://2.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMP-Tg7HfI/AAAAAAAAAP8/qN5hUTMTKkU/s400/Immagine+002.JPG" style="cursor: hand; float: left; height: 325px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;La conoscono i piloti e i risicatori* dalla muscolatura di acciaio, che, dai suoi piedi, si partono fidenti, di giorno e di notte, per indicare ai naviganti incerti l'entrata e per salvare chi, in balia delle onde, sta per morire.&lt;br /&gt;La conobbero, in un tempo ormai lontano, i marinai delle galee Medicee,che, sulla sottostante banchina, prepararono le loro imprese gloriose e la invocarono, prima del cimento: Stella del Mare.&lt;br /&gt;L’hanno conosciuta sulla stessa banchina, nelle recenti due guerre, gli intrepidi marinai dei sommergibili nostri, che, votati alla morte, inabissandosi per la grandezza d'Italia, la invocarono: Stella del Mare.&lt;br /&gt;Luogo più bello per il suo trono non vi è: da questo Essa vede ed abbraccia l’intero suo regno.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMQ5I36wBI/AAAAAAAAAQE/0_kUZb73kFQ/s1600-h/immagine+003.bmp"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333124957557407762" src="http://4.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMQ5I36wBI/AAAAAAAAAQE/0_kUZb73kFQ/s400/immagine+003.bmp" style="cursor: hand; float: left; height: 337px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A sinistra della banchina opposta, ardita, si slancia al cielo l'antica torre della Contessa Matilde e, adagiata nell'acqua, meraviglia dell'arte navale, rosseggia la vecchia Fortezza dei Medici, e, dietro, superbo scenario, le Apuane, or splendenti nella gloria del sole, or nel candore delle nevi: a destra si stende, operosa e gioiosa, Livorno, del Tirreno fulgidissima perla.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMRrMDgXCI/AAAAAAAAAQM/2-V-rwv-KmA/s1600-h/immagine+004.bmp"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333125817404775458" src="http://2.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMRrMDgXCI/AAAAAAAAAQM/2-V-rwv-KmA/s400/immagine+004.bmp" style="cursor: hand; float: right; height: 310px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da ogni lato è l'immensa distesa dell'acqua, che si fa di smeraldo all'aurora, di argento al meriggio, di oro al tramonto e attorno a questa biancheggiano le ampie banchine, risplendono, allineate le gru, si levano massicce, austere, eleganti, le mura vetuste.&lt;br /&gt;E su questa distesa di mare e di terra si agita un piccolo mondo: il vecchio porto di Livorno.&lt;br /&gt;* * * * * * * * * *&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMSDfdiJnI/AAAAAAAAAQU/2JXLkUoLd0g/s1600-h/madonnina.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333126234931078770" src="http://1.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMSDfdiJnI/AAAAAAAAAQU/2JXLkUoLd0g/s400/madonnina.JPG" style="cursor: hand; float: left; height: 320px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 519px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Imperversi il temporale o risplenda la luna rossa Essa regina del porto, veglia sul suo trono di pietra anco la notte: veglia sulla rotta delle creature che ha fuori.&lt;br /&gt;Non le importano, dinanzi al suo trono, i fiori e i lumi.&lt;br /&gt;Le bastano l’umile preghiera del vecchio pescatore e il segno di croce dell’ innocente scugnizzo per far ricadere su chi la conosce e chi la ignora,su chi crede e chi non crede la sua materna benedizione. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;********************&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggo l'edificio su cui è inserita l'immagine è stato restaurato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMWYVPU1-I/AAAAAAAAAQc/mzQczI-fvSs/s1600-h/mad4.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333130991010895842" src="http://3.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMWYVPU1-I/AAAAAAAAAQc/mzQczI-fvSs/s400/mad4.JPG" style="cursor: hand; float: left; height: 400px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 267px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMWmy0wkYI/AAAAAAAAAQk/HWLNVCQ6xE0/s1600-h/madrr.JPG"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333131239470698882" src="http://1.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMWmy0wkYI/AAAAAAAAAQk/HWLNVCQ6xE0/s400/madrr.JPG" style="cursor: hand; float: right; height: 283px; margin: 0px 0px 10px 10px; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**************************************************************************&lt;br /&gt;Legenda&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Trabaccolo&lt;/strong&gt;: piccolo bastimento da carico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corbe&lt;/strong&gt;: grandi ceste di vimini intrecciati o di stecche di legno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sentina&lt;/strong&gt;:Parte interna più bassa e concava di una nave, dove si raccolgono le acque e altri liquidi di scolo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sassola&lt;/strong&gt;: Grande cucchiaio di legno per cavare acqua dal fondo delle imbarcazioni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bugliolo&lt;/strong&gt;: Secchio di legno o tela, con manico di corda, usato dai marinai per attingere acqua dal mare e lavare i ponti. &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;strong&gt;Piloti&lt;/strong&gt;: nel porto di Livorno è obbligatorio che un pilota esperto salga a bordo delle navi che manovrano per entrare od uscire.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Risicatori&lt;/strong&gt;: nome degli uomini che a bordo dei gozzi andavano all’abbordaggio delle navi, in rada, per acquisire il diritto a scaricarle. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-3414550876881561340?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/3414550876881561340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/05/da-un-racconto-anni-50di-circa-20.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/3414550876881561340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/3414550876881561340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/05/da-un-racconto-anni-50di-circa-20.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fD4YFJ_knZA/SgMPG305LWI/AAAAAAAAAP0/nqGiqKj0YiA/s72-c/Immagine+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-2673477257160885179</id><published>2009-04-27T14:24:00.002+02:00</published><updated>2010-05-30T07:38:24.550+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il ditirambo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/"&gt;Nei giorni scorsi nel gruppo si è parlato di vino.&lt;br /&gt;Mi sono ricordato che avevo un vecchio libro di poesie del Redi e tra queste un ditirambo su Bacco.Vi propongo alcuni versi,quelli iniziali.&lt;/a&gt;&lt;a href="http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/04/redi-001.png"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/04/redi-001.png" style="cursor: hand; display: block; height: 575px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 666px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/04/redi-0022.png"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://sarcastycon4.wordpress.com/files/2009/04/redi-0022.png" style="cursor: hand; display: block; height: 968px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 705px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-2673477257160885179?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/2673477257160885179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/04/nei-giorni-scorsi-nel-gruppo-si-e_27.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/2673477257160885179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/2673477257160885179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/04/nei-giorni-scorsi-nel-gruppo-si-e_27.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-3804270892347881459</id><published>2009-03-20T14:48:00.015+01:00</published><updated>2010-05-26T06:58:54.950+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/ScOpM8qdRyI/AAAAAAAAAD0/Tu1U4m_n8C4/s1600-h/cosmol1.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315278025135048482" src="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/ScOpM8qdRyI/AAAAAAAAAD0/Tu1U4m_n8C4/s320/cosmol1.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 268px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #3333ff;"&gt;Cosa c'è, se c'è, oltre l'Universo?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Una spiegazione teologica sarebbe la più semplice: il “tutto” è stato creato da Dio che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;E’ l’Essere che E’&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per antonomasia, al di fuori del tempo e dello spazio in un eterno presente, infinito ed immutabile. L’ essere è, il non-essere non è, scrive Parmenide negando il nulla, in quanto non essere; q&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;uindi esiste solo l’essere infinito ed immutabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Resta da spiegare il divenire, o quello che ci appare come divenire, ossia lo scorrere del tempo e la trasformazione delle cose, incompatibile con la staticità dell’essere, poiché presuppone un passaggio dall’essere al non essere, come ad esempio la morte.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Anche Platone si era posto il problema e, in contrasto con Parmenide, fa un distinguo, infatti le idee nell’ iperuranio sono immutabili e quindi eterne, mentre il mondo delle cose, semplificando e forzando un po’ un‘ espressione moderna, è un ologramma sfuocato dell’iperuranio, materializzato dal Demiurgo, che non è un creatore, ma è la forza ordinatrice.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Dunque un Dio, essendo immutabile, non potrebbe intervenire nel mondo reale in perpetuo fieri, ma osserviamo che tutte le principali religioni fondano il loro credo sull’ intervento di Dio, sia nella creazione del cosmo che nella nostra vita di tutti i giorni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Dogmaticamente si ammette che Dio è infinito ed immutabile, ma anche potentissimo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;”Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;(Dante inf. III e V canto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Non mi piacciono i dogmi e, a rischio di andare all’inferno, io continuo a “dimandare”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Le attuali teorie cosmologiche, che cercano di conciliare la meccanica quantistica e la relatività generale, spiegano l'origine dell'universo come una fluttuazione dallo stato di vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;La fluttuazione ha prodotto la singolarità che esplodendo, il Big Bang, porta all’espansione dell’Universo quindi, dopo miliardi di anni, alla nascita del sistema solare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Con la teoria dell’evoluzione si spiega la comparsa della vita e dell' uomo sulla Terra. Come dire : &lt;strong&gt;&lt;em&gt;ex nihilo omnia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Il “tutto “ è nato dal “Nulla” per una casuale fluttuazione del vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Dunque un percorso logico, scientifico e perfettamente ateo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Problema risolto? &lt;strong&gt;Assolutamente no.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Il &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nulla&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; è l’ossessione e l’incubo del pensiero filosofico, da Aristotele a Plotino ad Agostino, a Cusano ad Hegel, ad Heidegger, a Sartre, a Kierkegaard che scrive: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #4bacc6;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #4f81bd;"&gt;La disperazione&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #4f81bd; font-family: Arial, sans-serif;"&gt; è il terrore del vuoto, del non essere altro che niente.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, sans-serif;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Leonardo da Vinci&lt;em&gt;: &lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4f81bd;"&gt;"Infralle cose grandi che fra noi si trovano, l'essere del nulla è grandissima"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;(codice Atlantico) e Leopardi: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #4f81bd;"&gt;"In somma, il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.(Zibaldone).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Un po’ tutti i filosofi, per un verso o per un altro,si sono posti il problema del nulla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Anche la scienza moderna, continua ad interrogarsi sull'esistenza e su cosa sia il "nulla", per due motivi: perché il pensiero scientifico è connesso al pensiero filosofico e perché per comprendere il mondo fisico è necessario conoscere le proprietà del vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Il vuoto quantistico non è affatto vuoto, infatti per il principio di indeterminazione di Heisenberg, è un oceano in continua agitazione, in cui avviene che particelle e antiparticelle nascano ed annichiliscano immediatamente. E’ un vuoto ”mediamente vuoto”, ma non è il “nihil”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: 130%;"&gt;Quindi l’universo, non è nato dal “Nulla” ma da qualcosa che esisteva già nel “vuoto” quantistico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Ma &lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;perché&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; “esiste” questo vuoto ”mediamente vuoto”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;Ubi veritas?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;Q&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;strong&gt;uaeritur!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-3804270892347881459?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/3804270892347881459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/cosa-ce-se-ce-oltre-luniverso-una.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/3804270892347881459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/3804270892347881459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/cosa-ce-se-ce-oltre-luniverso-una.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/ScOpM8qdRyI/AAAAAAAAAD0/Tu1U4m_n8C4/s72-c/cosmol1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-6514261768243290299</id><published>2009-03-19T13:34:00.029+01:00</published><updated>2010-03-03T09:24:48.738+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="color: #000099;"&gt;Anni ’80. Dalla Versilia al golfo di Baratti sulla costa degli Etruschi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=" height="20" width="200"&gt;&lt;param name="_cx" value="5292"&gt;&lt;param name="_cy" value="529"&gt;&lt;param name="FlashVars" value=""&gt;&lt;param name="Movie" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/collection.mp3"&gt;&lt;param name="Src" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/collection.mp3"&gt;&lt;param name="WMode" value="Window"&gt;&lt;param name="Play" value="0"&gt;&lt;param name="Loop" value="-1"&gt;&lt;param name="Quality" value="High"&gt;&lt;param name="SAlign" value=""&gt;&lt;param name="Menu" value="-1"&gt;&lt;param name="Base" value=""&gt;&lt;param name="AllowScriptAccess" value=""&gt;&lt;param name="Scale" value="ShowAll"&gt;&lt;param name="DeviceFont" value="0"&gt;&lt;param name="EmbedMovie" value="0"&gt;&lt;param name="BGColor" value=""&gt;&lt;param name="SWRemote" value=""&gt;&lt;param name="MovieData" value=""&gt;&lt;param name="SeamlessTabbing" value="1"&gt;&lt;param name="Profile" value="0"&gt;&lt;param name="ProfileAddress" value=""&gt;&lt;param name="ProfilePort" value="0"&gt;&lt;param name="AllowNetworking" value="all"&gt;&lt;param name="AllowFullScreen" value="false"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="200" height="20" src="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/collection.mp3 " allowfullscreen="false" scale="ShowAll" quality="High" wmode="Window"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il dualismo della vita, oscillante tra gli arché del bene e del male, tra vette agognanti il cielo e terribili deserti, tra dotta conoscenza e luoghi comuni, tra spirito e materia, tra poesia e prosa, tra razionale ed irrazionale, ha tracciato, in questi mari, con mano tremolante, la rotta dell’incerto navigare dell’esistenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;“Nel mezzo del cammin di nostra vita”, quando il corpo biologico riesce ad esprimere, nella sua interezza, la spavalda volontà di potenza della mente, un manager, superrazionale, supertecnologico, assertore del tutto previsto e calcolato, un meccanismo praticamente perfetto, è convinto di eludere questa tentennante logica manichea.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #444444; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Versilia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="clear: left; cssfloat: left; float: left; font-size: 130%; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="versilia31.jpg" height="293" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/versilia31.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;Un lavoro durissimo per cinque giorni alla settimana, poi due giorni di relax, nei quali concentrare tutta la sua vita privata di scapolo impenitente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non gli era oltremodo difficile trovare, per il fine settimana, qualche ragazza disposta a viaggiare in macchina sportiva, ad andare nei migliori alberghi, nei ristoranti ai primi posti della guida Veronelli e nei più famosi locali notturni, una vita che, allora, gli sembrava il massimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Una volta gli andò buca, non che gliene fosse importato più di tanto, ma fu il giorno in cui crollò il mito del superuomo e si decise il suo futuro per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Voleva mettere in atto il piano B, ossia cena frugale in casa, con grande sollievo per il suo fegato, musica classica e sprofondarsi nella sua poltrona preferita con un buon libro, quando incontrò un amico che, nel vederlo, non riuscì a nascondere un sorriso ironico. Se sei qui vuol dire che, stasera, non hai niente da fare, dammi una mano, viene la mia ragazza, ma con un’amica allora capisci…. Gli ricordò, maliziosamente, alcuni suoi favori e non poté rifiutare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/contin.jpg" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" title="contin.jpg"&gt;&lt;img alt="contin.jpg" height="293" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/contin.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;Nella luce soffusa, di un piccolo ed esclusivo pianobar di un lussuoso hotel, affacciato sul mare, le note di “September morn” si diffondevano languide e un po’ melanconiche in un’atmosfera ideale per innamorati. Volgendo lo sguardo vide l’amico con le due ragazze. Bionda, capelli lunghi, fluenti sulle spalle, un bel viso con un sorriso un po’ enigmatico, un’eleganza sobria, non appariscente, un’ottima cultura ed educazione, promettevano una piacevole serata.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;img src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/pianobar.jpg" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px;" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;Conversarono a lungo, ma avvertiva in lei un certo distacco nei suoi confronti, tanto che il saluto finale fu un quasi glaciale ciao.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nei giorni a seguire si sorprese, sempre più spesso, a pensare a lei, finché decise di rivederla, ma come fare? Non avrebbe accettato, da lui, un invito per una cenetta tête à tête, gli aveva, con una scusa, perfino rifiutato il suo numero telefonico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;span style="color: black; font-size: 130%;"&gt;Erano alcuni anni che non organizzava una festa, così comunicò la sua intenzione, alla “tata”, una cara signora, che l’aveva visto da piccolo e che continuava a curare la casa, anche dopo la scomparsa dei suoi genitori.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo guardò e sorrise. Una ragazza vero?… Era l’ora che tu mettessi la testa a posto, soggiunse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Era un’artista per queste cose ed organizzò un cena perfetta, apparecchiando la tavola in maniera superba. Ogni dettaglio era stato curato nei minimi particolari. Per segnaposto le signore avevano una rosa tea gialla, ma per lei una rosa rossa.&lt;br /&gt;Avendo capito il genere di musica che le piaceva, registrò un nastro ad hoc, insomma tutto previsto e calcolato, come sua abitudine. Così almeno credeva e con l’animo diviso fra timore e speranza, si apprestò a ricevere gli invitati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La festa riuscì bene, anzi benissimo, per gli amici, mangiare e bere a sbafo fa sempre piacere e mette di buonumore. Due non si divertirono: lei e lui. Nonostante la bella musica e l’allegria degli amici, non riuscì a rompere il ghiaccio, era palesemente impacciato, una situazione per lui nuova, che sfuggiva al suo controllo. Andando via, lei non prese neanche la rosa, insomma, una disfatta su tutta la linea. Il suo io razionale gli suggeriva di lasciar perdere, non ne valeva la pena, c’erano tante donne al mondo ma, rinunciare così, assomigliava troppo alla storia della volpe a proposito di una certa uva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cercò di capire cosa gli stesse succedendo: possibile, si chiese, che tutta la sua razionalità e la sua sicurezza, fossero scomparse di colpo? Giunse all’unica conclusione plausibile, la sua parte d’irrazionalità si stava prendendo una grossa rivincita e dovette ammettere con se stesso, che, malgrado i suoi trentacinque anni, era innamorato, innamorato cotto e, per giunta, non corrisposto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Aveva bisogno di un periodo di riflessione per cercare di riprendere un certo equilibrio. Fece felice il grande capo andando dove nessuno voleva andare, in certi noiosi paesi arabi a visitare ricchi clienti altrettanto noiosi. Dopo quindici giorni, non ne poteva più, soprattutto della cucina che gli chefs, orgogliosamente e pomposamente, chiamavano internazionale, cioè una vera schifezza. Il tarlo, che lo rodeva dentro, non accennava a placarsi, anzi il desiderio di rientrare e rivederla aumentava sempre più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In ufficio era veramente insopportabile al punto che, una sua collega, gli chiese cosa avesse. Era la sua più stretta collaboratrice, una ragazza con un viso passabile ed il resto nascosto da abiti lunghi e larghi, scarpe in terra, insomma un po’ scialba ed insignificante ma, d’altronde, quel che contava era la sua efficienza sul lavoro.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Una volta si era sfogata con lui, quando il suo ragazzo l’aveva lasciata, memore di questo fatto, le confidò le sue ansie e seguì i suoi consigli. Gravissimo errore, mai fidarsi delle donne in questo campo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;La cosa che ingelosisce e stuzzica una donna, sentenziò, è vedere un suo corteggiatore uscire con un’altra, fai in modo che accada, in fondo cosa hai da perdere e soggiunse peggio di così…. e sorridendo ironicamente disse tra sé, non credevo che avesse anche un cuore. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Bene pensò, la ragazza è la persona adatta, conosce la situazione, non è molto appariscente e quindi più credibile. Così telefonò all’ amico, che l’aveva messo nei “guai” pregandolo di organizzare un incontro. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo qualche giorno, lo chiamò dicendo di aver prenotato per un sabato, in un notissimo locale della Versilia, due tavoli ed aggiunse, ridacchiando, naturalmente il conto, questa volta, lo paghi tutto tu. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sera stabilita passò a prendere la collega, poco convinto ed anche pentito per la sceneggiata che si apprestavano a fare, temeva il “peggio” ma non sapeva quanto sarebbe stato "peggio”.Quando la vide rimase letteralmente sbalordito, quello che aveva sempre creduto un brutto anatroccolo era invece un cigno, abito da sera corto, generosa scollatura, tacchi altissimi, trucco e messa in piega che tradivano le svariate ore passate dal coiffeur. Con l’aria più innocente di questo mondo, facendo un giro su se stessa, gli chiese: “come mi sta il vestito?” Una serie di campanelli d’allarme risuonarono nella sua testa ma, ormai, era troppo tardi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;La serata iniziò nei peggiori dei modi, si ritrovarono tutti insieme, ma lei non era sola, dopo un saluto di convenienza, ognuno si sedette al proprio tavolo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inutilmente si ripeteva che, essendoci meno che niente fra loro, lei era liberissima di fare quello che voleva, ma vederla in compagnia di un altro, gli dava fastidio e non poco.&lt;br /&gt;&lt;span style="clear: right; color: black; cssfloat: right; float: right; font-family: Arial; font-size: 130%; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img height="297" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/capan1.jpg" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px;" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I loro sguardi si erano incrociati più volte e lei, si interrogò, su quell’uomo, certamente interessante, che le faceva una corte discreta quanto insistente, ed ammise con sé stessa che non le era del tutto indifferente, ma le faceva un po’ paura, non voleva finire sulla sua agenda di lavoro, mescolata agli altri impegni, magari in coda a quella moretta. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La giovane collega che, in cuor suo, si divertiva moltissimo a vederlo imbarazzato, pensò che se doveva fare la parte, ebbene, l’avrebbe fatta fino in fondo e non sarebbe stato male togliersi qualche sassolino dalla scarpa, per certe sue osservazioni sul lavoro, che non aveva ancora digerito. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando si attenuarono le luci e l’orchestra iniziò a suonare quella musica attesa dalle coppie innamorate, si alzò e lo sospinse a ballare. Con aria falsamente seria cominciò a dirgli:” quanto ti devo stare vicina? Va bene così o di più? Ti devo appoggiare la testa sulla spalla? O forse è meglio che ti accarezzi la nuca?“&lt;br /&gt;Era decisamente troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Da quel giorno fece la cosa migliore: snobbò tutti e si dedicò interamente al lavoro. Pensava, a malincuore, di dover archiviare l’episodio ed invece si sbagliava.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Una sera, la dolce melodia della Rapsodia in Blu di Gershwin, fu interrotta dal trillo stonato del telefono, rispose piuttosto seccamente, ma... era lei che, con voce molto imbarazzata, gli disse:”sei l’unico che sia riuscita a rintracciare.” Si trovava, con la macchina in panne, in un’area di servizio, sull’ autostrada della Cisa.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il primo impulso fu quello di dirle:”chiama il carro attrezzi” ed invece le chiese “ma il tuo fidanzato non è reperibile?” Risata: “ma non sono fidanzata, sei tu che sei fidanzato!” “Io? Io no.” “ E quella moretta allora?” &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non aveva una spiegazione plausibile da darle e non poteva certo dire la verità, così tagliò corto: nel giro di un’ora sono da te. Frustò a sangue i 260 cavalli del porsche e ci arrivò in 40 minuti, erano tempi in cui l’Italia era ancora un paese libero, niente sgherri di sindaci assetati di soldi dietro i cespugli, pronti a impallinarti con l’autovelox, nessuna telecamera per ficcare il naso nella tua vita. Il “Grande Fratello” doveva ancora nascere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Durante il tragitto, verso casa sua, lasciò che i cavalli della macchina si riposassero e si prese un po’ di tempo in più, il caso gli aveva dato una prova di appello e non voleva sprecarla. Così chiacchierando del più e del meno, ma con il cuore in fermento, ebbe la netta sensazione che il ghiaccio si stesse sciogliendo, infatti, al momento di salutarsi, lei gli dette un fuggevole bacetto sulla guancia, non era niente, ma gli provocò una scarica di adrenalina e lo indusse a sperare.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si rividero spesso ma lasciò che il tempo lavorasse per lui, capì che lei non cercava l’esteriorità che poteva offrirle e della quale, fra l’altro, non aveva affatto bisogno, cercava l’amore e voleva avere la certezza che fosse vero amore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;Una noiosa giornata estiva, diventò il “loro” giorno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="clear: left; cssfloat: left; float: left; font-size: 130%; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="fortedeimarmi2.jpg" height="225" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/fortedeimarmi2.jpg" style="height: 244px; width: 385px;" width="340" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;br /&gt;Stanco di bivaccare sui lettini di un supersofisticato stabilimento balneare versiliese, infastidito da signore imbellettate ed imbalsamate, con mariti o amanti, più o meno commenda, sproloquianti sulle loro lucrose attività, in pratica dei parvenues, lanciò l’idea di passare la giornata in una spiaggia libera.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’accettare, con entusiasmo, di passare una giornata da sola con lui, le fece capire che le sue difese stavano lentamente cedendo, lo guardò con altri occhi e si chiese se fosse veramente l’uomo della sua vita, se fosse l’amore che cercava.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Decisero per lo splendido golfo di Baratti sulla costa degli Etruschi tra Populonia e S.Vincenzo, in provincia di Livorno. In quei tempi, era poco frequentato, privo di comodità, ma con tranquille calette, una della quali li accolse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Davanti ai loro occhi, in un cielo azzurro screziato da bianchi cirri, si ergeva, antica sentinella, la rocca medioevale di Populonia, sovrastante un promontorio a picco su un mare blu intenso, un vero e proprio invito a tuffarsi nelle sue onde.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;img height="477" src="http://narrare.wordpress.com/files/2007/10/baratti.jpg" style="float: left; height: 483px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 648px;" width="640" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;L’acqua, scintillante per i raggi del sole, era così cristallina, che si azzardarono a gustare dei frutti di mare, raccolti lì per lì.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Avevano, come per un tacito accordo, evitato di parlare di loro, una vacanza da tutto e da tutti, liberi da condizionamenti, godevano di quello che la natura offriva e così, tra un tuffo e l’altro, la giornata scorse via felice e spensierata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sul tardo pomeriggio sentirono la necessità di fare una doccia, ma dove andare? La soluzione più ovvia era un albergo, che conosceva, a pochi minuti da lì o, in alternativa, a casa sua, ad una cinquantina di minuti. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non volendo sciupare la giornata e il rapporto, pazientemente costruito in quei mesi, con delle proposte, logiche quanto vuoi, ma male interpretabili, le disse: devi avere pazienza, per arrivare a casa tua, ci sono circa tre ore di macchina.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lanciandogli un’occhiata, che quasi certamente significava “o ci sei o ci fai”, rispose: perché, a casa tua no? Si meravigliò lei stessa di questa risposta, che le era uscita spontanea, quasi senza accorgersene e, durante il tragitto, si sorprese a pensare come sarebbe cambiata la sua vita.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Entrando, in casa, lui si rese conto di quanto questa fosse triste e fredda, da tempo la gioia e l’allegria erano scomparse. Spalancò tutte le finestre, per fare entrare quanta più luce possibile, e giurò a se stesso di cambiare vita.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Quel giorno conobbe l’amore, capì cosa fosse l’amore, niente a che vedere con l’amore da weekend, che il lunedì si dissolve nel vuoto, ma quello vero, il corpo e l’ anima di un uomo e di una donna che si fondono, con gioia immensa, in un tutt’ uno, in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio: la grande rivincita dell’irrazionale sul razionale.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lei era entrata non solo nella sua casa e nella sua vita ma, soprattutto, dentro di lui e da quel giorno non ne è più uscita. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Trascorsero dei mesi felicissimi. La sua casa, finalmente, risplendeva di luce e di gioia, come da molti anni non accadeva. Partirono per una lunga vacanza e, al ritorno, decisero di sposarsi, per fare felici i genitori di lei, ma non c’era alcuna necessità di farlo, non interessava loro firmare uno stupido contratto per sancire, per legge, quello che nessuna legge potrà mai imbrigliare: i sentimenti. Se qualcuno avesse domandato loro la data del matrimonio, avrebbero dovuto pensarci prima di rispondere ricordavano, come anniversario, quel giorno felice sugli scogli di Baratti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: arial; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px 25.9pt 0px 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il fiore che non voleva sbocciare.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un matrimonio unico nel suo genere: lo parteciparono solo ai pochi familiari stretti e, ovviamente, ai testimoni, esonerando tutti dal fare regali. La cerimonia,di pomeriggio, fu brevissima e si concluse con un doveroso cocktail di scuse per gli intervenuti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nessun viaggio di nozze perché erano appena tornati dalla “loro” vera luna di miele, insomma tutto solo per i figli.&amp;nbsp; Questo era il motivo per cui si erano sposati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Già i figli. Ma quali figli? Mese dopo mese, anno dopo anno: niente, niente di niente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Era l’unica zona d’ombra nella loro vita, sorprendeva spesso sua moglie con gli occhi umidi di pianto e gli si stringeva il cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si sottoposero a numerose visite mediche, anche umilianti, ma la risposta era sempre la stessa: non ci sono motivi per cui non possiate avere figli. E allora perché neanche un bambino?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo otto anni si era rassegnato e così pensava di sua moglie, ma una mattina lo chiamò al telefono in ufficio, eccitatissima gli grida:" Aspetto un bambino! Aspetto un bambino!" e soggiunse "E' stato il Papa."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non le credette e si lasciò sfuggire un battuta di pessimo gusto:" E’ stato il Papa? Non male come amante." “Più veloce della luce” gli arrivò una pesante considerazione sul numero e sulla qualità dei suoi neuroni e gli sbatté giù il telefono. Chiamò la suocera che gli confermò: "Si è vero, analisi e controanalisi" e aggiunse, con voce serafica: "finalmente ce l’hai fatta". Le sue parole assomigliavano molto ad un insulto, ma era un bel giorno e rinunciò a spiegarle quale fosse il suo pensiero sulle suocere, sicuramente non sarebbe mancata l’occasione. Felice, come non mai, con l’animo in subbuglio, fece recapitare a casa un mazzo di rose, comprò una bottiglia di champagne e volò da lei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Una cosa non gli era chiara: il ruolo del Papa. Poi si ricordò che, circa due mesi prima, era venuto nella loro città e sua moglie era andata a vederlo. Sicuramente, pensò, gli avrà chiesto la grazia di avere un bambino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non credeva ai miracoli, però la coincidenza era strana e sua moglie divulgò questo episodio ad amici e conoscenti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A casa trovò a festeggiare la suocera, la cognata e l’immancabile tata. Aprì la bottiglia e fece per offrirne un bicchiere alla moglie: "Ma che fai? Sei impazzito?" Gli urlarono dietro: "Non sai che l’alcool fa male ai bambini…….."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In quel momento gli fu chiaro cosa lo aspettasse negli otto mesi successivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fecero la felicità di tutti i laboratori di analisi della città e dintorni. Sua moglie, sempre intenta a leggere pacchi di riviste mediche sull’argomento, scoprì che esisteva un esame, la mappa cromosomica, praticamente l’antesignana del DNA, e volle fare anche quello. D’altronde l’ansia li attanagliava entrambi e la paura che qualcosa non andasse nel verso giusto era grande.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Al momento del ritiro delle analisi il medico, un suo ex compagno di liceo, gli mostrò le tre mappe e cominciò una lunga dissertazione facendogli notare, con dovizia di particolari, come i suoi cromosomi e quelli della moglie fossero confluiti in quelli della figlia." E allora?" disse un po’ preoccupato. "No. Niente stai tranquillo, tutto a posto, è da più di quattro milioni di anni che i bambini nascono così, pensavi di essere originale?" Quando gli presentò la parcella capì perché si era tanto dilungato. Mentre usciva dallo studio il dottore, ridacchiando, aggiunse: "telefona al Papa e digli che non è sua figlia." Questa volta si prese un bel vaffa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si, era una bambina che, ancor prima di nascere, aveva una collezione di foto da fare invidia a una top model, aveva perso il conto di quante ecografie avesse già fatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Una sera, rientrando a casa, trovò la moglie piangente e le altre con facce lugubri, temendo il peggio, chiese cosa fosse successo. "Sono cinque ore che non la sento muovere" disse la moglie. Tirò un sospiro di sollievo e ridendo: "Ma guarda che sta dormendo e poi stamani sei andata a fare l’ecografia ed era tutto regolare."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non avrebbe dovuto pronunciare la parola ecografia. Saltò su la suocera: "Bisogna fare un’altra ecografia !" Le disse che intanto cenava e che poi sarebbe andato a letto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;"Ah! vorresti ammazzare mia figlia e mia nipote?" "No, solo la loro mamma e nonna " rispose. Intervenne la cognata:" Guarda che ti assumi tutte le responsabilità."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Stava per mandarle a quel paese, quando la pugnalata alle spalle arrivò da chi non se lo sarebbe mai aspettato: dalla tata. "Ci hai messo ben otto anni per fare una bambina, vuoi rischiare per una stupida eco?" Discutere con quattro donne coalizzate è una battaglia persa in partenza, indossò la faccia di bronzo, riservata ai clienti speciali, e telefonò al ginecologo. "Ah ciao! è venuta tua moglie stamani, una gravidanza perfetta, vedrai tra una ventina di giorni una bella bimba…ma non te l’ha detto ?" "Si me l’ha detto, ma ora, ecco, vedi.." &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fu molto carino a non mandarlo direttamente a quel paese e a non fare apprezzamenti, che mettessero in dubbio la moralità di tutti i suoi ascendenti di genere femminile. Disse solamente: "Ti do un consiglio: cambia macchina, ma questa volta comprane una che faccia l’ecografie ! Così la pianti di rompere i c.. a quest’ora !" E troncò la comunicazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo pochi minuti, forse aveva riletto il giuramento di Ippocrate o forse gli dispiaceva lasciare un amico in pasto alle belve, richiamò pronunciando un rassegnato: "Ok venite".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;La nascitura, come previsto, dormiva succhiandosi beatamente il pollice. Fu la rivincita:"L’avevo detto che dormiva!" Gongolava mentre il dottore strigliava a dovere le gentili signore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo pochi giorni nacque la bambina ed in seguito non ebbero altri figli. Ogni tanto torna loro in mente quell’ episodio del Papa…chissà. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-6514261768243290299?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/6514261768243290299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/il-dualismo-della-vita-oscillante-tra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/6514261768243290299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/6514261768243290299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/il-dualismo-della-vita-oscillante-tra.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-228461039628072082</id><published>2009-03-14T09:48:00.000+01:00</published><updated>2009-03-14T16:02:57.530+01:00</updated><title type='text'>Lettera ad un Professore che non potrà leggerla.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Al mio Professore di storia e filosofia dell’allora glorioso Liceo scientifico Federico Enriques di Livorno.&lt;br /&gt;Caro Professore, sono passati molti decenni, ahimè, da quando imberbe studente del terzo anno cominciai a muovere i primi passi nel mondo della filosofia sotto la Sua guida. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ingenuamente pensavo che sarà mai questa filosofia? Io conosco i teoremi di Pitagora, di Euclide, di Talete, con tutte le relative dimostrazioni, so risolvere problemi di algebra e geometria non saranno quattro chiacchere ad impensierirmi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ricordo perfettamente le prime due lezioni: Lei spiegò per due ore ed io, ma non solo io, non capii assolutamente le parole né tanto meno i concetti da Lei espressi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Alla terza lezione cominciai ad avere dei seri dubbi sulle mie capacità intellettive. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Solo in seguito mi resi conto che Lei, volutamente, aveva adoperato un linguaggio difficile facendo scontrare la mia vergine mente con parole e concetti come metafisica, ontologia, gnoseologia, logica, per spronarmi al ragionamento, colpendomi nell’orgoglio e per farmi studiare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La sfida era cominciata. Subii per tutto l’anno scolastico, ma alla fine riuscii a “vendicarmi” o meglio Lei riuscì nel Suo intento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Devo riconoscere che non ero un soggetto facile, mi aveva insegnato bene Lei, se spiegava il cristianesimo io ero l’anticristo, se Lei spiegava Nietzsche io ero S. Paolo, se Lei spiegava Aristotele io ero Copernico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Caro Professore, o meglio il Nostro come La chiamavamo noi studenti, scimmiottando il libro di testo, non siamo, una volta che una volta, riusciti a metterLa in difficoltà. Eppure avevo dei compagni di classe brillantissimi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Qualunque domanda Le ponessimo puntuale arrivava la Sua più che esaustiva spiegazione ed anche una pronta controdomanda che ovviamente, il più delle volte, ci metteva in difficoltà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Alla fine del quinto anno, qualcuno pensò di chiederLe se non avesse una qualche lacuna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ci pensò un attimo e poi ci disse, con aria seria e un po’ desolata, che sì, in effetti, una lacuna l’aveva. Un sogghigno beffardo aleggiò sui nostri volti, ma durò pochissimo la famosa lacuna era nientemeno sull’economia del subcontinente indiano fra il IV e il V secolo avanti Cristo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non ho mai saputo se avesse voluto prenderci in giro o meno, infatti cambiammo rapidamente argomento perché una Sua domanda sull’economia del III secolo avrebbe avuto effetti devastanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ricordo, e come farei a non ricordalo, le Sue domande in preparazione della maturità, che noi studenti chiamavamo spazio-temporali: sì, illimitate nel tempo e nello spazio.(allora si portava il programma degli ultimi tre anni, cioè tutto).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nelle interrogazioni la Sua domanda preferita era: la conoscenza dagli albori della filosofia fino a Croce e che non provassimo a sorvolare su qualche filosofo, perché una raffica di interrogativi ci avrebbe investito e travolto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Se lo facesse oggi ci sarebbe una rivolta con tanto di manifestazione antimoratti, antiamericana con contorno di bandiere della pace e girotondi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A proposito di politica, questa era l’argomento che più ci divideva: Lei cristiano e di sinistra, io di destra ed agnostico, Lei partigiano ed io profugo istriano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per me ogni occasione era buona per farle rimarcare come l’ Urss fossa più imperialista degli Usa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A una Sua domanda su Kant, in maniera assolutamente provocatoria, esordii dicendo: Kant, il famoso filosofo russo nato a Kaliningrad… praticamente fu un suicidio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quella stessa sinistra, che Lei amava tanto, fu proprio quella che La tradì in ciò che di più caro aveva: il Suo ruolo di educatore, di Demiurgo delle nostre anime.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quanto avrà rimpianto, negli anni del sessantotto la nostra classe: discepoli vivaci, ma rispettosi nessuno di noi si è mai sognato di darLe del tu o di apostrofarLa: ” Ehi prof.”!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quella sinistra, che stava emergendo, non Le piaceva e la piega che aveva preso la scuola ancora meno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E’ per questo che Lei rinunciò all’insegnamento e poco dopo scomparve ancor giovane? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I miei compagni di classe ed io non La dimenticheremo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Addio, Professore, a Dio se Dio esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;nota:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; Kaliningrad è l'odierno nome di Königsberg città tedesca della Prussia orientale annessa alla russia sovietica,senza alcun motivo storico.&lt;br /&gt;"La città venne pesantemente bombardata durante la &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a class="mw-redirect" title="Seconda Guerra Mondiale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_Guerra_Mondiale"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Seconda Guerra Mondiale&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;, e totalmente rasa al suolo finché non venne conquistata dai soldati dell'&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Armata Rossa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Armata_Rossa"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Armata Rossa&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;. I pochi abitanti tedeschi sopravvissuti furono espulsi in massa dalla città e sostituiti da popolazioni russe, e anche gli edifici storici superstiti come il castello dell'ordine teutonico vennero in seguito demoliti per fare posto ad edifici in stile sovietico in una sorta di &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Damnatio memoriae" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Damnatio_memoriae"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;damnatio memoriae&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; di tutto ciò che era tedesco. Solo dopo la caduta del muro di &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Berlino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Berlino"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Berlino&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt; l'ex cattedrale, con la tomba di &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Immanuel Kant" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immanuel_Kant"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;Immanuel Kant&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;em&gt;, precedentemente in rovina, è stata restaurata e costituisce uno dei pochissimi edifici storici della città." (&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;da Wikypedia)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per me, proveniente dall'Istria era come un gemellaggio ed una grossa provocazione per i sx.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-228461039628072082?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/228461039628072082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/lettera-ad-un-professore-che-non-potra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/228461039628072082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/228461039628072082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/lettera-ad-un-professore-che-non-potra.html' title='Lettera ad un Professore che non potrà leggerla.'/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-4752737194262637556</id><published>2009-03-11T17:48:00.000+01:00</published><updated>2009-03-11T20:27:42.567+01:00</updated><title type='text'>Una chiesa "No Islam"</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=" height="20" width="200" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"&gt;&lt;param name="_cx" value="5292"&gt;&lt;param name="_cy" value="529"&gt;&lt;param name="FlashVars" value=""&gt;&lt;param name="Movie" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/alleluia.mp3"&gt;&lt;param name="Src" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/alleluia.mp3"&gt;&lt;param name="WMode" value="Window"&gt;&lt;param name="Play" value="0"&gt;&lt;param name="Loop" value="-1"&gt;&lt;param name="Quality" value="High"&gt;&lt;param name="SAlign" value=""&gt;&lt;param name="Menu" value="-1"&gt;&lt;param name="Base" value=""&gt;&lt;param name="AllowScriptAccess" value=""&gt;&lt;param name="Scale" value="ShowAll"&gt;&lt;param name="DeviceFont" value="0"&gt;&lt;param name="EmbedMovie" value="0"&gt;&lt;param name="BGColor" value=""&gt;&lt;param name="SWRemote" value=""&gt;&lt;param name="MovieData" value=""&gt;&lt;param name="SeamlessTabbing" value="1"&gt;&lt;param name="Profile" value="0"&gt;&lt;param name="ProfileAddress" value=""&gt;&lt;param name="ProfilePort" value="0"&gt;&lt;param name="AllowNetworking" value="all"&gt;&lt;param name="AllowFullScreen" value="false"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="200" height="20" src="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/alleluia.mp3" allowfullscreen="false" scale="ShowAll" quality="High" wmode="Window"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Haendel: Hallelujah&lt;/span&gt;&lt;a href="http://polifonicoastense.interfree.it/ascolti/alleluia.mp3"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni tanto, specie per le feste comandate, come si suol dire, mia moglie ha piacere che l’accompagni alla Messa. La domenica delle Palme è una di queste, l’olivo benedetto ed un clima festoso e primaverile, tutto sommato, si possono anche accettare. Se Enrico IV disse:Paris vaut bien une messe, parafrasando, posso dire: un grand amour vaut bien une messe.&lt;br /&gt;Pongo una sola condizione: scegliere la chiesa. Immancabilmente la mia preferenza cade sulla chiesa pisana di S.Stefano, forse l’unica chiesa sicuramente “no islam” d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutti sanno che, alla battaglia di Lepanto del 1571,nella Lega Santa (*) insieme alle altre flotte erano presenti dodici galee toscane(**), di cui la maggior parte erano armate dal Sacro Militare Ordine Marittimo dei Cavalieri di S. Stefano (ordine istituito da Cosimo I de' Medici il I° Ottobre 1561 con sede in questa chiesa a Pisa). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px" alt="cav1" src="http://files.splinder.com/69a5f189088c49d2aec4d369d8d0a956.jpeg" /&gt; Progettata dal Vasari la cinquecentesca navata centrale, la più antica, è semplicemente splendida, specialmente il soffitto, dove quadri di autori fiorentini del ‘600, sono incastonati in una cornice finemente lavorata e ricoperta d’oro, che occupa tutta la parte superiore della chiesa. I trofei, le bandiere e le insegne appartenuti alla flotta turca di Alì Pascià e conquistati nella battaglia, ornano le pareti laterali, mentre la porta di ingresso è contornata da parti lignee scolpite di navi dell’epoca. Una grande statua di S. Pio V, per il cui volere si costituì la Lega Santa, sovrasta l’altare maggiore.&lt;br /&gt;Siamo sicuramente nella chiesa del cattolicesimo più classico, nessun “sinistro” strimpellio di chitarre, come in certe chiese del cattolicesimo fai da te, ma il suono grave e solenne dell’organo, le cui canne, anch’esse incastonate, come i quadri del soffitto, fanno bella mostra di sé ai lati dell’altare. Non seguivo molto le parole del priore, anche perché la liturgia pasquale mi è ben nota, ma l’atmosfera di questa chiesa mi induceva ad un salto indietro nel tempo: Lepanto 1571. Non possiamo che ringraziare il comandante della spedizione don Giovanni d’Austria, all’epoca giovane ed inesperto, ma abbastanza intelligente da seguire le indicazioni dell’ammiraglio veneziano Venier, che scelse il momento giusto per l’attacco ed a lui va attribuito il merito della vittoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una grande battaglia per la Civiltà, per la nostra Civiltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo che oggi saremo altrettanto eroici da respingere le barbarie dell’islam, anche perché molti europei, con la vigliacca scusa della tolleranza, hanno issato bandiera bianca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/Sbf2dQAt_KI/AAAAAAAAACY/h6eYV9rJEKE/s1600-h/cav111.PNG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311985267881409698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 302px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/Sbf2dQAt_KI/AAAAAAAAACY/h6eYV9rJEKE/s400/cav111.PNG" border="0" /&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;cliccare 2 volte col sx sull'immagine per ingrandirla &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;(*)Il 20 maggio 1571 venne formata la Lega Santa contro i Turchi. Vi aderirono il regno di Spagna, la repubblica di Venezia, lo Stato Pontificio, le repubbliche di Genova e di Lucca, i Cavalieri di Malta, i Farnese di Parma, i Gonzaga di Mantova, gli Estensi di Ferrara, i Della Rovere di Urbino, il duca di Savoia, il granduca di Toscana con l’ordine dei cavalieri di S. Stefano. La Lega era stata fermamente voluta da Pio V per contrastare l’avanzata islamica in Europa.&lt;br /&gt;(**)Per la precisione 12 galee con insegne pontificie noleggiate presso Cosimo de' Medici montate da Cavalieri di Santo Stefano e soldati delle Marche e delle Romagne. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-4752737194262637556?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/4752737194262637556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/una-chiesa-no-islam.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4752737194262637556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4752737194262637556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/una-chiesa-no-islam.html' title='Una chiesa &quot;No Islam&quot;'/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/Sbf2dQAt_KI/AAAAAAAAACY/h6eYV9rJEKE/s72-c/cav111.PNG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-4689000514193750325</id><published>2009-03-10T21:17:00.000+01:00</published><updated>2009-03-14T19:03:43.503+01:00</updated><title type='text'>Immensità o infinità?</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=" height="20" width="200" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"&gt;&lt;param name="_cx" value="5292"&gt;&lt;param name="_cy" value="529"&gt;&lt;param name="FlashVars" value=""&gt;&lt;param name="Movie" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/Sonata_al_chiaro_di_luna.mp3"&gt;&lt;param name="Src" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/Sonata_al_chiaro_di_luna.mp3"&gt;&lt;param name="WMode" value="Window"&gt;&lt;param name="Play" value="0"&gt;&lt;param name="Loop" value="-1"&gt;&lt;param name="Quality" value="High"&gt;&lt;param name="SAlign" value=""&gt;&lt;param name="Menu" value="-1"&gt;&lt;param name="Base" value=""&gt;&lt;param name="AllowScriptAccess" value=""&gt;&lt;param name="Scale" value="ShowAll"&gt;&lt;param name="DeviceFont" value="0"&gt;&lt;param name="EmbedMovie" value="0"&gt;&lt;param name="BGColor" value=""&gt;&lt;param name="SWRemote" value=""&gt;&lt;param name="MovieData" value=""&gt;&lt;param name="SeamlessTabbing" value="1"&gt;&lt;param name="Profile" value="0"&gt;&lt;param name="ProfileAddress" value=""&gt;&lt;param name="ProfilePort" value="0"&gt;&lt;param name="AllowNetworking" value="all"&gt;&lt;param name="AllowFullScreen" value="false"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="200" height="20" src="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/Sonata_al_chiaro_di_luna.mp3" allowfullscreen="false" scale="ShowAll" quality="High" wmode="Window"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;La sonata al Chiaro di Luna nella superba interpretazione di Arthur Rubinstein.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;"Così tra questa immensità s'annega il pensier mio"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Avevo scelto questo titolo per un mio post sulle recenti teorie cosmologiche, poi una sensazione, un vaghissimo ricordo liceale, che c’era qualcosa di particolare in questa poesia, oltre le solite e scontate critiche letterarie. Così ho ricercato i manoscritti originali del Leopardi che qui riporto.&lt;br /&gt;La prima stesura presenta delle correzioni in diversi punti.&lt;br /&gt;La seconda, che dovrebbe essere quella definitiva, presenta una correzione solo sulla parola “immensità” cancellata e sovrascritta con “infinità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SbeY0_F8fiI/AAAAAAAAABg/L8ye_cHvhbM/s1600-h/mano1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311882321563778594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 284px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SbeY0_F8fiI/AAAAAAAAABg/L8ye_cHvhbM/s400/mano1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/Sbdn9yCSHUI/AAAAAAAAABY/mLHJ_OHSGIU/s1600-h/infinito.PNG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311828596607819074" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 319px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/Sbdn9yCSHUI/AAAAAAAAABY/mLHJ_OHSGIU/s400/infinito.PNG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La correzione autografa è ben visibile, sul penultimo endecasillabo in entrambi i manoscritti.Anche i poeti, possono ricredersi, è vero, ma lo strano è che la parola cancellata l’ “immensità” è quella che compare nella versione definitiva della poesia, come si può leggere nei libri. Escludendo un refuso del tipografo, almeno nelle edizioni successive alla prima che era il Nuovo Raccoglitore, deve esserci stato un intervento del poeta all’ultimo minuto. Perché? Non si tratta di metrica , poiché sia infinità sia immensità sono parole quadrisillabe ed ambedue tronche, non si può pensare ad una convenienza lirica: le parole sono entrambe importanti e “suonano”quasi alla stessa maniera. Nello "Zibaldone", sia la parola "infinità" che quella "immensità" compaiono diverse volte e quasi in egual numero, quindi entrambe, sono nel lessico abituale del poeta.&lt;br /&gt;L’infinità e l’immensità, per quanto esprimano un concetto di “molto grande”, non implicano il concetto di infinito, quindi la differenza deve essere sottilissima.La mia personale interpretazione, del tutto opinabile, è che, forse, alla parola “infinità” il poeta da un significato di "molto grande", ma numerico lineare (ho un’infinità di cose da fare nel senso di numerose cose da fare), mentre con immensità intende un concetto spaziale che, Leopardi, ha ritenuto, alla fine, più consono al contesto. Il concetto di infinito, vero e proprio, viene invece, riservato all’Eterno, al tempo,(“le stagioni”), e al “pensier mio”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non ero molto entusiasta di questo post, quando ho dell’incertezze non mi sento soddisfatto, anche se scrivo per mio puro sollazzo. Si sono egoista e, non scrivendo per mestiere, posto quello che più mi aggrada e quando mi aggrada, ma non mi piace dire cose inesatte o sbagliate. Ciò premesso, se ho dei dubbi chiedo lumi a chi ritengo ne sappia più di me. Nel campo letterario ed artistico, ho avuto modo di apprezzare un amico di blog, persona veramente preparata e squisita, Josh, con cui ho una corrispondenza sia email sia di commenti sui post; a lui mi sono rivolto per sentire cosa ne pensasse in proposito. Per tutta risposta mi è arrivata una critica completa de ”L’infinito”, con paralleli con lo Zibaldone, nonché interpretazioni alla luce della filosofia leopardiana… potrei scrivere 10 post!!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Su molte parole e versi abbiamo concordato rapidamente su altre, avendo preparazioni diverse, lui letteraria ed io scientifica, abbiamo discusso a lungo sul significato da attribuire loro, specie su “infinità” ed “immensità”, nel lessico leopardiano.&lt;br /&gt;Sulla parola immensità siamo concordi che il L. intendesse un “infinito spazio -temporale”, che più si adatta ad inglobare tutti i concetti espressi nei versi precedenti, mentre per la parola “infinità”, anche alla luce di quanto scritto nello Zibaldone, io sostenevo che questa parola implicasse un infinito solo lineare:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;em&gt;"Circa le sensazioni che piacciono pel solo indefinito, puoi vedere il mio idillio sull'&lt;strong&gt;infinito&lt;/strong&gt;, e richiamar l'idea di una campagna arditamente declive in guisa che la vista di una certa lontananza non arrivi alla valle; e quella &lt;strong&gt;d'un filare&lt;/strong&gt; d'alberi, il cui fine si perda di vista, o per &lt;strong&gt;la lunghezza&lt;/strong&gt; del filare o perch'esso pure sia posto in declivio,…..&lt;br /&gt;Una fabbrica, una torre ecc. veduta in modo che ella paia innalzarsi sola sopra l'orizzonte, e questo non si veda, produce un contrasto efficacissimo e sublimissimo tra il finito e l'indefinito ecc ecc (Zibaldone, 1430-31, 1 agosto 1821)&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Sempre dallo Zibaldone, altri elementi fisici-percettivi che gli scatenano per contrasto l'idea di infinito/indefinito (come lo chiama qui)(Josh)&lt;/span&gt; "una fuga di camere o case, cioè &lt;strong&gt;una via lunghissima o dirittissima&lt;/strong&gt;"&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;Ma forse, una spiegazione della scelta di “immensità”, può essere più semplice:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Josh,tra le altre cose, mi scrive:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;“Alla fine, per l'edizione definitiva, Leopardi scelse per il penultimo verso "immensità" e non infinità, anche se momentaneamente aveva corretto così come ci mostri. Si tratta, direi anche io, di un intervento all'ultimo del poeta. Sono entrambe parole quadrisillabe e tronche quindi si esclude, come dici, il motivo metrico, il significato delle due parole sembra simile ma ha sfumature leggermente diverse nel lessico leopardiano. La scelta non è quantistica, né lirica, ma forse in minima parte dovuta ai termini filosofici, e di più direi io per evitare una ripetizione/assonanza. (con il titolo e con l’infinito silenzio di pochi versi sopra. ndr)(non suonano alla stessa maniera, in effetti)”&lt;br /&gt;“Questo idillio sembra più alieno dalla filosofia, ma solo in apparenza. E' più libero di altri componimenti dall'intellettualismo, ma non ha all'origine né l'abbandono mistico, né un atteggiamento solo contemplativo: anche qui è chiaro lo sforzo leopardiano di superare i limiti imposti dalla Natura all'uomo.”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Mi dispiace, dover tralasciare il resto dello scritto di Josh, sicuramente molto interessante (e che mi godrò in privato), ma questo post voleva solo mettere in evidenza quella particolarità del penultimo verso.&lt;br /&gt;Aldilà di ogni considerazione critica, io giudico sempre le opere d’arte in base all’emozione che sanno suscitare in me, indipendentemente dall’autore. Non vi è alcun dubbio che questa poesia mi avvince più di tante altre liriche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-4689000514193750325?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/4689000514193750325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/immensita-o-infinita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4689000514193750325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4689000514193750325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/immensita-o-infinita.html' title='Immensità o infinità?'/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SbeY0_F8fiI/AAAAAAAAABg/L8ye_cHvhbM/s72-c/mano1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-914359108355679727</id><published>2009-03-09T22:45:00.005+01:00</published><updated>2010-02-27T09:23:40.383+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Immagini sulla 9°sinfonia di Beethoven&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed height="420" src="http://v6.tinypic.com/player.swf?file=ztjdl1&amp;amp;s=6" type="application/x-shockwave-flash" width="440"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-914359108355679727?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/914359108355679727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/immagini-sulla-9-di-beethoven.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/914359108355679727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/914359108355679727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/immagini-sulla-9-di-beethoven.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-1931684757710300647</id><published>2009-03-08T21:59:00.000+01:00</published><updated>2009-03-08T22:41:32.830+01:00</updated><title type='text'>L ' Uomo, la Natura, Leopardi e Beethoven.</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=" height="20" width="200" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"&gt;&lt;param name="_cx" value="5292"&gt;&lt;param name="_cy" value="529"&gt;&lt;param name="FlashVars" value=""&gt;&lt;param name="Movie" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/sesta.mp3"&gt;&lt;param name="Src" 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Il fine naturale dell’uomo e di ogni vivente, in ogni momento della sua esistenza sentita, non è né può essere altro che la felicità, e quindi il piacere suo proprio; e questo è anche il fine unico del vivente, in quanto a tutta la somma della sua vita, azione, pensiero. Ma il fine della sua esistenza, o vogliamo dire il fine della natura nel dargliela e nel modificargliela, come anche nel modificare l’esistenza degli altri enti, e insomma il fine dell’esistenza generale, e di quell’ordine e modo di essere che hanno le cose e per se, e nel loro rapporto alle altre, non è certamente in niun modo la felicità né il piacere dei viventi, […] perché questa felicità è impossibile […]. Dunque la natura, la esistenza non ha in niun modo per fine il piacere né la felicità degli animali; piuttosto al contrario» [Z 4127-4129, 1825].&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ho voluto fare un commento un po’ fuori dagli schemi…. Provate a leggere il Leopardi con il sottofondo della pastorale di Beethoven e fate attenzione ai suoi movimenti , soprattutto agli ultimi tre. La sesta sinfonia è un inno alla natura, dalla gioia del festoso incontro dei contadini, alla paura del temporale e, dopo la tempesta , come ringraziamento, il canto pastorale. Un’immagine ideale della natura, tradotta in sensazioni ed integrata dalla presenza dell’uomo, in una splendida miscellanea di suoni e colori. I contadini,interrompendo le danze, conosceranno la natura come forza funesta ,il temporale,mentre nel canto pastorale s’instaura un’armonia arcadica tra l’uomo e la natura stessa.E’ l’antica dicotomia tra vita e morte, tra gioia e dolore , per Beethoven è trionfante la gioia ,in Leopardi lo è il dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-1931684757710300647?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/1931684757710300647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/invitato-da-un-blogger-fare-un-commento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/1931684757710300647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/1931684757710300647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/invitato-da-un-blogger-fare-un-commento.html' title='L &apos; Uomo, la Natura, Leopardi e Beethoven.'/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-4439301819349978690</id><published>2009-03-05T21:49:00.001+01:00</published><updated>2010-06-02T14:43:12.823+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=" height="20" width="200"&gt;&lt;param name="_cx" value="5292"&gt;&lt;param name="_cy" value="529"&gt;&lt;param name="FlashVars" value=""&gt;&lt;param name="Movie" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/CosiparloZarathustra.mp3"&gt;&lt;param name="Src" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/CosiparloZarathustra.mp3"&gt;&lt;param name="WMode" value="Window"&gt;&lt;param name="Play" value="0"&gt;&lt;param name="Loop" value="-1"&gt;&lt;param name="Quality" value="High"&gt;&lt;param name="SAlign" value=""&gt;&lt;param name="Menu" value="-1"&gt;&lt;param name="Base" value=""&gt;&lt;param name="AllowScriptAccess" value=""&gt;&lt;param name="Scale" value="ShowAll"&gt;&lt;param name="DeviceFont" value="0"&gt;&lt;param name="EmbedMovie" value="0"&gt;&lt;param name="BGColor" value=""&gt;&lt;param name="SWRemote" value=""&gt;&lt;param name="MovieData" value=""&gt;&lt;param name="SeamlessTabbing" value="1"&gt;&lt;param name="Profile" value="0"&gt;&lt;param name="ProfileAddress" value=""&gt;&lt;param name="ProfilePort" value="0"&gt;&lt;param name="AllowNetworking" value="all"&gt;&lt;param name="AllowFullScreen" value="false"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="200" height="20" src="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/CosiparloZarathustra.mp3" allowfullscreen="false" scale="ShowAll" quality="High" wmode="Window"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="orologideformi" class="aligncenter size-full wp-image-605" height="366" src="http://sarcastycon3.wordpress.com/files/2006/10/orologideformi.png" title="orologideformi" width="508" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L'opera più celebre di Dalì è sicuramente “La persistenza della memoria”; in questa tela sono rappresentati orologi deformi, sciolti, appoggiati sopra degli oggetti o su di un ramo di un albero a simboleggiare &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;una necessaria&lt;span style="font-size: 0px;"&gt; &lt;/span&gt;ridefinizione del tempo. Salvador Dalí&lt;span style="font-size: 0px;"&gt; &lt;/span&gt;fu&lt;span style="font-size: 0px;"&gt; &lt;/span&gt;influenzato dalla fisica relativistica di Einstein e in questa opera, il grande pittore, ha dato la &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;sua &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;interpretazione artistica e geniale della nuova teoria. La deformazione delle immagini degli orologi &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;simboleggia molto bene la deformazione dello spazio-tempo.L'orologio è sicuramente lo strumento razionale per eccellenza ; permette di misurare il tempo e scandisce le nostre esigenze empiriche quotidiane. Deformando l'orologio e trasformandolo in una figura colloidale, la cui forma sembra&lt;span style="font-size: 0px;"&gt; &lt;/span&gt;adattarsi, ma non completamente, alle superfici su cui viene posta, Dalí &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;fa riconsiderare all'osservatore &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;la dimensione del tempo, della memoria, del sogno e del desiderio, &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;nelle quali il prima e il dopo si confondono e lo scorrere del tempo sembra variare con la percezione soggettiva.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Una interpretazione artistica, filosofica &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&lt;/span&gt;che presume una comprensione scientifica delle proprietà &lt;span style="font-size: 0px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;dello spazio-tempo relativistico di Einstein. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0px;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-4439301819349978690?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/4439301819349978690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4439301819349978690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4439301819349978690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/blog-post.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-1701083539924945507</id><published>2009-03-05T17:08:00.000+01:00</published><updated>2009-03-11T14:26:50.329+01:00</updated><title type='text'>L' ultimo silenzio per i Lupi di Toscana</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=" height="20" width="200" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"&gt;&lt;param name="_cx" value="5292"&gt;&lt;param name="_cy" value="529"&gt;&lt;param name="FlashVars" value=""&gt;&lt;param name="Movie" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/Inno_dei_Lupi_solo_voce_completo.mp3"&gt;&lt;param name="Src" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/Inno_dei_Lupi_solo_voce_completo.mp3"&gt;&lt;param name="WMode" value="Window"&gt;&lt;param name="Play" value="0"&gt;&lt;param name="Loop" value="-1"&gt;&lt;param name="Quality" value="High"&gt;&lt;param name="SAlign" value=""&gt;&lt;param name="Menu" value="-1"&gt;&lt;param name="Base" value=""&gt;&lt;param name="AllowScriptAccess" value=""&gt;&lt;param name="Scale" value="ShowAll"&gt;&lt;param name="DeviceFont" value="0"&gt;&lt;param name="EmbedMovie" value="0"&gt;&lt;param name="BGColor" value=""&gt;&lt;param name="SWRemote" value=""&gt;&lt;param name="MovieData" value=""&gt;&lt;param name="SeamlessTabbing" value="1"&gt;&lt;param name="Profile" value="0"&gt;&lt;param name="ProfileAddress" value=""&gt;&lt;param name="ProfilePort" value="0"&gt;&lt;param name="AllowNetworking" value="all"&gt;&lt;param name="AllowFullScreen" value="false"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="200" height="20" src="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son= http://dimammi.altervista.org/Inno_dei_Lupi_solo_voce_completo.mp3" allowfullscreen="false" scale="ShowAll" quality="High" wmode="Window"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Premessa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;L'anno scorso, quasi di questi tempi, scrissi questo piccolo post per mio ricordo e senza pretese letterarie. Ha avuto un successo impensabile più di 600 visite nei primi 2 giorni, tanto che decidemmo con l'Associazione Lupi di Toscana di Firenze &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;di aprire un apposito blog&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;, dopo neanche un anno le visite al blog, che nel frattempo è stato arricchito con foto, filmati e articoli, hanno superato la cifra di 22.000, che visto la particolarità dell'argomento, mi sembra un buon risultato. Aldilà dei numeri quello che più è commovente vedere quanti "lupi" sono intervenuti e quanti mi hanno mandato foto e filmati da pubblicare. Pensate che la stragrande maggioranza sono ragazzi di leva.........tutti uniti nel ricordo e nell'orgoglio di essere stati nei "Lupi di Toscana".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://78lupiditoscana.wordpress.com/"&gt;http://78lupiditoscana.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_fVgyeo5esmQ/Sa_cmiHKJOI/AAAAAAAAAA4/Bd0tXxSWDx8/s1600-h/monume.PNG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309705040243074274" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 242px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_fVgyeo5esmQ/Sa_cmiHKJOI/AAAAAAAAAA4/Bd0tXxSWDx8/s400/monume.PNG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Dopo 146 anni di storia il glorioso 78° Reggimento “Lupi di Toscana”verrà sciolto.&lt;br /&gt;Il 31/03/08 Verrà sancita la fine operativa del reggimento.&lt;br /&gt;Uno dei più gloriosi dell’Esercito italiano con la Bandiera decorata con l’ordine militare d’ Italia, una medaglia d’oro, due medaglie d’ argento al valor militare, una medaglia d’argento al valor civile, due attestati di pubblica benemerenza al valor civile e decine di medaglie al valore per imprese eroiche di singoli fanti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Nel novembre 1916 in località Veliki- Faiti il reggimento si coprì di gloria e viene decorato con medaglia d’oro. Nella motivazione della medaglia si legge:” il nemico, sbigottito dall’eroismo dei fanti del 78° gridò “ Ma questi non sono uomini, sono lupi “.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_fVgyeo5esmQ/Sa_maPhdDYI/AAAAAAAAABI/K2U-YDcmsBw/s1600-h/LupiSav22.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309715824210939266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 162px; CURSOR: hand; HEIGHT: 115px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_fVgyeo5esmQ/Sa_maPhdDYI/AAAAAAAAABI/K2U-YDcmsBw/s400/LupiSav22.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da allora i soldati del 78° reggimento, ai miei tempi di stanza a Firenze e Livorno, portano sul petto a sinistra, un distintivo dorato con due teste di lupo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;E’ il reggimento nel quale ho adempiuto all’obbligo militare, come sottotenente, al comando di un plotone di assaltatori.&lt;br /&gt;In memoria di tutti i caduti verrà suonato per l’ultima volta il silenzio.&lt;br /&gt;Reggimento presentat’arm!!! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;“LUPI”&lt;br /&gt;————————————————————————————–&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:';font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;Il monumento, della foto, per ora, si trova nella caserma Gonzaga di Firenze.E' in atto un lungo braccio di ferro con l'ufficio storico dell'esercito, per metterlo in una piazza di Firenze, già individuata dal comune che è d'accordo, ma a Roma, more solito, mettono i bastoni tra le ruote, e lo vogliono disperdere in qualche magazzino, come hanno già fatto con gli altri cimeli per i quali, noi avendo trovato dei locali adatti, avevamo proposto un museo a Firenze. Non c'è stato niente da fare.&lt;br /&gt;Il distintivo, rappesentato nella foto, è quello originale, che portava anche d'Annunzio, con tanto di nodo Savoia. Inutile dire che con l'avvento della repubblica il nodo savoia fu tolto. &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-1701083539924945507?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/1701083539924945507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/premessa-lanno-scorso-quasi-di-questi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/1701083539924945507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/1701083539924945507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/premessa-lanno-scorso-quasi-di-questi.html' title='L&apos; ultimo silenzio per i Lupi di Toscana'/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_fVgyeo5esmQ/Sa_cmiHKJOI/AAAAAAAAAA4/Bd0tXxSWDx8/s72-c/monume.PNG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-8157975964642097083</id><published>2009-03-02T17:47:00.001+01:00</published><updated>2009-03-19T23:22:44.762+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Calibri;font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0px"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"&gt;Marina di Pisa, una località un po’ particolare, molto in voga nell’ 800 e primi ‘900, è intrisa di ricordi poetici e storici .&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"&gt;Da Pisa ci si arriva percorrendo, lungo il fiume, il viale D’Annunzio, dopo pochi chilometri si giunge alla foce dell’Arno, citata da un non benevolo Dante, che da buon fiorentino era nemico dei pisani: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;“….muovasi la Capraia e la Gorgona,&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;e faccian siepe ad Arno in su la foce &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;sì ch'elli annieghi in te ogne persona!...”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;(inf.XXXIII)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"&gt;Non è proprio la stessa foce di oggi perché, a quei tempi, era spostata più ad est, verso la città, ma il concetto è chiaro, anzi chiarissimo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;color:#1f497d;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#1f497d;"&gt;Qui nel 1860,&lt;/span&gt; &lt;span style="FONT-WEIGHT: normal"&gt;Garibaldi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; fece scalo per imbarcare i volontari toscani che parteciparono alla Spedizione dei Mille ed in questo luogo è stato posto, a ricordo, un piccolo obelisco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;E così D’annunzio:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="MARGIN: 0px"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;“&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Titolo1Carattere"&gt;&lt;span style="color:windowtext;"&gt;O Marina di Pisa, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Titolo1Carattere"&gt;&lt;span style="color:windowtext;"&gt;quando folgora&lt;br /&gt;il solleone!&lt;br /&gt;Le lodolette cantan su le pratora&lt;br /&gt;di San Rossore&lt;br /&gt;e le cicale cantano su i platani&lt;br /&gt;d'Arno a tenzone.&lt;br /&gt;Come l'Estate porta l'oro in bocca,&lt;br /&gt;l'Arno porta il silenzio alla sua foce&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Titolo1Carattere"&gt;. ….”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;(Tenzone dall’Alcyone) &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;I primi versi del' Alcyone sono riportati su uno scoglio accanto alla terrazza che si affaccia sul mare e che prende il nome dal Poeta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;Seduti al tavolino di un piccolo bar, ubicato lì nei pressi, si possono intravedere le torri delle secche della Meloria, dove fu combattuta la famosa battaglia tra genovesi e pisani nel 1284.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;Mi aggrada andare in questo bar, specie d’inverno e nei giorni feriali, lungi dalla calca estiva o domenicale, urlante e becera, che vede, in questo luogo, solo un posto dove fare il bagno e prendere la tintarella gratis.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;I tavolini tutti vuoti finalmente! Così, nel tardo pomeriggio, pressoché solo, davanti ad una bibita e con un libro aperto, guardo il mare ed il tramonto con le sue luci cangianti e con i suoi colori inimmaginabili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;Il disco solare, scendendo verso l’illusoria linea dell’orizzonte, perde la sua forza abbagliante e, finalmente, lo possiamo ammirare in tutta la sua maestosità: il dio Atum Ra sta per tramontare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;&lt;a title="tramonto111.jpg" href="http://sarcastycon3.wordpress.com/files/2007/10/tramonto111.jpg"&gt;&lt;img alt="tramonto111.jpg" src="http://sarcastycon3.wordpress.com/files/2007/10/tramonto111.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;Mi sento partecipe di questo quadro naturale, che solo pochi pittori riescono riprodurre, adeguatamente, su tela.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;La mia parte irrazionale sta veleggiando verso siti di quiete interiore, quando la mia vocetta razionale, beffardamente, mi ricorda che, data la distanza terra sole e considerando la velocità della luce tu credi di vedere il sole, ma è già tramontato da otto minuti e trenta secondi circa. Mi automando a quel paese, ma ormai l’incantesimo è rotto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;Altri pensieri s’affacciano, io stavo guardando un’immagine, dietro l’immagine il nulla. Un insieme di fotoni immateriali, che viaggiando a una velocità pazzesca, s’infrangono sulla terra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;Stavo guardando il nulla ed il mio spirito gioiva nel guardarlo, ammiravo una falsa immagine!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 0px 10pt; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%;font-family:times new roman;font-size:130%;color:#1f497d;"   &gt;Quante altre false immagini ci sono nella vita?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-8157975964642097083?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/8157975964642097083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/m-arina-di-pisa-una-localita-un-po.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/8157975964642097083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/8157975964642097083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/m-arina-di-pisa-una-localita-un-po.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-4795065080556456169</id><published>2009-03-02T17:24:00.000+01:00</published><updated>2009-03-02T17:34:33.493+01:00</updated><title type='text'>Un tavolo,una storia.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a title="Permanent Link: Un mobile, una storia." href="http://narrare.wordpress.com/2007/10/24/un-mobile-una-storia/" rel="bookmark"&gt;Un mobile, una storia.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La scagliola è una tecnica antica,anzi un’arte, nata intorno al XVI secolo per imitare marmi rari e pregiati. Come materiali si utilizzano: gesso,colla, cera e coloranti. Miscelando il tutto e sapendolo fare, si ottengono effetti cromatici di indubbia bellezza, che fanno bella mostra di sé su piani per tavoli, tavolini,stemmi, consolles ed anche come rifiniture delle pareti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel sito&lt;br /&gt;&lt;a href="http://web.tiscali.it/restauroantico/scagliola.htm"&gt;http://web.tiscali.it/restauroantico/scagliola.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;possiamo leggere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nel museo civico di Carpi è conservato il ritratto di Guido Fassi all’età di trentadue anni, sul quale vi si legge la scritta “Guido Fassi da Carpi inventore dei lavori in Scagliola colorita e macchinista 1616″. Anche se non si può attribuire con certezza la paternità al Fassi, questa è la prima testimonianza documentabile dove si specifica l’invenzione della tecnica.&lt;br /&gt;Guido Fassi (1584-1649): di lui sappiamo che era un artista poliedrico, attivo nel campo dei progetti edili, dell’ingegneria, idraulica, meccanica, e tutte le attività che richiedevano una dimestichezza con il materiale edilizio (in particolare lo stucco).”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SawJRvEuRTI/AAAAAAAAAAo/HHQFppCVfiA/s1600-h/tavolo.PNG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="cimg0617.jpg" href="http://sarcastycon4.files.wordpress.com/2007/05/cimg0617.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SawJvb1SpNI/AAAAAAAAAAw/DoJIyqvACww/s1600-h/tavolo.PNG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308628771292751058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 267px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SawJvb1SpNI/AAAAAAAAAAw/DoJIyqvACww/s400/tavolo.PNG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SawJRvEuRTI/AAAAAAAAAAo/HHQFppCVfiA/s1600-h/tavolo.PNG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il tavolo riprodotto nella foto è della fine ‘500, ed è di nostra proprietà fin da quell’epoca, pertanto non ho dubbi circa l’autenticità dell’oggetto, mentre non ho notizie certe sul nome dell’artigiano che lo ha eseguito, molto probabilmente fiorentino, a quel tempo, solo raramente i mobili venivano firmati,viceversa nel ‘700 troviamo mobili firmati,come quelli di Maggiolini un grande artista nella progettazione ,realizzazione e nell’intarsio. Dalla sua “bottega” sono usciti dei veri capolavori lignei.&lt;br /&gt;Come si può notare il piano è in scagliola e presenta, purtroppo ,delle rotture. Ho pensato molto se farlo restaurare o no, perché queste rotture hanno una loro storia.&lt;br /&gt;Nel 1944 il piano del tavolo era ancora integro e la casa ,in cui si trovava, fu occupata dall’esercito tedesco che l’adibì ad ufficio di comando. Quando i tedeschi si ritirarono, lasciarono la casa come l’avevano trovata, non avevano procurato alcun danno. Evidentemente la posizione doveva essere strategica, perché anche gli alleati pensarono di installarci un comando militare. In breve, il giorno del loro arrivo,con un camion buttarono giù la colonna di sostegno del cancello di accesso al giardino e poco dopo pensarono bene di appoggiare delle cassette sul piano di questo tavolo.&lt;br /&gt;La scagliola, un po’ per la sua stessa composizione e un po’ per l’età, cedette in più punti e così è rimasta d’allora.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-4795065080556456169?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/4795065080556456169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/un-tavolouna-storia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4795065080556456169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/4795065080556456169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/un-tavolouna-storia.html' title='Un tavolo,una storia.'/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Y7-DP3NC6yU/SawJvb1SpNI/AAAAAAAAAAw/DoJIyqvACww/s72-c/tavolo.PNG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-612734696597508208</id><published>2009-03-02T16:52:00.006+01:00</published><updated>2009-03-19T23:20:33.398+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title"&gt;&lt;span style="font-size:16;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=" height="20" width="200" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"&gt;&lt;param name="_cx" value="5292"&gt;&lt;param name="_cy" value="529"&gt;&lt;param name="FlashVars" value=""&gt;&lt;param name="Movie" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son=http://data5.blog.de/media/863/3283863_b2a0c2d14b_a.mp3"&gt;&lt;param name="Src" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son=http://data5.blog.de/media/863/3283863_b2a0c2d14b_a.mp3"&gt;&lt;param name="WMode" value="Window"&gt;&lt;param name="Play" value="0"&gt;&lt;param name="Loop" value="-1"&gt;&lt;param name="Quality" value="High"&gt;&lt;param name="SAlign" value=""&gt;&lt;param name="Menu" value="-1"&gt;&lt;param name="Base" value=""&gt;&lt;param name="AllowScriptAccess" value=""&gt;&lt;param name="Scale" value="ShowAll"&gt;&lt;param name="DeviceFont" value="0"&gt;&lt;param name="EmbedMovie" value="0"&gt;&lt;param name="BGColor" value=""&gt;&lt;param name="SWRemote" value=""&gt;&lt;param name="MovieData" value=""&gt;&lt;param name="SeamlessTabbing" value="1"&gt;&lt;param name="Profile" value="0"&gt;&lt;param name="ProfileAddress" value=""&gt;&lt;param name="ProfilePort" value="0"&gt;&lt;param name="AllowNetworking" value="all"&gt;&lt;param name="AllowFullScreen" value="false"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="200" height="20" src="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son=http://data5.blog.de/media/863/3283863_b2a0c2d14b_a.mp3"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L'ultimo mutuo soccorso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="post-body"&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Anna, Lina, Enrico e Marcello, quattro liceali all’esame di maturità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="snap_preview"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Dopo cinque anni di duro Liceo arrivò il giorno degli esami finali: la tanto temuta maturità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Non era un esame da poco, sei scritti e nove orali ed in più dovevano essere preparati sul programma degli ultimi tre anni, in pratica su tutto quello che avevano studiato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;In quinta erano rimasti in dodici e tutti molto affiatati, ma i quattro, che sedevano due al primo banco e due al secondo, avevano cementato una solida amicizia, tanto solida, che il professore di lettere affibbiò loro il nomignolo di società del “mutuo soccorso”. Infatti se uno di loro si trovava in difficoltà, su qualche argomento, prontamente scattava,da parte degli altri, un aiuto sotto forma di suggerimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Finite le lezioni, prepararono gli esami insieme, ospitandosi a turno nelle rispettive case e così, per un mese, mentre gli altri erano al mare, si sacrificarono in maniera disumana. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Lina era, sicuramente, la più dotata del gruppo, una formidabile latinista: la migliore di tutta la scuola. Per fortuna che c’era lei, la versione di latino era un brano difficile, ma con pochi suggerimenti, ben dati, mise tutti in grado di fare una buona traduzione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Arrivò il giorno atteso e temuto: quello dell’esposizione dei quadri con i risultati; con comprensibile timore e con il cuore che pulsava al massimo, si accinsero a leggere la sentenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Un urlo, più di liberazione che di gioia: tutti e quattro promossi! Un ottimo risultato, erano i tempi in cui se zoppicavi in una materia, ti rimandavano a settembre e se eri deficitario in tre, ti facevano ripetere l’anno senza tanti complimenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;La sera stessa Enrico chiamò Marcello e tutto eccitato gli disse: sai papà, per premio, ci offre a tutti una serata alla Bussola, quando c’è Mina, macchina ed autista; telefona a Lina che io chiamo Anna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;All’epoca, la Bussola delle Focette in Versilia, era il locale più “in” d’Italia, arrivarci con tanto di macchina con autista ed in abito da sera, era certamente un evento memorabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Lina non aveva il telefono, così chiamò la zia, che abitava accanto e che faceva la sarta, pregandola di farla venire all’apparecchio. Ciao Lina, e tutto d’un fiato disse: il papà di Enrico ci offre una serata alla Bussola, quando c’è Mina! Dopo un attimo di silenzio: sai non so se il mio babbo mi ci manda e soggiunse un po’ mestamente, poi non saprei cosa mettermi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Sarebbe voluto sprofondare e mentalmente si dette dello stupido, nell’ euforia del momento non aveva pensato, che la sua famiglia l’aveva fatta studiare con grandi sacrifici e che comprare un abito da sera con tutti gli accessori, era una spesa che non si sentiva di chiedere in casa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;In un attimo gli passarono per la mente i cinque anni di liceo, gli esami fatti insieme, gli aiuti che generosamente gli aveva dato e si disse che questa volta il “mutuo soccorso” doveva funzionare anche fuori della scuola: costi quello che costi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Senti: pensa a convincere il babbo per il resto non ti preoccupare, in qualche maniera faremo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Chiamò Anna, Enrico aveva già messo molto, per cui era una questione che dovevano sbrigare loro due, le spiegò la situazione ed anche lei convenne che Lina doveva venire in tutte le maniere con loro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Potrei darle un mio vestito, ma andrebbe rifatto tutto lei è molto minuta; visto che non ci arrivava da sola, Marcello, scandendo bene il suo cognome, disse: nei tuoi negozi avete migliaia di metri di stoffa, non fare la tirchia! Il messaggio era chiarissimo, tanto che rispose tra il risentito e lo scherzoso: non vorrai alludere al fatto che sono ebrea vero? No, solo che sei molto oculata nelle spese… Datti da fare e non lesinare sui centimetri, ricordati che deve essere un abito lungo. In cinque anni non l’aveva mai sentita dire una parolaccia, evidentemente in tutte le cose c’è sempre una prima volta……&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Rimanevano da trovare una collana, la borsetta e le scarpe. Per la collana, non c’erano problemi la sorellina di Marcello aveva ereditato dalla nonna alcuni gioielli ed essendo troppo giovane, aveva ampiamente sottovalutato il loro valore e li avrebbe prestati facilmente; aveva anche una borsetta in lamè d’argento, ma a quella teneva moltissimo. Cara sorellina! Che cosa vuoi, fu la sua sospettosa risposta; ecco…mi dovresti fare un favore….dovresti prestare a Lina una collana e …e la tua borsetta da sera. Ah! per andare alla Bussola? Bene bene bene, pensò: il caro fratello ha bisogno di me.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Sai anch’io dovrei andare ad una festa, ma babbo, da sola, non mi ci manda….se….però mi accompagnassi tu…cambierebbe idea. Non era proprio un ricatto, ma gli assomigliava molto….&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Alla fine giunsero ad un’equa transazione: una parure di perle, un braccialetto d’argento e la borsetta di lamé; in cambio l’avrebbe accompagnata alla festa, sarebbe tornato a riprenderla, pur rassicurando il loro padre che sarebbe rimasto tutto il tempo con lei. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Ora rimanevano le scarpe. Aveva racimolato qualche soldo dagli zii per la promozione e decise di sacrificarli in questa operazione; presa la borsetta andò nel negozio in cui erano soliti servirsi in famiglia, pensando che uno sconto glielo avrebbero fatto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Ciao Marcello, lo salutò il proprietario del negozio, li vuoi un bel paio di mocassini estivi?….sono appena arrivati. No voglio un paio di sandali con il tacco alto e, tirando fuori la borsetta, di questo colore. Sandali? Borsetta? E ridendo: ma guarda che strano effetto ti hanno fatto gli esami di maturità…. Beh gli dovette spiegare per filo e per segno tutta la storia e fu un bene. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Prese un paio di sandali: ecco questi dovrebbero andare bene, sono i più belli che abbia in negozio. Per essere belli erano belli, anzi bellissimi, ma, avevano un grosso difetto, costavano tre volte quello che poteva spendere, anche chiedendo uno sconto, erano sempre fuori portata. Un po’ imbarazzato gli disse: te li pago una parte subito e una parte un po’ alla volta. Sul momento rimase in silenzio, fece un bel pacchetto e, mentre glielo consegnava, bofonchiò: io a queste condizioni non vendo. Prendi i sandali e vai. Ciao.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Era stato molto generoso, il fatto che Marcello, Enrico ed Anna, con le rispettive famiglie, fossero suoi clienti avrà anche influito, ma sicuramente non era stato obbligato a farlo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Squillò il telefono e con voce gelida Anna annunciò: Marcello, ho la stoffa, passami a prendere che la portiamo alla zia di Lina. Il tono non ammetteva repliche, se l’era presa a male per quello che le aveva detto prima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Lina e sua zia abitavano nel quartiere livornese chiamato Venezia, la parte più antica della città, un susseguirsi di ponti e canali con i caratteristici scali.&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px" height="231" alt="" hspace="3" src="http://narrare.files.wordpress.com/2007/10/fossi12.jpg?w=300&amp;amp;h=231" width="300" vspace="1" border="1" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;La sua costruzione risale alla fine del ‘500 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left" height="247" alt="" hspace="3" src="http://narrare.files.wordpress.com/2007/10/fossi5.jpg?w=250&amp;amp;h=247" width="250" align="left" vspace="3" border="1" /&gt; Una parola in più meritano gli scali, essendo una città dedita, da sempre, al commercio le rive dei fossi erano, quasi ovunque, dotate di attracchi per le imbarcazioni che trasportavano le merci da stivare nei magazzini, ricavati sotto le case. In seguito, la fine del regime di porto “franco” e lo svilupparsi della città verso sud, fecero declinare questo quartiere, oggi, per fortuna, è stato quasi del tutto ricuperato.&lt;img style="WIDTH: 330px; HEIGHT: 432px" height="461" alt="" hspace="3" src="http://narrare.files.wordpress.com/2007/10/livornofossimedicei.jpg?w=330&amp;amp;h=461" width="330" align="left" vspace="3" border="1" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Negli anni ’60 erano ancora ben visibili i pesanti segni lasciati dall’ultima guerra, molti i palazzi distrutti e quelli danneggiati rattoppati alla meglio. Proprio in uno di questi abitava la famiglia di Lina e, mentre attendevano che sua zia aprisse la porta, Marcello chiese ad Anna di che colore fosse la stoffa. Turchese. Turchese? Sarà uno scampolo che avevano in negozio, pensò. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Lei intuì cosa gli passasse per la testa e soggiunse: ”Non dire ad alta voce quello che stai pensando perché, altrimenti, la nostra amicizia finisce qui”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Alla vista della stoffa la zia, che facendo la sarta di tessuti se ne intendeva, esclamo: è di seta! Il turchese è il colore di moda! Mostrandoci una rivista, disse lo faccio uguale a questo, verrà un bellissimo vestito!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Marcello non ebbe bisogno di leggere nel pensiero di Anna, quello che gli voleva dire l’aveva ben stampato a chiare lettere sul volto: ”hai visto, cretino” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;In effetti aveva fatto le cose in grande, un tessuto molto costoso ed aveva, persino, aggiunto una bottiglietta di smalto per unghie madreperlato. Le scuse furono doverose.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Marcello si attendeva qualcosa dai suoi ma, come al solito gli avrebbero fatto un “inutile” regalo “utile”, questa volta si sbagliò: ricevette una congrua cifra di denaro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;La sera dell’uscita, in casa di Lina c’era un certo fermento, gli ultimi ritocchi al trucco ed ai capelli, la zia che le sistemava il vestito, un andirivieni di amiche e parenti; tutti avevano qualcosa da dire e da suggerire. Finalmente scese, a tutte le finestre del palazzo c’era gente a guardare e a commentare ma, i più bei commenti furono quelli della sua nonna: “ oh mamma ! come è bella la mi’ Lina! E quella macchina è più lunga del “filobusse”! E poi quei du’ ragazzi vestiti come pinguini del parterre (lo zoo)…ma “un è mi’a ‘arnevale…”. Zitta nonna, quello è l’abito da sera per gli uomini…. Ah, se lo dici tu … rispose non convinta, “Deh!sarà…ma a me mi sembrano pinguini”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Anche Enrico aveva fatto le cose in grande: tavolo per quattro in prima fila, proprio vicino al palco, dove si sarebbe esibita Mina.&lt;/span&gt;&lt;a title="mina72b.jpg" href="http://narrare.files.wordpress.com/2007/10/mina72b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;a title="mina72b.jpg" href="http://narrare.files.wordpress.com/2007/10/mina72b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;a title="mina72b.jpg" href="http://narrare.files.wordpress.com/2007/10/mina72b.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left" alt="mina72b.jpg" src="http://narrare.files.wordpress.com/2007/10/mina72b.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Venne il cameriere a prendere le ordinazioni e Marcello anticipando tutti, con una certa nonchalance ordinò: “ci porti una bottiglia di champagne e che sia Dom Perignon”. Erano i tempi in cui James Bond furoreggiava in tutti i cinema ed era il mito dei ragazzi di allora. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Si era appena allontanato il cameriere che i tre in coro gli dissero: “ma che sei impazzito!” Piatti e bicchieri per tutto il resto dell’estate te li lavi da solo!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Ragazzi ricapitoliamo il tutto. Abbiamo fatto un’ entrèe hollywoodiana, siamo arrivati con una macchina uguale a quella del presidente della repubblica, con tanto di autista in livrea, voi ragazze siete in abito da sera e noi in smoking, cioè come pinguini per dirla come tua nonna, i paparazzi fuori, non sapendo chi fossimo, nel dubbio ci hanno fatto anche le foto, siamo seduti in prima fila nel locale più famoso d’Italia per ascoltare Mina… e che volevate ordinare? una Coca Cola con quattro cannucce? Il ragionamento non faceva una grinza ma, dovette mostrare loro il portafoglio ben rifornito per tranquillizzarli, poi la voce squillante di Mina riempi di allegria e spensieratezza il locale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;Fu l’ultimo intervento del ”mutuo soccorso”, dopo pochi mesi la “società” si sciolse tristemente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt; Un male incurabile aveva reciso la giovane vita di Lina e la loro sincera amicizia, offuscando, per sempre, con il dolore, i più bei ricordi di quegli anni giovanili. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;cenni storici su Livorno e sul sito internet&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://italia-portal.vps.it/livorno/storia_di_livorno/storia_di_livorno-6-14-38-i.html"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#800080;"&gt;&lt;span style="TEXT-DECORATION: underline"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;http://italia-l.vps.it/livorno/storia_di_livorno/storia_di_livorno-6-14-38-i.html&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt; si può leggere, tra l’altro:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0px 25.9pt 0px 0px; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:130%;"&gt;&lt;img height="151" alt="" hspace="3" src="http://narrare.files.wordpress.com/2007/10/medicea7.jpg?w=250&amp;amp;h=151" width="250" align="left" vspace="1" border="1" /&gt;“…. Il cuore di Livorno è detto anche Venezia Nuova ed è ancora simile al progetto originale di Bernardo Buontalenti, affinché rispondesse alle esigenze di una “città ideale”. Elemento primario del progetto è l’acqua, che attraverso i suoi fossati circonda Livorno, che tanto ricordano la città di Venezia. Furono proprio maestranze veneziane, infatti a costruire questo quartiere. Da non perdere è lo spettacolo che si gode dal battello che fa il giro guidato dei fossi, l’ingegnosa rete di canali che attraversa l’antico e pittoresco quartiere del centro storico costruito, come la città di San Marco, sull’acqua. Tra le variopinte imbarcazioni ormeggiate lungo i canali, si giunge, camminando, sino al porto Mediceo, non prima però di aver scorto la mole imponente della Fortezza Vecchia. Canali, fortezze, piazze aperte al libeccio: Livorno deve tutto ai Medici…..”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-612734696597508208?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/612734696597508208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/lultimo-mutuo-soccorso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/612734696597508208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/612734696597508208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/03/lultimo-mutuo-soccorso.html' title=''/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7771021233922331180.post-8874580371784827299</id><published>2009-02-28T11:40:00.001+01:00</published><updated>2009-03-01T21:15:37.308+01:00</updated><title type='text'>Battaglia di Capo Teulada</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small; color: #3366ff;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; Inno del S.Marco&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Silenzio fuori ordinanza&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="200" height="20" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;br /&gt;&lt;param name="src" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son=http://data5.blog.de/media/786/3277786_4899b9dfdd_a.mp3" /&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="200" height="20" src="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son=http://data5.blog.de/media/786/3277786_4899b9dfdd_a.mp3"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="200" height="20" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;br /&gt;&lt;param name="src" value="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son=http://data5.blog.de/media/739/3277739_a1c733119d_a.mp3" /&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" width="200" height="20" src="http://www.blogs.it/srv/media/dewplayer.swf?son=http://data5.blog.de/media/739/3277739_a1c733119d_a.mp3"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 10px;"&gt;&lt;span style="color: #3366ff;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;span style="background-color: #0000ff;"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;Non ho la pretesa storica di ricostruire la battaglia, ma semplicemente di mostrare delle fotografia dell&amp;rsquo;epoca,&amp;nbsp;la maggior parte scattate dalla nave Trieste su cui era imbarcato mio padre.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; Pertanto solo pochi cenni sullo svolgimento dei fatti, sulla storia della nave e sulle sue caratteristiche di armamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="background-color: #0000ff;"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;L&amp;rsquo;&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;incrociatore &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;Trieste faceva parte della &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;classe Trento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; della &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Regia Marina.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: ';"&gt;&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none;"&gt;&lt;img src="http://data5.blog.de/media/591/3276591_b8f66a1773_m.png" alt="t00" hspace="5" vspace="5" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: windowtext; font-family: 'text-decoration;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;Nell&amp;rsquo;agosto &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;1933&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; insieme agli &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;incrociatori&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Trento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Bolzano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; form&amp;ograve; la III Divisione Navale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Durante la &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;seconda guerra mondiale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; prese parte a molte delle principali azioni navali, come la &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;battaglia di Punta Stilo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; del (&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;9 luglio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;1940&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;), primo scontro tra la Regia Marina e la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="Royal Navy" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Royal_Navy"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;Royal Navy&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;, la &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;battaglia di Capo Teulada&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; (&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;27 novembre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;1940&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;), successiva alla &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;notte di Taranto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; dell&amp;rsquo;&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;11&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;12 novembre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;1940&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; in cui la gemella Trento venne seriamente danneggiata e la &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;battaglia di Capo Matapan&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; (&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;27&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;28 marzo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;1941&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;Cenni sulla battaglia di Capo Teulada.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;Le navi da guerra britanniche avevano cinque cannoni da 381mm in pi&amp;ugrave; degli italiani che, d&amp;rsquo;altra parte, potevano contare sui 320mm della Cesare. Agli incrociatori italiani, la maggior parte di essi erano considerati pesanti, gli inglesi contrapponevano principalmente incrociatori leggeri (uno era pesante), ma potevano contare sugli aerei dell&amp;rsquo;Ark Royal.(portaerei)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;L&amp;rsquo;unico fattore che avrebbe potuto rompere l&amp;rsquo;equilibrio&amp;nbsp; tra le due flotte sarebbe stata la Regia Aeronautica, ma essa non partecip&amp;ograve;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gli italiani avevano un vantaggio balistico; i loro cannoni potevano essere usati ad una distanza di 30,000 metri mentre i britannici erano limitati a 24-26,000 metri. Il peso dei proietti italiani da 381mmm era 880 Kg simile agli 800 Kg usati dagli inglesi.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Va notato che, come pi&amp;ugrave; tardi descritto dall&amp;rsquo;Ammiraglio Iachino,&amp;nbsp; gli incrociatori britannici non concentrarono il fuoco su un solo obiettivo (azione combinata). A detta di Sommerville, questo problema fu causato dalla mancanza di addestramento tra le varie unit&amp;agrave;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; line-height: 115%; font-family: ';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Gli inglesi avevano l&amp;rsquo;incredibile vantaggio dell&amp;rsquo;Ark Royal. Conoscendo il risultato dello scontro vengono molti dubbi circa il vero valore di questo fattore che, al momento dell&amp;rsquo;azione, era comunque enorme&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-78" title="t3" src="http://narrare.files.wordpress.com/2009/02/t3.png?w=450&amp;amp;h=631" alt="t3" width="450" height="631" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;(La bandiera di combattimento viene portata in plancia)&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;La scacchiera era pronta e Campioni prese una decisione critica; non impegnarsi. Prima di lasciare Napoli, l&amp;rsquo;ammiraglio aveva ricevuto ordini precisi: era autorizzato a dar battaglia solamente se le condizioni fossero state particolarmente favorevoli. Le corazzate assegnate al suo gruppo da battaglia erano le uniche disponibili per servizio; il rischio era troppo alto. Alle 12.07 Campioni ordin&amp;ograve; agli incrociatori di cambiare rotta e convergere verso le corazzate. L&amp;rsquo;ordine era troppo tardivo per l&amp;rsquo;Amm. Iachino che stava gi&amp;agrave; manovrando per impegnare il nemico. Durante questa fase, mentre il comandante britannico in mare era libero di organizzare le sue proprie forze, Campioni febbrilmente comunicava&amp;nbsp; via radio con Roma richiedendo istruzioni. La differenza organizzativa tra le due marine militari era pi&amp;ugrave; che evidente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-81" title="t15" src="http://narrare.files.wordpress.com/2009/02/t15.png?w=428&amp;amp;h=315" alt="t15" width="428" height="315" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-90" title="t1" src="http://narrare.files.wordpress.com/2009/02/t1.png?w=427&amp;amp;h=244" alt="t1" width="427" height="244" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; line-height: 115%; font-family: ';"&gt;&lt;em&gt;Questo scambio di comunicazioni divent&amp;ograve; terreno fertile per varie interpretazioni. Alcuni storici, fra loro il rispettassimo Amm. Fioravanzo, citarono le comunicazioni come prova dell&amp;rsquo;intenzione di Supermarina di impegnare il nemico Invece,&amp;nbsp; Francesco Mattesini scrive: mentre Roma pens&amp;ograve; che Campioni stava tentando di evitare combattimento, Iachino gi&amp;agrave; stava scambiando bordate&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; line-height: 115%; font-family: ';"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-83" title="t6" src="http://narrare.files.wordpress.com/2009/02/t6.png?w=432&amp;amp;h=328" alt="t6" width="432" height="328" /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; line-height: 115%; font-family: ';"&gt;&lt;em&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-85" title="trieste-0010" src="http://narrare.files.wordpress.com/2009/02/trieste-0010.png?w=440&amp;amp;h=143" alt="trieste-0010" width="440" height="143" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-86" title="t11" src="http://narrare.files.wordpress.com/2009/02/t11.png?w=440&amp;amp;h=272" alt="t11" width="440" height="272" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-87" title="t22" src="http://narrare.files.wordpress.com/2009/02/t22.png?w=441&amp;amp;h=317" alt="t22" width="425" height="317" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&lt;img class="aligncenter size-full wp-image-89" title="t441" src="http://narrare.files.wordpress.com/2009/02/t441.png?w=443&amp;amp;h=277" alt="t441" width="443" height="277" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: ';"&gt;Alle 12.22, l&amp;rsquo;Amm. Matteucci a bordo dell&amp;rsquo;incrociatore Fiume apr&amp;igrave; fuoco contro la flotta nemica. Subito dopo, tutti gli incrociatori della IIa&amp;nbsp; Squadra&amp;nbsp; aprirono il fuoco rapido usando proietti esplosivi. Secondo i resoconti italiani, il fuoco fu aperto&amp;nbsp; approssimativamente a 23.500 metri; poi la distanza tra le due formazioni diminu&amp;igrave; a 22.000 e, pi&amp;ugrave; tardi, a 14.000.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;Il Pola ed il Fiume concentrarono il fuoco principalmente all&amp;rsquo;incrociatore pesante Berwick. Questi, il Manchester, lo Sheffield ed il Newcastle concentrarono il fuoco sugli incrociatori della III Divisione, mentre il Southampton concentr&amp;ograve; sulla I divisione. Alle 12.24, la Renown entr&amp;ograve; nel vivo della battaglia aprendo il fuoco contro il Trento ad una distanza di approssimativamente 23,800 metri; sei salve sommersero completamente l&amp;rsquo;incrociatore italiano che, illeso, fece fumo e comincio una manovra evasiva. Va notato che a causa di errori di comunicazione il Trento e non il capodivisione Trieste stava conducendo la formazione, la velocit&amp;agrave; era di 25 nodi e parte della scorta era in ritardo a causa di una avaria temporanea a bordo del cacciatorpediniere Lanciere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;La Ramillies apr&amp;igrave; fuoco alle 12.26, ma subito dopo era fuori portata. La Renown era l&amp;rsquo;unica corazzata rimasta&amp;nbsp; e concentr&amp;ograve; il fuoco soprattutto sul Bolzano. Alle 12:30 Iachino ricevette ordini di non impegnare! L&amp;rsquo;ammiraglio ordin&amp;ograve; l&amp;rsquo;aumento della velocit&amp;agrave; a 30 nodi mentre le corazzate italiane si avvicinavano sempre di pi&amp;ugrave;. Questi cinque minuti erano i pi&amp;ugrave; pericolosi per le forze italiane; le salve britanniche stavano diventando sempre pi&amp;ugrave; pericolosamente vicine e la manovra evasiva aveva lasciato gli incrociatori allo scoperto. Ancora una volta, la differenza tra le artiglierie italiane e britannica fu molto evidente: la telemetria italiana era superiore ma le salve disperse, mentre le salve britanniche erano raggruppate, ma spesso lunghe o corte.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;Durante questa fase, il Lanciere fu colpito varie volte. La nave fu letteralmente devastata da molti colpi a segno, ma fu in grado di riaccendere una caldaia e continuare a muoversi; pi&amp;ugrave; tardi un&amp;rsquo;altra unit&amp;agrave; la port&amp;ograve; a rimorchio fino alla base. Gli altri cacciatorpediniere lanciarono una cortina fumogena che costrinse la nave all&amp;rsquo;attacco (il Manchester), a cambiare obiettivo ripuntando i suoi cannoni sulle Zara.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;La situazione era critica; Iachino stava impegnando il nemico, ma presto i cannoni della Renown avrebbero potuto rapidamente rompere l&amp;rsquo;equilibrio. Fortunatamente, intorno alle 13.00 la Vittorio Veneto era entrata nel raggio di portata. La corazzata spar&amp;ograve; 19 colpi in sette salve. Appena gli incrociatori britannici (18 Div) comprese che i 381 mm della Veneto era entrati in azione, si allontanarono rapidamente cerando la protezione della Renown. A questo punto Sommerville e Campioni decisero entrambi di rompere il contatto, Campioni in virt&amp;ugrave;&amp;nbsp; della sua rotta divergente, mentre Sommerville cambi&amp;ograve; rotta.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;In tutto,&amp;nbsp; la battaglia era durata 54 minuti; l&amp;rsquo;incrociatore della 2 Sq. avevano sparato 666 colpi, il Pola 118, il Gorizia 123, il Fiume 218, il Trieste 96, il Bolzano 26, il Trento 92. Per la maggior parte dello scontro le unit&amp;agrave; italiane erano state in minoranza tattica e numerica&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; color: #0070c0; font-family: ';"&gt;&lt;em&gt;Alle 12:22 l&amp;rsquo;incrociatore pesante Berwick fu colpito da un proietto da 203mm sparato dagli incrociatori italiani. La torretta Y (poppiera superiore) fu colpita, sette uomini uccisi e l&amp;rsquo;arma distrutta. Il comandante, C.V. Guy il Warren di L., continu&amp;ograve; il combattimento indisturbato. Alle 12.35, il Berwick ricevette, un altro colpo, questa volta nel quadrato ufficiali, ma non ci furono vittime. I due colpi non diminuirono l&amp;rsquo;efficienza bellica e lo spirito combattivo del Berwick. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 13px;"&gt;(le foto sono di propriet&amp;agrave; dell'autore, la descrizione della battaglia dal sito&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.regiamarina.net/battles/teulada/teulada_it.htm"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="font-size: 13px;"&gt;http://www.regiamarina.net/battles/teulada/teulada_it.htm&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 13px;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;Caratteristiche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;Classe Trento cantiere Stabilimento Tecnico Triestino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;Varato 24/10/1926 entrato in servizio 03/04/29 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;Tipo incrociatore pesante &amp;nbsp;dislocamento 13.145 tons.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;Lunghezza 196,6 mt.&amp;nbsp; Larghezza 20,6 mt.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;Potenza 150.000 CV velocit&amp;agrave; massima 35 nodi&amp;nbsp; (63 km/h)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing" style="margin: 0px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;Equipaggio 723 uomini &amp;nbsp;Artiglieria: cannoni &amp;nbsp;4 torri binate da 203/50,&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;8 torri binate da 100/47, &amp;nbsp;20 mitragliatrici,&amp;nbsp; 8 tubo lancio siluri &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: ';"&gt;Corrazzatura da 50 a 100 mm. 1 catapulta e 3 idrovolanti &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: ';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="color: #000000;"&gt;&lt;span style="background-color: #ffffff;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;L&amp;rsquo;incrociatore &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Trieste&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; affond&amp;ograve; dopo essere stato colpito nel corso di un bombardamento aereo americano sull&amp;rsquo;isola della &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Maddalena&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; il &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;10 aprile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;1943&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, insieme all&amp;rsquo;&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;incrociatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Gorizia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che, pur colpito, sub&amp;igrave; per&amp;ograve; solo gravi danneggiamenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7771021233922331180-8874580371784827299?l=narrare-dimammi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/feeds/8874580371784827299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/02/mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/8874580371784827299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7771021233922331180/posts/default/8874580371784827299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://narrare-dimammi.blogspot.com/2009/02/mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.html' title='Battaglia di Capo Teulada'/><author><name>dimammi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
